Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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venerdì 30 dicembre 2011

Investimenti nelle filiere produttive

Il Rio Grande do Sul ha deciso di aumentare il proprio impegno al fine di rafforzare il settore turistico ed enogastronomico.

Tarso Genro, Governatore del Rio Grande do Sul, ha recentemente firmato il documento che rinnova anche per il 2012 la partecipazione al programma di coesione sociale per il rafforzamento delle filiere produttive (Cocap). Il progetto creato dalla Commissione Europea sulla base di una proposta lanciata nel 2008 dalla Regione Veneto, prevede una serie di interventi volti a sviluppare la produzione in tre regiorni del Mercosur (la provincia di San Juan in Argentina, il Dipartimento di Misiones in Paraguay e lo Stato del Rio Grande do Sul).
Presenti all’incontro il Segretario del Turismo di Bento Gonçalves Ivane Fávero, il direttore esecutivo Márcia Ferronato e l’assistente amministrativo Krisciê Pertile, il consulente del Comitato Veneto del RS (Comvers) Cesare Prezzi, e l’assistente amministrativo dall’Associazione di Turismo della Serra Nord-Est (Atuaserra).
Nel dettaglio verranno coinvolti i settori turistico ed enogastronomico: l’intenzione è quella di incentivare le piccole e medie imprese e le cooperative a rafforzare le catene di produzione del vino e del latte ed investire sulla formazione di operatori per lo sviluppo territoriale, sull’identificazione e la crescita delle potenzialità a livello locale.

martedì 20 settembre 2011

Gli investimenti Ue in Brasile sono in aumento

Gli imprenditori europei sono sempre più attratti dalle opportunità che il Brasile, grazie alla sua stabilità economica e democratica, è in grado di offrire.

La crisi economica ha spinto le imprese europee a incrementare gli investimenti produttivi in Brasile. I dati della Banca Centrale, relativamente al 2011, indicano che gli investimenti diretti esteri (IDE) provenienti dai Paesi della zona euro, è triplicato: dai 7,9 miliardi di dollari relativi ai primi 7 mesi del 2010, si è passati ai $23,4 miliardi registrati nello stesso periodo di quest’anno.
Il Paese sudamericano offre ottime prospettive di sviluppo per i prossimi anni e le aziende europee sono attratte, in primo luogo, dai programmi di sviluppo avviati dal Governo brasiliano, come il Programma di accelerazione della crescita (PAC), e intendono anche approfittare dell’exploit immobiliare favorito dal programma “Minha Casa, Minha Vida”. Inoltre, a differenza di altre economie dei Paesi BRIC, come quella cinese, il Brasile può offrire tutta una serie di vantaggi legati alla sua stabilità democratica; come ha evidenziato Paulo Vicente, professore di strategia alla Fundação Dom Cabral: “molti sono ancora timorosi all’idea di investire troppo in Cina, a causa dell’instabilità del Paese. Soprattutto temono che, ad un certo punto, il Paese possa smettere di crescere, o addirittura, a causa di certi movimenti separatisti, che possa dividersi […] Senza contare che la corruzione è molto meno diffusa qui in Brasile”.

lunedì 6 giugno 2011

Crescono i salari e cala la povertà

Secondo la Fondazione Getulio Vargas (FGV), negli ultimi dieci anni la povertà in Brasile sarebbe diminuita del 50,64% a fronte di un aumento dei salari per i più poveri del 68%. Si prevede che la crescita continuerà ma si teme l’inflazione.

Secondo la Fondazione Getulio Vargas (FGV), negli ultimi dieci anni la povertà in Brasile sarebbe diminuita sensibilmente grazie all’aumento generale del reddito, in particolare dei salari minimi. “Se il Governo brasiliano migliorasse la qualità dell’educazione e della gestione pubblica, facendo di più e spendendo di meno, riuscirebbe a elevare il reddito della popolazione anche in questo decennio” ha commentato Marcelo Neri, della FGV.
I dati recenti mostrano che durante gli 8 anni della presidenza di Lula, dal 2002 al 2010, la povertà sarebbe diminuita del 50,64% grazie a piani di sviluppo e alla Bolsa Familia, il sussidio garantito dal Governo federale ai disoccupati e a coloro che sono fuori dal mercato del lavoro. Tali politiche hanno anche incentivato la “riduzione delle disuguaglianze” come ha sottolineato Neri. Per i più poveri il reddito è cresciuto del 68% nel decennio scorso mentre per la fascia dei più ricchi è salito solamente del 10%. Secondo le proiezioni la crescita dovrebbe continuare anche nel decennio appena iniziato, di conseguenza , il Governo federale deve attuare un’attenta politica di contenimento dell’inflazione.

mercoledì 29 dicembre 2010

Inflazione e spesa pubblica: prime sfide per Dilma Rousseff

Dilma Rousseff inizierà il suo mandato il 1° gennaio 2011. Lo scenario economico appare positivo vista la crescita attuale del PIL a “ritmi cinesi” del 7,5%, ma questa ascesa vertiginosa potrebbe portare al surriscaldamento dell’economia e ad un conseguente aumento dell’inflazione.

Dilma Rousseff, nuovo Presidente del Brasile, inizierà il proprio mandato il 1° gennaio 2011 e sarà alla guida di un Paese la cui economia chiuderà il 2010 con risultati estremamente positivi: si registra una generale ripresa dalla crisi, il PIL cresce a “ritmi cinesi” pari ad un tasso del 7,5%, la disoccupazione sta calando, i prezzi delle materie prime esportate aumentano, gli investimenti esteri segnano una ripresa e la domanda interna aumenta.
Nella realtà dei fatti questo trend positivo nasconde il rischio concreto di un surriscaldamento dell’economia con un conseguente aumento del costo del denaro. Secondo le previsioni di numerosi economisti già a metà 2011 l’inflazione potrebbe raggiungere il livello massimo dell’inflation targeting stabilito al 6,5%. La manovra antinflazionistica non sarà soltanto una sfida da un punto di vista meramente economico, ma soprattutto politico. Il presidente uscente Lula, che ha riscosso un tasso di gradimento record pari all’87%, ha fatto della lotta all’inflazione il proprio cavallo di battaglia e se il nuovo presidente non dovesse riuscire a contenere l’inflazione rischierebbe di perdere l’appoggio della fascia più povera della popolazione, che rappresenta la parte più consistente del suo elettorato.
Il Ministro del Tesoro Guido Mantega ha annunciato che per aiutare la Banca Centrale a controllare il tasso di inflazione si rende necessario un piano di contenimento della spesa pubblica che coinvolgerà tutti i Ministeri. La manovra non interesserà i progetti prioritari dei vari dicasteri, che vengono in questo modo garantiti, ma prevede il taglio o il rinvio a tempi successivi delle iniziative non ancora attuate. Per quanto riguarda la PAC (Programma di Accelerazione della Crescita), vengono garantiti i progetti già in fase di attuazione, tra cui la “Bolsa-Familia” (programma assistenziale per i ceti più deboli). Secondo il Ministro Mantega, attraverso questa manovra “il contenimento delle spese offre uno spazio ragionevole per la riduzione del tasso ufficiale di sconto”. Secondo le previsioni il 2011 sarà un anno in salita per il Brasile, nonostante ciò la crescita non si fermerà ma al contrario prevede una crescita del PIL attorno al 4,5%.

giovedì 8 luglio 2010

Il progetto dell’Alta velocità Rio de Janeiro – San Paolo

Il progetto dell’Alta velocità prevede l’ampliamento della linea ferroviaria nord-sud e la costruzione di una nuova tratta est-ovest. Con le estensioni previste in direzione nord-sud, la ferrovia raggiungerà una lunghezza di quasi 3.000 chilometri – da Belém (Pará) al comune di Panorama (San Paolo). E’ inoltre prevista la costruzione, entro quattro anni, di altre due tratte di collegamento ovest-est, da Bahia allo Stato di Tocantins – che offrirà una nuova alternativa logistica ai porti del nord-est - e la tratta di collegamento centro-ovest, che favorirà il flusso del settore agricolo e dell’allevamento. Per ciascuna tratta è stimato un investimento in circa R$6 miliardi.
Secondo le previsioni del governo federale, la tratta che unirà Tocantins e Goias (direzione nord-sud) sarà pronta nei primi mesi del 2011, ma già nel mese di luglio inizieranno i lavori per espandere la sezione meridionale della ferrovia fino allo stato di San Paolo (Estrela d'Oeste).
La Federazione e il Centro delle Industrie di San Paolo (Fiesp/Ciesp) sostengono un nuovo modello di concessione alla partecipazione dei privati finalizzato a favorire la concorrenza tra le ferrovie, secondo il quale la concessionaria sarà responsabile del mantenimento dei percorsi ferroviari e potrà permettere a uno o più operatori indipendenti di utilizzare i percorsi con i loro treni pagandone l’utilizzo.
Tali progetti attraggono gli investimenti internazionali non solo per quanto concerne le infrastrutture, ma anche per la tecnologia, l'energia e la meccanica e costituiscono pertanto buone occasioni per la realizzazione di partenariati tra aziende, soprattutto nei settori contemplati dal Programma di Accelerazione della Crescita (PAC) presentato nella sua seconda versione dal presidente Lula lo scorso aprile.

venerdì 2 aprile 2010

Il governo brasiliano dà la priorità agli investimenti nei trasporti urbani

In occasione della quinta edizione del Forum Urbano Mondiale delle Nazioni Unite, appena tenutosi a Rio de Janeiro, il Ministro delle Città, Marcio Fortes, ha dichiarato che il secondo Programma di Accelerazione della Crescita (PAC 2) previsto dal Governo brasiliano darà un’importanza maggiore agli investimenti nell’area dei trasporti e della mobilità.
Il programma di accelerazione della crescita è stato introdotto per la prima volta dal Presidente Lula nel 2007, con l’obiettivo di favorire la crescita del Paese e combattere la povertà tramite investimenti in tutti i settori. Il Ministro Fortes ha spiegato che il secondo programma non prevede l’abbandono dei progetti abitativi e sanitari, ma ha specificato però la necessità di complementarli con miglioramenti nel settore dei trasporti.
I progetti futuri porranno particolare attenzione alle zone periferiche delle città brasiliane, cercando di assicurare ai cittadini che vi risiedono la possibilità di usufruire di servizi abitativi e di trasporto adeguati. Le preoccupazioni del Brasile riguardo a tali aree sono aumentate dopo i dati resi noti dall’Onu (secondo cui il 26% della popolazione brasiliana vive in condizioni precarie), poiché è proprio alle periferie delle grandi metropoli che sono andati sviluppandosi dei veri quartieri composti da baracche, le cosiddette favelas.
Secondo quanto dichiarato, il Brasile non ha intenzione di risolvere il problema abitativo che lo affligge distruggendo le migliaia di baraccopoli tuttora presenti sul suo territorio, fatto salvo per quelle che versano in condizioni di rischio. L’obiettivo che il Paese si è prefisso è quello di assicurare delle condizioni di vita migliori ai propri cittadini, devolvendo maggiori attenzioni alla parte più povera della popolazione.