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martedì 21 febbraio 2012

Brasilândia

Consegnate trenta nuove case a Brasilândia.

Lo scorso 17 febbraio il Governatore del Mato Grosso do Sul, André Puccinelli si è recato a Brasilândia in occasione dell’inaugurazione di un Centro di Riferimento per l’Assistenza Sociale (CRAS) e di trenta nuove unità abitative. Nel dettaglio il CRAS rappresenta un’unità pubblica statale che si presta ad organizzare e ad offrire servizi di protezione sociale rivolti alle famiglie che presentano difficoltà economico-sociali. Il CRAS inaugurato lo scorso venerdì è stato finanziato con fondi statali per un investimento complessivo superiore a 223mila Reais e si estende su una superficie di circa 178 metri quadrati.
Per quanto riguarda invece le unità abitative, queste rientrano nel programma “Minha Casa Minha Vida- Projeto Meu Lar” , reso possibile dalla collaborazione tra il Governo Federale, il Governo del Mato Grosso do Sul e la Prefettura di Brasilândia. Il progetto è stato finanziato in parte dal Governo dello Stato (per un valore di 150mila Reais) e in parte dal Governo Federale (per 360mila Reais), mentre l’amministrazione comunale ha fornito il terreno.
Si tratta del terzo comune in cui il Governatore Puccinelli si reca per consegnare nuove unità abitative dall’inizio del 2012: si pensi che nella sola Brasilândia 285 case sono già state consegnate, ma, stando alle parole del Governatore, si pensa di avviare a breve la costruzione di altre cinquanta unità.

mercoledì 21 dicembre 2011

Brasil sem Miséria

Il Governo nazionale mette a disposizione di 100mila famiglie importanti contributi sociali.

Lo scorso 16 dicembre il Governatore del Mato Grosso do Sul , André Puccinelli, ha firmato il Patto Centro-Ovest del Piano “Brasil sem Miséria”, letteralmente, “Brasile senza povertà”, frutto di una collaborazione tra il Governo Federale e gli Stati.
Si tratta di una decisione molto importante se si considera che nel Mato Grosso do Sul su 60mila famiglie registrate dalla Segretaria di Stato del Lavoro e dell’Assistenza Sociale del Programma “Vale-Renda”, 19mila presentano le caratteristiche riportare all’interno del piano del Governo Federale.
Lo sradicamento della povertà ha un ruolo centrale nell'agenda nazionale. Questo è il miglior bilancio che possiamo fare oggi. Nel 2012 vogliamo fare molto di più", ha commentato la Presidente Roussef,che in occasione del patto siglato a Brasilia, ha anche firmato un decreto riguardante il Programma di Sviluppo alle Attività Produttive Rurali, che prevede lo stanziamento di fondi per le famiglie più povere che risiedono nelle aree rurali attraverso la scheda del “Bolsa Família”: il versamento, effettuato in tre rate mensili, avrà il compito di rafforzare da un lato la commercializzazione di eccedenze alimentari delle famiglie in questione e dall’altro l’incremento della produzione.

lunedì 20 giugno 2011

Dilma Rousseff si impegna nella lotta alla povertà.

Dilma Rousseff ha recentemente annunciato l’approvazione di un piano per combattere la povertà estrema entro quattro anni.

La presidente brasiliana Dilma Rousseff ha lanciato un ambizioso programma, chiamato “Brazil Without Misery”, finalizzato a combattere la povertà estrema e migliorare le condizioni socio-economiche di 16 milioni di persone entro quattro anni. Tale piano, già illustrato in campagna elettorale, risulta essere una continuazione della politica del presidente Lula, che ha fatto della lotta alla povertà il suo cavallo battaglia.
Il successo della Bolsa Familia, lanciato dallo stesso Lula ha fatto uscire dalla soglia della povertà 20 milioni di persone che, oggi, fanno parte della classe media: la diminuzione del tasso di povertà e l’aumento generale del benessere sono stati punti fondamentali per il boom economico del Brasile.
Il Brasile, nonostante la crescita economica “a ritmi cinesi”, deve seriamente affrontare il problema della distribuzione del reddito, continuando la lotta alla povertà, per garantire al Paese, una crescita economica costante.
Il programma mira a portare 16,2 milioni di persone sopra la soglia di povertà estrema (valutata in 70 Real pari a 44$ al mese) attraverso azioni a più livelli: garantendo un sussidio economico, favorendo l’accesso all’educazione, permettendo la fruizione dei servizi di base, quali acqua corrente ed energia elettrica e organizzando corsi di formazione professionale.
La formula brasiliana per la lotta alla povertà si è dimostrata vincente: i poveri di oggi, saranno i consumatori di domani e favoriranno la crescita brasiliana nel lungo periodo.

lunedì 6 giugno 2011

Crescono i salari e cala la povertà

Secondo la Fondazione Getulio Vargas (FGV), negli ultimi dieci anni la povertà in Brasile sarebbe diminuita del 50,64% a fronte di un aumento dei salari per i più poveri del 68%. Si prevede che la crescita continuerà ma si teme l’inflazione.

Secondo la Fondazione Getulio Vargas (FGV), negli ultimi dieci anni la povertà in Brasile sarebbe diminuita sensibilmente grazie all’aumento generale del reddito, in particolare dei salari minimi. “Se il Governo brasiliano migliorasse la qualità dell’educazione e della gestione pubblica, facendo di più e spendendo di meno, riuscirebbe a elevare il reddito della popolazione anche in questo decennio” ha commentato Marcelo Neri, della FGV.
I dati recenti mostrano che durante gli 8 anni della presidenza di Lula, dal 2002 al 2010, la povertà sarebbe diminuita del 50,64% grazie a piani di sviluppo e alla Bolsa Familia, il sussidio garantito dal Governo federale ai disoccupati e a coloro che sono fuori dal mercato del lavoro. Tali politiche hanno anche incentivato la “riduzione delle disuguaglianze” come ha sottolineato Neri. Per i più poveri il reddito è cresciuto del 68% nel decennio scorso mentre per la fascia dei più ricchi è salito solamente del 10%. Secondo le proiezioni la crescita dovrebbe continuare anche nel decennio appena iniziato, di conseguenza , il Governo federale deve attuare un’attenta politica di contenimento dell’inflazione.

lunedì 12 luglio 2010

L’economia brasiliana scoppia di salute

Il PIL brasiliano ha conosciuto nel primo trimestre 2010 tassi di crescita poco distanti da quelli cinesi: in particolare, un tasso di crescita del 2,7% rispetto al trimestre precedente e del 9% se calcolato su base annua. Octavio de Barros, capo economista del Banco Bradesco, una delle quattro maggiori banche del Brasile, prevede per il 2010 una crescita del 7,7%, dopo un 2009 in cui la recessione ha intaccato minimamente l’economia carioca (-0,2%). Secondo le stime del Banco Bradesco, l’aumento dei prezzi delle esportazioni del Brasile, in confronto con quelli delle importazioni, è stato tale da generare, a partire dal 2006, una crescita addizionale del PIL del 4,3%. Inoltre, negli otto anni in cui ha governato Lula, sono stati creati più di 12 milioni di posti di lavoro nel settore formale comportando un notevole calo della povertà (-43% dal 2003). Il potere d’acquisto dei brasiliani è il più alto degli ultimi 15 anni e la distribuzione del reddito, seppur ancora molto diseguale, è la migliore dal ritorno alla democrazia nel 1985.
Si nota il ruolo centrale assunto dai Paesi emergenti per quanto riguarda l'export: la Cina, in particolare, costituisce il primo mercato di sbocco dell’export brasiliano, superando Stati Uniti e Unione Europea.
In questo quadro, si teme il rischio di un surriscaldamento dell’economia: si prevede un rialzo dell’inflazione nei prossimi mesi portandola a fine anno sopra il 5,5%, cioè oltre al limite del 4,5% fissato dalla Banca centrale, già pronta ad alzare i tassi d’interesse.

venerdì 25 giugno 2010

Gravi disuguaglianze economiche tra le famiglie brasiliane

Secondo l’ultima ricerca sui bilanci delle famiglie brasiliane, la Pesquisa de orçamentos familiares, elaborata dall’Ibge (Instituto brasileiro de geografia e estatística) e riferita al biennio 2008-09, in Brasile il 10% delle famiglie con reddito più elevato spende quasi dieci volte di più rispetto al 40% dei nuclei familiari più poveri. Il dato, che per la precisione è pari a 9.6, seppur ancora alto, mostra una riduzione rispetto agli anni 2002-03 che registravano un rapporto del 10.1.
Nonostante la politica di Lula abbia favorito un miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie brasiliane, l’indagine pubblica dati assai gravi: per il 35.5% della popolazione, la quantità di alimenti cui ha accesso è insufficiente rispetto alle necessità familiari. La situazione peggiore si registra comunque nelle zone rurali, dove la percentuale di coloro che lamentano il deficit alimentare sale al 45.6%. Inoltre, dalla ricerca emerge che il 75% dei nuclei familiari brasiliani dichiara di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese.