Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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lunedì 13 febbraio 2012

L’industria di Paranà cresce più della media

L’Industria paranaense traina la crescita economica del Brasile.

Con una crescita pari al 7% l’anno, una percentuale 23 volte superiore alla media del Brasile che in generale ha riportato un incremento dello 0,3%, lo Stato del Paranà si è reso protagonista del boom dell’industria nazionale nel 2011.
Il dato, reso noto dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), è stato accolto con successo : il ricercatore dell’IBGE Andrè Macedo ha commentato “L’industria paranaense sta fornendo un impulso positivo per il Paese, essendo sostenuta da segmenti come quello dei veicoli a motore, in particolare da quello dei camion e da quello delle macchine ed attrezzature”, e ha aggiunto "L’andamento in diminuzione registrato nel 2011 è il risultato del comportamento negativo in settori come il tessile, l’abbigliamento e le calzature - tutti settori che hanno spinto verso il basso l’andamento dell’industria nel suo complesso": si tratta infatti di attività fortemente influenzate dall’andamento delle importazioni all’interno del Brasile.
Secondo i dati forniti dall’Istituto, nel corso del 2011 gli Stati del Nordest sono stati caratterizzati da un rallentamento generale della produzione industriale, che ha registrato una diminuzione del 4,7%. Nel dettaglio gli Stati di Bahia e del Ceara hanno registrato diminuzioni rispettivamente del -4,4% e del -11,7%.

venerdì 10 giugno 2011

Misure per frenare le importazioni

Le importazioni stanno causando un forte rallentamento dell’industria brasiliana. Secondo il presidente dell’AEB, le importazioni di beni e servizi nel primo trimestre del 2011 sono cresciute del 13,1% rispetto all’anno scorso.

Le importazioni stanno causando un forte rallentamento dell’industria brasiliana. Jose Augusto de Castro, presidente dell’AEB, Associazione del Commercio Estero, ha commentato i dati relativi al primo trimestre del 2011: il Pil brasiliano è aumentato del 4,2% nei primi tre mesi del 2011 rispetto all’anno scorso e le importazioni di beni e servizi sono cresciute del 13,1% nello stesso periodo. Secondo de Castro le importazioni sono aumentate a causa di un cambio sopravvalutato e dal fatto che alcuni settori, in particolare l’industria leggera e pesante, stanno subendo un graduale processo di de-industrializzazione, evidenziato dal fatto che le importazioni di beni di largo consumo stanno aumentando più velocemente rispetto alle importazioni di semilavorati e di materie prime, in quanto più economici.
Il ministro dell’Industria, Fernando Pimentel, ha dichiarato che il Governo sta preparando un pacchetto di misure per bilanciare la perdita di competitività causata dal cambio sfavorevole e per promuovere il consumo di prodotti brasiliani. Il Ministro ha inoltre precisato che non si tratta di protezionismo: “tutti i paesi del mondo ricorrono misure per difendere le proprie economie, l’occupazione, il business e i lavoratori”.

venerdì 4 marzo 2011

Petrobras e Vale: record storico nel 2010

I due gruppi brasiliani hanno registrato forti aumenti di fatturato nel 2010 e sono ottimisti per il futuro. Secondo il ceo di Vale, Roger Agnelli, l’economia mondiale nel 2011 sarà “in robusta espansione”.

I gruppi brasiliani Petrobras e Vale hanno concluso il 2010 segnando utili da record. Il gigante petrolifero Petrobras, a partecipazione statale, ha raggiunto un fatturato pari a 20 miliardi di dollari nel 2010, segnando un aumento del 17% rispetto al 2009. Il gigante minerario Vale, leader nella produzione e nell’esportazione di minerali di ferro, ha quadruplicato gli utili, raggiungendo il record storico di 17,3 miliardi di dollari. “All’orizzonte non vediamo nessun problema rilevante nel 2011. Gennaio e febbraio stanno andando molto bene e la tendenza è positiva”, ha commentato il ceo Roger Agnelli durante la conference call sugli ultimi dati di bilancio.
Le due aziende brasiliane hanno beneficiato, nel 2010, dell’aumento dei prezzi a livello globale e dell’aumento della domanda di petrolio e minerali di ferro. Prevale un certo ottimismo per il futuro, fondato sulla convinzione che la domanda globale di materie prime, in particolare quella cinese, continuerà a crescere.

mercoledì 9 giugno 2010

Crescita esuberante dell'economia brasiliana

Nel primo trimestre del 2010 l'economia del Brasile è cresciuta a ritmi quasi cinesi collocandosi come la seconda economia dell'area BRIC costituita dai Paesi emergenti unanimamente riconosciuti strategici per lo scenario dell'economia globale del terzo millennio (Brasile, Russia, India, Cina).
Il prodotto interno lordo brasiliano, nel primo trimestre del 2010, è cresciuto del 9% ponendosi appena dietro alla Cina con una crescita dell'11,9% nei primi tre mesi di quest'anno e davanti all'India cresciuta con un tasso dell'8,6%. In coda resta la Russia con un tasso di crescita del PIL pari al 2,9%. Il Brasile costituisce inoltre la prima economia dell'America Latina con una crescita del 2,7% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, dato che sorprende lo stesso ministro dell'Economia, Guido Mantega, che aveva previsto per l'inizio del 2010 un incremento del 2,5%. Secondo le aspettative del Governo, il PIL del Brasile nel 2010 crescerà in un range tra il 6 e il 6.5%.
Lo slancio economico è trainato dalla crescente domanda interna e dagli ingenti investimenti perlopiù nel settore dell'industria e delle infrastrutture favoriti dalle politiche monetarie e dagli stimoli fiscali voluti dal presidente Lula da Silva. Da un recente rilevamento della BNDES (Banca Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale) è emerso che i piani d'investimento in questi due settori superano i livelli precedenti all'esplosione della crisi finanziaria mondiale del settembre 2008: i progetti d'investimento per il periodo che va dal 2010 al 2013 hanno già raggiunto gli 859 miliardi di reais (vale a dire 380 miliardi di euro) e, includendo l'ammontare per le costruzioni civili, la quota arriva a 1.324 miliardi di reais (circa 580 miliardi di euro). Per il 2013, la BNDES ha rilevato investimenti per un valore di 465 miliardi di reais (circa 211 miliardi di euro), tenendo conto del programma "Casa mia, Vita mia" e delle costruzioni relative ai Campionati mondiali di calcio 2014 e alle Olimpiadi del 2016. Inoltre, in seguito alla scoperta di nuovi giacimenti, il settore del petrolio e del gas è stato oggetto recentemente di nuovi investimenti.
In generale, la BNDES prevede un aumento degli investimenti del 4,9% all'anno per quanto concerne i settori rivolti al mercato estero, più sensibili alla crisi mondiale, ed un aumento maggiore, pari all'8,3% all'anno, nei settori rivolti al mercato interno .

venerdì 26 febbraio 2010

La ripresa brasiliana è trainata dall'industria

Dopo una flessione nel 2009, l'economia brasiliana è tornata a crescere nei primi mesi del 2010 e le prospettive future appaiono buone.
Per la ripresa è stato determinante il ruolo dell'industria, che rappresenta circa il 25% del PIL del paese sudamericano. I segni si erano intravisti già verso la fine del 2009, quando il settore industriale ha registrato una variazione positiva del 19% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il Brasile ha la base industriale più diversificata dell'America Latina e il merito dell'attuale ripresa è da attribuire al comparto dell'industria estrattiva e della trasformazione, in quanto sono ripartite le esportazioni di materie prime verso la Cina, che si erano arrestate in modo brusco a partire dal 2008. Anche i contributi statali hanno contribuito a migliorare l'andamento dell'industria: il Governo brasiliano ha infatti concesso degli incentivi a sostegno del consumo privato, che hanno incrementato la domanda di elettrodomestici, prodotti dell'elettronica e mezzi di trasporto. Il rischio è che la spesa del governo per fronteggiare la crisi non sia sostenibile sul lungo periodo e che ciò porti in futuro il paese a intraprendere delle misure restrittive.