Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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lunedì 3 giugno 2013

Il contributo dell’Italia allo sviluppo economico del Brasile

Secondo un rapporto dell’Ambasciata italiana a Brasilia cresce il commercio bilaterale tra i due paesi: +170% negli ultimi 10 anni.

Bilancio positivo delle relazioni commerciali Italia-Brasile negli ultimi 10 anni. Secondo un rapporto pubblicato negli scorsi giorni dall’Ambasciata Italiana a Brasilia, in collaborazione con la Banca d’Italia a San Paolo, il commercio tra i due paesi è cresciuto, tra il 2003 e il 2012, del 170%, raggiungendo i 10,8 miliardi di dollari, con un surplus per l'Italia di US$ 1,6 miliardi.
Lo studio, intitolato “Il contributo dell’Italia allo sviluppo economico del Brasile”, è stato redatto in italiano e portoghese e riassume la posizione commerciale italiana in Brasile con dati aggiornati a maggio 2013. Il rapporto evidenzia l’intensificazione delle relazioni economiche italo brasiliane negli ultimi 10 anni. In particolare le esportazioni italiane nel Paese appaiono cresciute, dal 2003 al 2012, del 265%,e hanno consentito alle imprese italiane di raggiungere una quota di mercato del 2,78% a fine 2012. Il rapporto sottolinea anche l’alto valore aggiunto dei prodotti nostrani, composti per il 37% da macchine e da componenti industriali.
Ad oggi il nostro paese si colloca all’ottavo posto tra gli investitori in Brasile e gli impianti di produzione di proprietà italiana sono passati da 250 nel 2007 a 813 nel 2013, garantendo la creazione di 130 mila posti di lavoro diretti e 500 mila indiretti.

venerdì 13 gennaio 2012

Blocco delle navi delle Isole Falkland

I Paesi del MERCOSUR hanno ribadito il divieto d’ingresso alle navi provenienti dalle Isole Falkland.

Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, i Paesi membri del Mercato Comune del Sud (MERCOSUR), hanno ribadito il divieto per le navi provenienti dalle Isole Falkland di fare ingresso nei loro porti.
La notizia arriva dopo alcune indiscrezioni pubblicate dalle agenzie internazionali e dai giornali locali che confermavano l’apertura dei porti dei Paesi membri del MERCOSUR alle navi battenti bandiera delle Isole Falkland, dichiarazione smentita però dalla decisione dei rispettivi governi di non cambiare posizione.
Eredità del periodo del colonialismo, la diatriba ha riportato alla luce un problema che da decenni è causa di agitazioni: si pensi che nel 1982 la dittatura militare argentina aveva cercato di recuperare le Malvinas, il nome spagnolo delle Isole Falkland, riportando però una sconfitta contro il primo ministro britannico di allora, Margaret Thatcher.
Jeremy Browne, il Ministro degli Esteri del Commonwealth, ha commentato la notizia sottolineando il fatto che da oltre 150 anni le navi delle Falkland attraccano nei porti sudamericani e ha aggiunto “È una situazione inaccettabile. Il MERCOSUR deve prendere una decisione responsabile. Non esiste giustificazione legale, morale o politica alle intimidazioni contro la popolazione delle isole Falkland”.
Una questione ancora irrisolta ma che rischia di creare notevoli problemi alla popolazione locale e non solo.

giovedì 4 agosto 2011

Alleanza strategica tra Argentina e Brasile

La collaborazione tra Argentina e Brasile, iniziata sotto il governo di Lula da Silva, continua anche oggi. La rivalità che ha caratterizzato i rapporti tra i due paesi è stata superata attraverso il dialogo e la cooperazione politica che hanno permesso di creare una convergenza di obiettivi e piani di sviluppo.

La collaborazione tra Argentina e Brasile, iniziata sotto il governo di Lula da Silva, continua anche oggi. La rivalità che ha caratterizzato i rapporti tra i due paesi è stata superata attraverso il dialogo e la cooperazione politica che hanno permesso di creare una convergenza di obiettivi e piani di sviluppo.
Tali relazioni hanno anche permesso di rivitalizzare il Mercosur e la sua posizione a livello internazionale. I due paesi sudamericani non sono legati solamente da relazioni puramente commerciali ma anche da un’ottima intesa politica tutta al femminile: Dilma Rousseff e Cristina Fernandez, i due capi di stato, si sono infatti incontrate durante un summit a Brasilia in occasione dell’inaugurazione della nuova sede dell’ambasciata argentina in Brasile.
Durante una conferenza stampa, tenutasi nel palazzo del Planalto, è stata ribadita la volontà di rafforzare la partnership e di estenderla a diversi settori dell’attività economica al fine di favorire lo sviluppo delle due maggiori economie sudamericane e la loro competitività a livello internazionale. In tale occasione l’ex presidente brasiliano Lula ha aggiunto che la partnership politica tra i due paesi permetterà di ottenere una maggiore influenza nell’ambito del G-20.
È stato inoltre istituito un Business Council, ha dichiarato la Rousseff, che avrà la funzione di coordinare e controllare i rapporti, aggiungendo che “è molto importante integrare inostri processi produttivi”, lasciando da parte le recenti controversie commerciali.
L’alleanza strategica comprenderà, tre gli altri, diversi settori ad alto contenuto tecnologico quali la difesa, la ricerca in ambito aerospaziale e tecnologico, senza tralasciare un potenziamento delle relazioni in ambito privato.

venerdì 1 luglio 2011

In aumento le aziende italiane in Brasile

Secondo quanto affermato dall’ambasciatore italiano in Brasile, la presenza di aziende italiane nel paese verde oro è cresciuta del 18% in dieci mesi.

Da un recente studio realizzato dall’ambasciata italiana, la presenza di imprese italiane in Brasile è aumentata del 18%: in dieci mesi, le aziende sono passate da 375 a 445.
Dai dati raccolti, è emerso che si stanno moltiplicando le aree geografiche interessate dalla presenza di società italiane, infatti non sono più solo San Paolo e Rio de Janeiro le mete preferite dagli imprenditori del bel paese, bensì anche territori meno conosciuti.
Soddisfatto il commento rilasciato dall’ambasciatore Gherardo La Francesca: “si tratta di un dato importante e dimostra l`interesse che il nostro tessuto economico nutre per questo importante Paese sudamericano. Il Brasile è una vera miniera per chi vuole fare affari. Il Paese cresce a ritmi del 7 per cento l`anno e, grazie a un accorto mix di politiche sociali e industriali, milioni di cittadini, prima esclusi, si stanno affacciando sul mercato dei consumi”.
Due futuri appuntamenti accresceranno ancora di più l’interesse economico verso il Brasile: si tratta dei Mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi del 2016.
Proprio in riferimento a questi due eventi, alcune settimane fa, la diplomazia italiana, in collaborazione con Confindustria e Ice, ha organizzato una missione per mettere in contatto le aziende italiane con le istituzioni e le imprese brasiliane.
Parlando di questo progetto, l’ambasciatore La Francesca ha concluso il suo discorso affermando che “soprattutto per le Pmi, questa iniziativa può rilevarsi importante per pianificare strategie d`intervento

giovedì 9 giugno 2011

Si intensificano i rapporti tra Unione Europea e Brasile.

Il vicepresidente della Commissione Europea responsabile per l’industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani, ha in programma una visita ufficiale in Sudamerica per ravorire la cooperazione internazionale.

L’America Latina sta diventando sempre più importante nello scenario economico mondiale: si registrano tassi di crescita demografica importanti e si prevedono buone prospettive economiche. Attualmente l’Unione Europea rappresenta il primo partner commerciale del Mercosur (Mercato Comune dell’America meridionale) e il secondo partner commerciale dell'America Latina, preceduta solo dagli Stati Uniti: tra i principali prodotti esportati vi sono macchine industriali, mezzi di trasporto e sostanze chimiche. Nel 2010 si stima che gli scambi di merci verso l’America Latina abbiano raggiunto 164 miliardi di euro mentre gli scambi di servizi 44 miliardi di euro nel 2009.
Il vicepresidente della Commissione Europea responsabile per l’industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani, ha in programma una visita ufficiale in Sudamerica, che, in particolare, toccherà il Brasile nei giorni 12 e 13 giugno 2011. È la prima volta dopo ben 15 anni che un Vicepresidente dell’Unione Europea si reca in America Latina: Tajani avrà la possibilità di rafforzare i legami con i Ministri brasiliani della Scienza e Tecnologia, degli Esteri, della Difesa, dell’Industria e del Commercio, con i rappresentanti delle PME (pequenas e médias empresas) e del settore turistico. È previsto anche un incontro con la presidente del Brasile, Dilma Rousseff.
Come si legge nel comunicato ufficiale gli incontri in programma avranno per oggetto la promozione della “cooperazione nel campo della politica industriale e dell’innovazione al fine di accrescere l’integrazione economica, promuovendo l’accesso delle PMI ai finanziamenti, incentivare le politiche in tema di materie prime, le politiche spaziali e il turismo”. Tra i punti principale emerge sicuramente il dialogo in materia di semplificazione burocratica, per favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese europee nei mercati sudamericani, favorendo l’apporto di know-how e tecnologie e una più attiva collaborazione in ambito turistico, favorendo iniziative pilota come “50000 turisti”, lanciata la settimana scorsa e che verrà attuata nel 2012.

martedì 17 maggio 2011

Presto disponibile la lista dei migliori clienti

Arriverà presto in Senato una proposta di legge che prevede la pubblicazione della lista dei “buoni pagatori”: previa autorizzazione dei consumatori sarà possibile controllarne l’affidabilità e la solvibilità.

La Camera dei Deputati ha dato il nulla osta per la creazione di una banca dati contenente la lista dei consumaori più affidabili. Si tratta di un progetto che offre la possibilità alle aziende private di avere informazioni inerenti l’affidabilità dei clienti: una volta che il soggetto ha autorizzato il trattamento dei dati personali, verrà inserito nella lista del “buon pagatore”, che sarà consultabile dalle istituzioni private a garanzia delle transazioni commerciali. La proposta di legge deve ora passare al Senato per l’approvazione. Il testo prevede, come riportato dall’ICE, che “le annotazioni dovranno essere chiare (senza termini tecnici, formule o abbreviazioni), obiettive (senza giudizi di valore), vere (esatte e con riserva di conferma) e di facile comprensione” e verranno rese disponibili per 15 anni. I consumatori potranno comunque accedere alle informazioni personali tramite un servizio online e sarà loro diritto ottenere la cancellazione dalla lista.
Tale strumento risulta estremamente utile per valutare l’affidabilità e la solvibilità dei consumatori e si crede che possa stimolare la riduzione dei tassi di interesse.

venerdì 18 marzo 2011

Commercio equo: le creazioni brasiliane in Italia

La cooperativa brasiliana Justa Trama ha preso parte al progetto “Territórios solidários” per lo sviluppo delle piccole e medie imprese brasiliane e dal mese di settembre esporterà i propri prodotti in Italia.

Il Sebrae, l’ente privato a sostegno delle piccole e medie imprese brasiliane, ha lanciato il progetto “Territórios solidários”, finalizzato alla valorizzazione delle iniziative imprenditoriali ecosostenibili. Tale piano si inserisce nell’ambito del commercio equo e solidale e, grazie alla collaborazione di Fair, cooperativa italiana impegnata nello sviluppo di un’economia sostenibile, offre grandi opportunità di business per le imprese brasiliane.
Sulla base di questo progetto la cooperativa brasiliana Justa Trama, fondata nel 2005 e operante negli stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, San Paolo, Minas Geraias, Rondônia e Ceará, si prepara e esportare i propri prodotti ecologici (abiti, accessori, filati) in Italia. La consulente moda di Justa Trama ha commentato: “Abbiamo imparato a osare di più e le finiture della nostra collezione sono di estremo pregio, in grado di soddisfare il gusto italiano, pur mantenendo uno stile assolutamente brasiliano”.
Il commercio equo e solidale è in forte crescita a livello mondiale e offre ottime opportunità di business a livello internazionale.

giovedì 3 febbraio 2011

Obama visiterà il Brasile: nuovi equilibri tra Washington e Brasilia

Nel discorso sullo Stato dell’Unione il Presidente degli Stati Uniti, ha annunciato che, nel mese di marzo, effettuerà un viaggio in Sudamerica. Si tratta di un’ottima occasione per riallacciare le relazioni con il Paese verdeoro.

Nel discorso sullo Stato dell’Unione, tenuto martedì notte, il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato che, nel mese di marzo, effettuerà un viaggio in Sudamerica toccando Cile, El Salvador e Brasile. Il Presidente degli Stati Uniti visiterà il Brasile dopo anni di assenza. Durante la presidenza di Inacio Luis Lula da Silva, infatti, Obama non ha mai effettuato visite nel Paese verdeoro a causa delle forti tensioni tra i due Paesi, dovute a diversi fattori economico-politici: si pensi, solo per citarne alcuni, alla politica brasiliana in favore dell’Iran ed alla correlata posizione sul nucleare. La nuova presidenza di Dilma Rousseff riapre, dunque, un nuovo dialogo tra Washington e Brasilia.
Il Brasile rappresenta l’ottava potenza mondiale e si rende necessario, per il Presidente degli Stati Uniti, rivedere la propria posizione al fine di rilanciare gli scambi commerciali tra i Paesi e favorire gli investimenti, in particolare nel settore delle energie rinnovabili e nelle infrastrutture, in vista dei prossimi mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi del 2016. In tal senso, il contributo di maggiore rilevanza da parte degli Stati Uniti riguarderà, senza dubbio, la lotta ai narcotrafficanti ed il problema della sicurezza.
Dal punto di vista economico, nell’ultimo decennio, la Cina è diventata il partner economico privilegiato del Brasile e molti analisti vedono l’avvicinamento di Obama al Brasile come risposta alla conquista del mercato da parte dei cinesi. Il Brasile offre, infatti, opportunità appetibili per quanto riguarda la disponibilità di materie prime, principalmente petrolio e gas.
La visita in Brasile del Presidente americano rappresenta, dunque, un chiaro segnale di apertura al dialogo in un’ottica di rinnovamento delle relazioni politiche ed economiche specialmente considerando il fatto che i mercati emergenti Bric cresceranno del 6% nel 2011 contro il 3% degli Stati Uniti e il 2% dell’Europa.

giovedì 23 dicembre 2010

“Spazio Italia” si prepara al Carnevale di Rio

La Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro sta organizzando un’area riservata alle aziende italiane che desiderino sfruttare l’evento popolare per conoscere e farsi conoscere dal mercato brasiliano.

Il Carnevale di Rio non è più soltanto una grande festa popolare fatta di danza e musica, ma anche una grande e appetibile vetrina commerciale. Sulla base di questo principio la Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro ha lanciato un’iniziativa il cui slogan “Diamo ritmo al business” rispecchia perfettamente lo spirito dell’occasione che vede da un lato i colori e la musica della festa popolare e dall’altro imprese dinamiche che desiderano dare un nuovo impulso al loro business. L’iniziativa è rivolta non soltanto agli imprenditori italiani ma anche alle aziende interessate al mercato italiano e alla rete camerale. Durante il famoso carnevale carioca, che avrà luogo dal 4 all’8 marzo 2011, la Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro metterà a disposizione delle aziende e degli enti una zona VIP chiamata “Spazio Italia” nella quale i partecipanti potranno sviluppare contatti commerciali e istituzionali. Questa iniziativa nasce infatti per: favorire il networking aziendale, facilitare gli incontri commerciali e realizzare iniziative di marketing. Un progetto originale e significativo per lo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi che si colloca in un contesto di estrema visibilità e dinamicità.

martedì 14 dicembre 2010

Il maggior partner commerciale del Brasile è la Cina

Da un decennio i rapporti tra i due colossi emergenti si stanno facendo sempre più solidi e collaborativi. La Cina è diventata il maggiore partner commerciale del Brasile, superando gli Stati Uniti e si prevede di raggiungere la quota di 10 miliardi di dollari di investimenti entro la fine di quest’anno.

Mentre l’Europa e gli Stati Uniti stanno ancora cercando di rialzarsi dalla crisi economica, la Cina registra una crescita del PIL dell’8,7% ed è diventata la seconda economia mondiale mutando così lo scenario economico e politico globale. La Cina sta dimostrando un particolare interesse verso l’America Latina e anche se attualmente solo il 6% egli Ide cinesi sono rivolti alla regione, tale quota è ben presto destinata ad aumentare. A dimostrazione dell’attenzione verso i paesi latini la Cina è diventata parte del Bid (Banca Interamericana di sviluppo) con un capitale di 350 milioni di dollari con l’intento di favorire la crescita economica e di finanziare opere infrastrutturali in tutta l’America Latina. La Cina ha scelto il Brasile come partner economico privilegiato e si prevede che entro la fine del 2010 gli investimenti cinesi nel Paese raggiungeranno i 10 miliardi di dollari. L’accordo più importante finora raggiunto riguarda il contratto di fornitura tra la compagnia petrolifera statale cinese Sinopec e la brasiliana Petrobras. Secondo tale accordo la compagnia petrolifera brasiliana si impegna a fornire 200mila barili di greggio al giorno alla Cina ricevendo in cambio un prestito di 10 miliardi dollari per dieci anni erogato dalla China Development Bank. Tale prestito andrà a sostegno di un ambizioso piano di espansione del valore di 174 miliardi di dollari. Altro accordo degno di nota è la joint-venture tra Sinopec e Repsol: la compagnia cinese controllerà il 40% della nuova unità brasiliana che effettuerà un aumento di capitale di 7,1 miliardi di dollari. Il prossimo passo sarà quello di promuovere una strategia comune creando sinergie e possibilità di investimenti, concretizzando un’agenda regionale commerciale e d’innovazione tecnologica.

mercoledì 14 luglio 2010

Ue-Brasile: summit su partnership strategica

Inizia oggi a Brasilia il quarto vertice bilaterale di partnership strategica tra Brasile ed Unione Europea che vede la partecipazione dei presidenti di Commissione e Consiglio europeo, José Manuel Durao Barroso e Herman van Rompuy, e del presidente del Brasile Lula da Silva. I temi verteranno soprattutto sul cambiamento climatico, sulla riforma del G20 e sulla crisi economica internazionale.
Inoltre, l’incontro sarà l’occasione per rilanciare le trattative del negoziato tra Ue e Mercosur, cioè l’area commerciale che comprende Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, negoziato che era rimasto sospeso per la difficoltà di trovare intese su delicate questioni commerciali. Si tratta quindi di una sfida ambiziosa ostacolata oggi dalle resistenze di alcuni settori agricoli europei. Il presidente Lula che solo tra qualche giorno assumerà la guida del Mercosur, susseguendo il turno dell’Argentina, punta a concludere le trattative del negoziato entro gli ultimi sei mesi del suo mandato.
La commissione europea, in vista dei Mondiali del 2014 e delle Olimpiadi del 2016, si è mostrata interessata ad allacciare rapporti commerciali con il Brasile anche la settimana scorsa proponendo l’apertura di un negoziato per un accordo globale sul traffico aereo con il Brasile finalizzato ad aumentare il traffico di oltre 300 mila passeggeri all’anno creando così nuovi sbocchi per l’imprenditoria aeronautica europea.

venerdì 9 luglio 2010

Tour africano per Lula

Questa settimana il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva è in visita nel continente nero per la quinta volta dal suo arrivo al potere. Il viaggio si propone di rafforzare le relazioni politiche e commerciali in particolare con le seguenti nazioni: Guinea equatoriale, Kenya, Tanzania, Zambia, Sudafrica. Dopo un breve soggiorno a Capo verde per partecipare al summit Brasile-Ecowas (Comunità economica degli stati dell’ovest africano), difatti, il tour di Lula prevede l’incontro con capi di Stato e imprenditori delle suddette cinque nazioni.
Dall’inizio del suo mandato presidenziale nel 2003, la linea politica di Lula ha dato priorità alle relazioni con l’Africa appoggiando diverse azioni concrete. Il portavoce del presidente, Marcelo Baumach, ha affermato che l’obiettivo è quello di rafforzare il rapporto attraverso i canali della cooperazione e attraverso investimenti in progetti nei settori dell’agricoltura, delle infrastrutture e delle energie rinnovabili.
L’ennesimo tour di Lula in Africa ha fatto scatenare una serie di controversie e ha creato speculazioni nella stampa brasiliana. In particolare, ciò è dovuto all’incontro con il capo dello stato della Guinea equatoriale, Teodoro Obiang Nguenma Mbasogo, salito al potere nel 1979 con un colpo di stato, la cui politica è stata recentemente al centro dei dibattiti delle Nazioni Unite sullo sviluppo dei diritti umani: il governo è accusato di coprire le intense speculazioni petrolifere (la Guinea equatoriale, difatti, è il terzo più grande produttore di petrolio dell’Africa sub-sahariana).

mercoledì 7 luglio 2010

Vertice Europa-Brasile e Business Summit

Si svolgerà a Brasilia il prossimo 14 luglio il nuovo vertice Ue-Brasile, evento organizzato dall’associazione europea no-profit EuBrasil per rafforzare i legami culturali ed economici tra Europa e Brasile in linea con altri progetti di partnership quali Eu-Japan, Eu-China e Eu-India.
Al summit tra l’amministrazione brasiliana e l’Unione Europea, attualmente a presidenza belga, prenderanno parte anche il presidente del Brasile Lula da Silva e il presidente della Commissione europea Barroso. L’incontro rappresenta un’occasione per fare il punto sullo stato delle relazioni commerciali tra le due aree e valutare gli ostacoli da superare per favorire un ulteriore sviluppo delle relazioni di business nel contesto economico internazionale.
In parallelo al vertice Europa-Brasile, si svolgerà a Brasilia il Business Summit dell’industria europea e brasiliana, dove si analizzeranno in particolare le seguenti questioni: gli investimenti, la tassazione incrociata, le problematiche relative ai cambiamenti climatici, lo sviluppo delle telecomunicazioni, l’inclusione digitale e il progetto brasiliano di diffusione della banda larga. Al Summit si prevede, accanto alla presenza dei leader politici, la partecipazione di Fabio Colasanti in rappresentanza dell’associazione Eubrasil, di esponenti di Cni e Businesseurope, e di business leader tra cui Zeinal Bava Ceo, di Portugal Telecom, e il presidente di Telefonica Brasil Antonio Carlos Valente.
Eubrasil ha organizzato per il prossimo 8 luglio una riunione a Bruxelles preparatoria al vertice di Brasilia, presenziata dal capo della missione del Brasile presso l’Unione Europea, l’ambasciatore Ricardo Neiva Tavares, e dal direttore generale DG Trade della Commissione europea David O’Sullivan.

mercoledì 30 giugno 2010

Brasile e Italia in grandi affari

Si è conclusa ieri la missione in Brasile della folta delegazione italiana di imprenditori appartenenti a vari settori industriali guidata dal premier Berlusconi e dal viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso. La missione è servita a porre le basi per più strette collaborazioni economiche che per il momento ammontano ad un valore pari a 10 miliardi di euro.
E’ stato l’accordo sul partenariato strategico firmato a Washington l’aprile scorso a spianare la strada alle intese tra Brasile e Italia in diversi settori: dalla difesa (accordo di produzione di fregate e pattugliatori Fincantieri con armamento Finmeccanica per la Difesa brasiliana) all’alta velocità (probabile partecipazione di Fs alla costruzione della rete ferroviaria che collegherà Rio de Janeiro a San Paolo), dalle telecomunicazioni con Telecom Brasile all’aeronautica con Alenia.
A San Paolo Berlusconi ha avuto un incontro con alcuni rappresentanti dell’imprenditoria presso l’Edificio Italia e ha visitato la sede della Fiesp (Federazione industriale di San Paolo). Successivamente, il premier ha incontrato il presidente Lula con cui ha partecipato al forum “Nuovi partenariati strategici Brasile-Italia” e al lancio del “Business council Italia-Brasile” che probabilmente sarà presieduto da parte italiana da Franco Bernabè. In questa occasione, inoltre, il presidente dell’Ice, Umberto Vattani, ha firmato tre accordi per la formazione e la ricerca sulle nuove tecnologie con istituti brasiliani e il presidente di Simest, Giancarlo Lanna, ha firmato un’intesa con il banco del Brasile.
Nei primi quattro mesi del 2010 le esportazioni dell’Italia verso il Brasile sono aumentate di oltre il 40% e si prevede un andamento positivo anche per il prossimo futuro, in forza del nuovo accordo in corso di negoziato tra L’Unione Europea e il Mercosur da un lato, e in vista dei Mondiali del 2014 e delle Olimpiadi del 2016 dall’altro lato.

venerdì 25 giugno 2010

Intesa tra Brasile e Argentina in tema di scambi commerciali

Si sono incontrati ieri, giovedì 24 giugno, a San Paolo il Ministro brasiliano della finanza Guido Mantega e il Ministro argentino dell’economia Amado Boudou per stipulare accordi bilaterali in tema di scambi commerciali.
Nei primi cinque mesi del 2010, l’Argentina ha costituito per il Brasile il terzo partner commerciale ponendosi dietro, in ordine di grandezza, soltanto a Cina e Stati Uniti e garantendo un valore economico pari a 442 milioni di dollari; il Brasile, invece, ha rappresentato fino ad ora il più importante partner economico dell’Argentina.
I due ministri hanno annunciato la creazione di un fondo di 100 milioni di dollari finalizzato a finanziare e sostenere le compagnie argentine che commerciano con il Brasile. L’incontro tra i ministri ha così allentato le tensioni che erano sfociate nelle ultime settimane e di cui lamentavano l’urgenza i commercianti brasiliani, gli esportatori di prodotti alimentari in primis.
Brasile e Argentina sono particolarmente interessate al commercio di petrolio, di parti e accessori di automobili, di mezzi d’aviazione e di attrezzature per l’agricoltura.
Il ministro Mantega ha inoltre colto l’occasione di questo incontro per congratularsi pubblicamente con l’Argentina in merito alla sua nuova politica di ristrutturazione del debito.

venerdì 18 giugno 2010

Si rafforza la collaborazione tra Brasile e Perù

Mercoledì 16 giugno scorso, i presidenti di Brasile e Perù, Luiz Inacio da Silva e Alan Garcia, si sono incontrati a Manaus, nello stato di Amazonas, per firmare diversi accordi di collaborazione.
Si tratta di accordi che vogliono promuovere la cooperazione scientifica e tecnica tra i due Paesi, l’integrazione delle zone che si trovano verso il confine, la cooperazione in campo agricolo (a tal proposito, ad esempio, è stato previsto il trasferimento di tecnologie agricole brasiliane alle marginali comunità peruviane), e promuovere la gestione comune delle risorse idriche. Alan Garcia ha definito il meeting come uno dei più produttivi incontri politici in cui si sono discusse diverse tematiche calandole sul piano delle iniziative concrete.
In particolare, l’incontro ha trattato il tema dell’energia, in cui il progetto più importante è rappresentato dalla costruzione, nella zona meridionale del Perù, di un lungo gasdotto finalizzato a trarre vantaggio dalle riserve di gas naturale di cui il territorio sovrabbonda. Il gasdotto avrà una lunghezza di 1,085 km e, partendo dalla zona centrale del Perù per arrivare a sud del Paese, collegherà le regioni del Cuzco, dell’Arequipa, del Puno, del Moquegua e del Tacna. Nonostante le ripetute proteste delle comunità peruviane, si prevede che i lavori di costruzione partiranno a gennaio del prossimo anno e si concluderanno dopo 18 mesi; il costo del progetto si stima pari a un miliardo e mezzo di dollari.
Secondo il presidente Lula, i Paesi dell’America Latina hanno subito gli effetti della colonizzazione per lungo tempo, rimanendo pertanto subordinati alle economie più sviluppate del Nord. Questi accordi, viceversa, mirano a rafforzare l’integrazione e la collaborazione commerciale tra i Paesi del Sud. Per quanto concerne il Perù e il Brasile, il traffico commerciale tra i due Paesi ha avuto un’impennata dal 2003 al 2008, passando da 724 milioni di dollari a 3,3 miliardi. Seppur nel 2009 si nota un calo, dovuto alla recessione globale, già nei primi 4 mesi di quest’anno, lo scambio commerciale tra i due Paesi è tornato a salire raggiungendo i 766 milioni di dollari.

giovedì 3 giugno 2010

Accordo Lima-Brasilia sul mega-progetto di costruzione di cinque centrali idroelettriche

Il trattato tra Brasile e Perù, che prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche nell'Amazzonia peruviana, sarà firmato il 15 giugno a Manaus.
Il finanziamento da parte del Bndes (Banco Nacional de Desenvolvimento Economico e Social) copre interamente il costo del progetto e sarà incassato dalle imprese che si sono aggiudicate gli appalti. Quest'ultime sono tutte brasiliane (Eletrobras, Andrade Gutierrez, Oas, Engevix, Odebrecht) eccetto una peruviana (Gtz).
La finalità del progetto, difatti, consiste nel rafforzare l'economia del Brasile piuttosto che nel fornire energia alle popolazioni peruviane (perlopiù indigene) le quali, nonostante siano quelle che subiranno l'impatto devastante delle dighe, non sono state nemmeno consultate dal governo peruviano. Dato che il mega-progetto prevede condizioni economiche diseguali a favore del gigante sudamericano, gli oppositori definiscono l'accordo Lima-Brasilia come un "esempio dell'imperialismo brasiliano in America Latina": mentre le imprese brasiliane ne trarranno i vantaggi economici, il Perù si assumerà la maggior parte dei costi in termini economici, sociali ed ambientali.
Il progetto, difatti, manca di una valutazione dell'impatto socio-ambientale. La diga più rischiosa è quella sul Rio Inambari dove è probabile si verifichi il problema degli sfollati ambientali.
Inoltre, il rappresentante dell'organizzazione peruviana Derechos Ambientales y Recursos Naturales, Cesar Gamboa, solleva un problema di carattere istituzionale: "Il trattato Brasile-Perù dovrebbe passare attraverso l'approvazione del Congresso" - afferma - "ma le autorità peruviane sostengono che non c'è bisogno, violando così la Costituzione".

lunedì 31 maggio 2010

Incontro tra i presidenti di Brasile e Argentina per favorire gli scambi commerciali

Si è tenuto venerdì scorso a Rio de Janeiro un incontro tra Lula da Silva e Cristina de Kirchner, presidente dell'Argentina, al fine di favorire gli scambi commerciali tra i due Paesi sudamericani. In particolare, l'incontro è motivato dal blocco delle importazioni di cui da tempo lamentano i commercianti argentini, i quali denunciano come responsabile Guillermo Moreno, Segretario Nazionale del Commercio.
Il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorin, nel merito di questo incontro, manda un chiaro messaggio all'Argentina ricordando l'importanza della collaborazione commerciale tra i due Paesi e avvertendo che se, così come sostengono i commercianti locali, i funzionari del governo incoraggiano diversi supermercati ad acquistare prodotti made in Argentina, ciò non sarà privo di rilevanti conseguenze. Amorin dichiara comunque che già all'inizio del 2010 si sono avvertiti segnali positivi e che il commercio bilaterale, di nuovo in crescita, sembra tornare ai numeri e ai ritmi tenuti prima della crisi finanziaria del 2008.
Nonostante Cristina de Kirchner si dice molto soddisfatta dell'incontro e promette che non ci saranno blocchi per le importazioni dal Brasile, i commercianti brasiliani sono poco fiduciosi, come afferma Rubens Barboza, capo della Federazione delle Industrie di Sao Paulo (FIESP). Barboza guarda con grande preoccupazione alle misure d'ostruzione che si ripetono frequentemente negli ultimi tre anni e che sono contrarie alle finalità del Mercosur, di cui Argentina e Brasile sono stati membri.

venerdì 26 marzo 2010

Brasile e Argentina si uniscono per contrastare la Cina

I rappresentanti di Brasile e Argentina si sono incontrati per discutere dei propri rapporti commerciali. In modo particolare i due Paesi hanno programmato alcune misure per lanciare una sorta di "offensiva" al mercato cinese. La partecipazione dei prodotti cinesi nei due mercati è infatti molto alta, mentre non accade lo stesso con i prodotti brasiliani e argentini in Cina. Per questo motivo i due membri di spicco del Mercosud hanno deciso di vendere congiuntamente le proprie produzioni industriali e agricole nel mercato cinese. I due Paesi sudamericani hanno inoltre concordato delle strategie di difesa dagli "attacchi" dei prodotti della Cina nei propri mercati.