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venerdì 10 giugno 2011

Misure per frenare le importazioni

Le importazioni stanno causando un forte rallentamento dell’industria brasiliana. Secondo il presidente dell’AEB, le importazioni di beni e servizi nel primo trimestre del 2011 sono cresciute del 13,1% rispetto all’anno scorso.

Le importazioni stanno causando un forte rallentamento dell’industria brasiliana. Jose Augusto de Castro, presidente dell’AEB, Associazione del Commercio Estero, ha commentato i dati relativi al primo trimestre del 2011: il Pil brasiliano è aumentato del 4,2% nei primi tre mesi del 2011 rispetto all’anno scorso e le importazioni di beni e servizi sono cresciute del 13,1% nello stesso periodo. Secondo de Castro le importazioni sono aumentate a causa di un cambio sopravvalutato e dal fatto che alcuni settori, in particolare l’industria leggera e pesante, stanno subendo un graduale processo di de-industrializzazione, evidenziato dal fatto che le importazioni di beni di largo consumo stanno aumentando più velocemente rispetto alle importazioni di semilavorati e di materie prime, in quanto più economici.
Il ministro dell’Industria, Fernando Pimentel, ha dichiarato che il Governo sta preparando un pacchetto di misure per bilanciare la perdita di competitività causata dal cambio sfavorevole e per promuovere il consumo di prodotti brasiliani. Il Ministro ha inoltre precisato che non si tratta di protezionismo: “tutti i paesi del mondo ricorrono misure per difendere le proprie economie, l’occupazione, il business e i lavoratori”.

giovedì 19 maggio 2011

Misure antidumping contro le importazioni illegali

Le importazioni cinesi in Brasile sono sempre più pericolose: il governo di Brasilia dovrà agire in fretta per arginare le ricadute che le merci, che transitano giornalmente e ininterrottamente dalla triple frontera, hanno sull’economia verdeoro.

Le importazioni cinesi in Brasile sono sempre più pericolose: il governo di Brasilia deve far fronte a un aumento incontrollato di merci made in Cina che si stanno riversando nel paese danneggiando l’economia verdeoro ed erodendo la competitività delle imprese nazionali. Le merci, non potendo entrare direttamente in Brasile, sfruttano gli accordi previsti dal Mercosur, il trattato regionale di libero scambio a cui hanno aderito Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Le merci passano prima dai vicini Uruguay e Paraguay giungendo alla triple frontera, via d’accesso privilegiata per i traffici commerciali illeciti, già da anni nel mirino del governo brasiliano.
José Augusto de Castro, vicepresidente dell’Associazione del Commercio estero del Brasile ha sottolineato che “è molto semplice ciò che sta accadendo e per questo dobbiamo reagire in fretta: pneumatici, prodotti tessili e calzature, tutti made in Cina, ma provenienti da Uruguay e Paraguay entrano irregolarmente nei nostri confini”.
Si rende necessario mettere in atto delle misure antidumping, finalizzate a proteggere il mercato domestico dai danni causati da importazioni di beni offerti a prezzi inferiori ai prezzi applicati per gli stessi prodotti sul mercato domestico. Heitor Klein, direttore esecutivo dell’associazione calzaturieri del Brasile ha commentato che “Non possiamo certo rimanere inerti, anche perché la Cina non immette sui nostri mercati solo prodotti finiti ma anche componenti per calzature. Tutto fuori dai nostri accordi. Questa è concorrenza sleale”.
È evidente che il governo brasiliano dovrà agire in fretta per arginare le ricadute che le merci, che transitano giornalmente e ininterrottamente dalla triple frontera, hanno sull’economia verdeoro. Un esempio riguarda le importazioni di coperte dall’Uruguay che, nel primo trimestre del 2011, si sono sestuplicate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, raggiungendo il valore di 5,05 milioni di dollari. Le misure antidumping nel settore delle coperte sono in vigore dal 2009 ma non sono sufficienti a arginare il fenomeno, che causerà l’applicazione di severe sanzioni.
Per frenare il surriscaldamento dell’economia e ridare uno slancio alla competitività brasiliana diventa di primaria importanza adottare misure drastiche e stimolare le imprese manifatturiere nazionali.

giovedì 17 marzo 2011

Le importazioni cinesi risultano dannose per l’economia brasiliana

La neoeletta presidente del Brasile Dilma Rousseff ha incontrato, venerdì scorso, i dirigenti sindacali in seguito alle pressioni gli imprenditori brasiliani affinché il governo attivi dei controlli più rigorosi sui prodotti importati dalla Cina, sia per quanto riguarda la qualità che la sicurezza degli stessi.

Dal 2009 la Cina è diventata il maggior partner commerciale del Brasile, davanti agli Stati Uniti ma la presidente ha espresso la propria preoccupazione riguardo i rapporti commerciali con il colosso asiatico in quanto si sarebbe creato uno squilibrio commerciale e la quantità e tipologia di beni importati risulterebbe dannosa per l’economia domestica.
Secondo quanto reso noto dal presidente dell’Associazione Nazionale degli Importatori Tessili, l’80% dei costumi di Carnevale in mostra a Rio sono stati importati dalla Cina: cosa impensabile una decina d’anni fa. Le importazioni cinesi hanno invaso l’America Latina, favorite da un lato dalla rivalutazione del real, e dall’altro dalla carenza di attrezzature e macchinari adeguati alla produzione industriale brasiliana.
La domanda è in forte ascesa e l’industria, specialmente quella tessile, non riesce a competere con i prezzi cinesi che riescono a raggiungere il 40% in meno rispetto a quelli brasiliani. Nel 2010 il Brasile ha registrato un surplus commerciale di 5,2 miliardi di dollari con la Cina ma, come evidenziato dall’Associazione Nazionale degli Importatori Tessili, il Real risulta essere meno competitivo della moneta cinese del 40%. Al contrario la mancanza della libera fluttuazione dello yuan cinese garantisce a Pechino un vantaggio del 30% sui prezzi brasiliani. Dilma Rousseff ha in programma una visita ufficiale in Cina il 10 aprile, durante la quale incontrerà il presidente cinese Hu Jintao e successivamente sarà presente al vertice del gruppo BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).
I media brasiliani hanno anticipato che il governo ha intenzione di limitare o addirittura vietare la concessione di esenzioni fiscali sulle importazioni, nel tentativo di stimolare l’industria nazionale. Tale misura farebbe parte della proposta di riforma fiscale del governo, in esame ad aprile.