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giovedì 6 ottobre 2011

Brasile, l’E-Book firmato Sistema Italia

Gli attori del Sistema Italia impegnati in Brasile coordinati dal Ministero degli Esteri hanno predisposto uno studio per individuare le opportunità che offre il mercato brasiliano.

Le strutture del Sistema Italia impegnate sul fronte brasiliano - Confindustria, rete consolare, l’ex Ufficio ICE di San Paolo, l’addetto finanziario della Banca d’Italia, in collaborazione con due società di consulenza e revisione quali KPMG e Value Team - coordinate dal Ministero degli Esteri, hanno predisposto uno studio, disponibile online in versione E-Book, per favorire il sistema imprenditoriale italiano nell’individuazione delle opportunità che offre il mercato brasiliano. Nella prefazione, Gherardo La Francesca, l’Ambasciatore d’Italia in Brasile, afferma che tale studio è una sorta di fotografia delle imprese italiane presenti, un’analisi del territorio (regioni/Stati che partecipano in modo più significativo alla formazione del PIL) e dei settori traino dell’economia verdeoro, una rassegna dei principali piani di sviluppo e di investimento nazionali disponibili per le PMI del Belpaese. La sezione conclusiva è dedicata a un confronto tra regioni e stati economicamente più promettenti e alle eccellenze che presenta il nostro tessuto imprenditoriale, cosicché per gli imprenditori sia possibile identificare possibili linee per raggiungere un livello ulteriore di sviluppo industriale.
Come sostiene il Vice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione, Paolo Zegna, l’internazionalizzazione delle imprese italiane, necessita di strumenti sempre più aggiornati, efficaci e mirati alle loro esigenze, soprattutto per quanto riguarda le PMI: la collaborazione tra Confindustria, il Ministero degli Affari Esteri, l’Ambasciata d’Italia in Brasile, il sistema consolare e l’ex ufficio ICE a San Paolo, in collaborazione con KPMG e Value Team, si propone di risponde proprio a questa esigenza, per fornire alle imprese uno strumento semplice e di rapida consultazione, valido per comprendere le reali opportunità commerciali, di investimento e di collaborazione industriale presenti in Brasile, e per trovare le soluzioni strategiche più adeguate per poterle sfruttare al meglio.

mercoledì 28 settembre 2011

In Brasile è forte la domanda di made in Italy

Kpmg invita le imprese italiane a puntare sul Brasile: il Paese che, tra gli emergenti, apprezza maggiormente i marchi made in Italy; unica nota dolente, la complessità del sistema fiscale.

Il mercato in cui il made in Italy risulta più richiesto è quello brasiliano, almeno per i prossimi quattro o cinque anni. Questo è quanto sostengono gli esperti di Kpmg, secondo i quali in nessun altra parte del mondo i marchi italiani sono tanto apprezzati “dal design, al cibo, passando per la moda”.
Kpmg, per conto della Farnesina, ha effettuato un monitoraggio accurato della presenza italiana in Brasile: sono quasi 600 le aziende italiane presenti sul mercato verdeoro, tra queste un terzo sono veri e propri impianti produttivi e circa 220 sono filiali commerciali; più della metà si trovano nell’area di San Paolo e, a livello settoriale, la metà rientra nel comparto della meccanica.
Per favorire lo sbarco del made in Italy in Brasile, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha pianificato un programma molto denso di eventi che si svolgeranno in loco e che spaziano dall’economia alla tecnologia, dalla cultura alla scienza, con lo scopo di rafforzare la partnership tra i due Paesi; la kermesse, denominata “Momento Italia-Brasil”, verrà inaugurata il 15 ottobre a Rio de Janeiro, prevede circa 500 manifestazioni e si concluderà nel luglio 2012. Inoltre, in ottobre a Roma, si terranno: la quinta edizione della Conferenza Italia-America Latina e la missione di 150 Ceo di imprese brasiliane organizzata da Lide e Confindustria.
L’unico fattore critico è rappresentato dalla complessità del sistema fiscale brasiliano, in particolare, dai dazi: vista la capacità di consumo - in costante aumento - del Paese, Brasilia tenta di proteggere dalla concorrenza estera le aziende nazionali per favorirne la crescita, così i dazi sono tali da far raddoppiare il prezzo della merce importata. Per questa ragione, lo sbarco in Brasile si addice maggiormente alle aziende che intendono produrre in loco o a quelle che al prodotto di punta di fascia alta, sono in grado di associare una seconda linea, dotata dell’appeal del marchio italiano ma dal prezzo più abbordabile.