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venerdì 17 giugno 2011

Mato Grosso do Sul: aumenta la produzione di cellulosa

Secondo i dati dell’Abraf, le foreste coltivate nel Mato Grosso do Sul sfiorano i 400mila ettari e favoriscono la produzione di cellulosa e di carbone.

Il Mato Grosso do Sul, tradizionale produttore ed esportatore di carne e di soia, punta ora sulla produzione di cellulosa. Secondo i dati dell’Abraf (Associazione Brasiliana dei Produttori di Foreste Coltivate), nel 2010 le aree forestali coltivate sono aumentate del 10% rispetto al 2009 e del 300% rispetto al 2006, sfiorando i 400mila ettari complessivi. In particolare, sono stati rilevati 378.195 ettari di eucalipto e 13.857 di pini.
Si tratta di una scelta strategica che permette al Mato Grosso do Sul di affermarsi come produttore di cellulosa e di carbone e favorendo anche lo sviluppo dell’industria siderurgica.
Luiz Ramires Jr, presidente dell’Associazione dei Produttori e dei Consumatori di Foreste Coltivate del Mato Grosso do Sul, ha precisato che lo Stato può beneficiare non soltanto di “ampie superfici, un suolo ed un clima favorevoli, bensì anche un eccellente scenario socio-politico”, che crea un terreno fertile per il consolidamento e l’espansione del settore.

giovedì 5 agosto 2010

Previsto un investimento di 7 miliardi di dollari nel settore forestale brasiliano

Gli investitori stranieri sono attratti dalla “solidità” del settore e puntano sull’investimento a lungo termine per elevare i margini di ritorno finanziario

Nel settore forestale brasiliano sono previsti fino a 14 miliardi di reais (7 miliardi €) di investimenti diretti fino al 2014. Gli investitori esteri, sempre più attratti dalla solidità di questo tipo di investimento, probabilmente forniranno almeno il 30% del totale.
Secondo uno studio dell’agenzia di consulenza specializzata Consufor, che si basa sulle negoziazioni in corso e le consulenze dirette degli interessati, scommette che già solo la piantumazione di nuovi arbusti garantirà al settore forestale un contributo di 5 miliardi di reais, circa 2,3 mld €, nei prossimi 3 anni.
Gli stranieri puntano sull’investimento a lungo termine per diversificare il portafoglio, ridurre i livelli di rischio ed elevare i margini di guadagno. I principali gestori dell’area gestiscono i fondi di grandi banche e compagnie di assicurazione internazionali, posseggono 500 mila ettari di foresta di pini e eucalipti in Brasile, soprattutto nel Sud. Le imprese nazionali come Florestal Brasil, GMR, Claristal e Vale Florestal si danno da fare per garantirsi uno spazio e per difendersi dalla concorrenza estera.
I fondi nazionali guardano a questo tipo di coltura per generare contratti di recupero di aree degradate e recupero forestale. La domanda di cellulosa, carta, siderurgia e pannelli di legno è in aumento.
Per quanto le imprese siano entusiasmate da questo scenario positivo e dalle buone prospettive a lungo termine, mostrano però preoccupazioni relativamente al dibattito sulla riforma del Codice Forestale Brasiliano, in vigore dal 1965, e riguardo alla possibile limitazione dell’acquisto di terre da parte degli stranieri: un mese fa, Guillherme Cassel - ministro dello Sviluppo Agricolo - ha affermato che il governo sta considerando di estendere i controlli, fino a revocare la titolarità di aree in possesso di stranieri. Inoltre, questioni come la classificazione dell’uso del suolo e la mancanza di titolarità degli immobili rurali potrebbero frenare ulteriormente le attività degli investitori. Tuttavia, in vista dell’ampliamento degli affari, sono state ideate delle opzioni considerate attraenti per i nuovi investitori, come la creazione di società ad hoc tra gli investitori e le industrie tradizionali, che eliminerebbe gli intermediari.
Il processo di concessione delle foreste pubbliche da parte del governo federale, il cui potenziale raggiunge i 6,5 milioni di ettari delle aree native del paese, funziona come una potente calamita per i gestori di attivi. Gli stranieri vedono molte opportunità in questa operazione, che permette l’affitto di foresta per 40 anni.