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giovedì 21 aprile 2011

Partnership strategica tra emergenti: Brasile e Cina

Brasile e Cina hanno rafforzato la collaborazione politica e gli scambi commerciali. Durante il recente incontro ufficiale i due capi di stato hanno firmato otto accordi di cooperazione che coinvolgono diversi settori quali la difesa, la tecnologia e lo sport, annunciando, inoltre, la firma di 13 accordi economici.

Brasile e Cina hanno rafforzato la collaborazione politica e gli scambi commerciali. I rapporti tra i due giganti emergenti, intensificatisi a partire dal 2009, hanno ricevuto una spinta in seguito all’incontro ufficiale nella Grande Sala del Popolo di Pechino, tra il presidente cinese Hu Jintao e la presidente Rousseff, per la prima volta in visita in Cina. In tale occasione i due capi di stato hanno firmato otto accordi di cooperazione che coinvolgono diversi settori quali la difesa, la tecnologia e lo sport, annunciando, inoltre, la firma di 13 accordi economici che comprendono, tra gli altri, l’acquisto da parte cinese di trentacinque velivoli commerciali della Embraer, per il valore totale di 1,4 miliardi di dollari. La presidente Rousseff ha auspicato che i rapporti tra i due Paesi facciano un salto di qualità anche se ha evitato il tema scottante delle valute. Non mancano i malcontenti per questa partnership, in particolare da parte delle aziende manifatturiere brasiliane che vedono nella svalutazione dello yuan, un fattore di minaccia alla loro competitività.
La Cina è diventata il principale partner commerciale del Brasile e gli scambi commerciali, nel 2010, hanno raggiunto il valore di 56 miliardi di dollari. I prodotti oggetto delle esportazioni sono i semi di soia e il minerale di ferro ma si prevede che aumenterà anche la domanda di mais e agrumi freschi. Il Ministro dell’Agricoltura Brasiliano, Wagner Rossi, ha inoltre dichiarato che la Cina ha aperto il proprio mercato alle importazioni di carne proveniente dal Brasile: "La decisione è stata approvata a livello tecnico e sarà formalmente annunciata nelle prossime settimane", ha anticipato il ministro. La Cina, che rappresenta il maggiore produttore e consumatore mondiale di carne di maiale, ha anche autorizzato, per la prima volta, le importazioni di carne di suino dal Brasile.
Dall’altro lato, la Cina, che è il maggiore investitore in Brasile, si è dimostrata molto interessata a investire nelle opere di miglioramento e risanamento infrastrutturale, nel settore dei trasporti e delle comunicazioni brasiliane. "La partnership strategica tra Cina e Brasile è diventato un esempio per la cooperazione tra paesi emergenti", ha dichiarato il presidente cinese Hu Jintao.




martedì 14 dicembre 2010

Il maggior partner commerciale del Brasile è la Cina

Da un decennio i rapporti tra i due colossi emergenti si stanno facendo sempre più solidi e collaborativi. La Cina è diventata il maggiore partner commerciale del Brasile, superando gli Stati Uniti e si prevede di raggiungere la quota di 10 miliardi di dollari di investimenti entro la fine di quest’anno.

Mentre l’Europa e gli Stati Uniti stanno ancora cercando di rialzarsi dalla crisi economica, la Cina registra una crescita del PIL dell’8,7% ed è diventata la seconda economia mondiale mutando così lo scenario economico e politico globale. La Cina sta dimostrando un particolare interesse verso l’America Latina e anche se attualmente solo il 6% egli Ide cinesi sono rivolti alla regione, tale quota è ben presto destinata ad aumentare. A dimostrazione dell’attenzione verso i paesi latini la Cina è diventata parte del Bid (Banca Interamericana di sviluppo) con un capitale di 350 milioni di dollari con l’intento di favorire la crescita economica e di finanziare opere infrastrutturali in tutta l’America Latina. La Cina ha scelto il Brasile come partner economico privilegiato e si prevede che entro la fine del 2010 gli investimenti cinesi nel Paese raggiungeranno i 10 miliardi di dollari. L’accordo più importante finora raggiunto riguarda il contratto di fornitura tra la compagnia petrolifera statale cinese Sinopec e la brasiliana Petrobras. Secondo tale accordo la compagnia petrolifera brasiliana si impegna a fornire 200mila barili di greggio al giorno alla Cina ricevendo in cambio un prestito di 10 miliardi dollari per dieci anni erogato dalla China Development Bank. Tale prestito andrà a sostegno di un ambizioso piano di espansione del valore di 174 miliardi di dollari. Altro accordo degno di nota è la joint-venture tra Sinopec e Repsol: la compagnia cinese controllerà il 40% della nuova unità brasiliana che effettuerà un aumento di capitale di 7,1 miliardi di dollari. Il prossimo passo sarà quello di promuovere una strategia comune creando sinergie e possibilità di investimenti, concretizzando un’agenda regionale commerciale e d’innovazione tecnologica.

martedì 19 ottobre 2010

L’alleanza strategica Brasile-Cina

Si fanno sempre più stretti i rapporti tra Cina e Brasile e si prevede che la loro alleanza condizionerà l’andamento dei commerci e degli investimenti del prossimo decennio a livello globale.

In seguito alla grande crisi economico-finanziaria del 2008, il rapporto tra i due “paesi emergenti” ha preso la forma di una partnership che sembra non voler prendere in considerazione i mercati occidentali ancora in difficoltà, come se volessero avere garanzie per il futuro e ritenessero che questi ultimi non siano in grado di risollevarsi a breve.
Inizialmente i due Paesi erano legati solo dalle esportazioni brasiliane di soia o petrolio e dai pagamenti o investimenti cinesi in infrastrutture di base; oggi non si tratta più di un rapporto prettamente economico ma anche politico.
La Cina - che ha a disposizione ingenti riserve valutarie (ormai circa 2.500 miliardi di dollari), una moneta ancora sottovalutata e gruppi industriali di grandi dimensioni, ormai attivi a livello internazionale – vuole investire in infrastrutture nei paesi in via di sviluppo e favorire la creazione di mercati di consumo: buone infrastrutture permettono di veicolare più agevolmente e in quantità maggiore, le materie prime, così ambite e indispensabili al Dragone; mentre nuovi mercati sarebbero funzionali per la vendita della vasta gamma di beni a basso costo che il gigante asiatico può offrire. Anche il Brasile si è dato da fare in questo senso: nel corso dei suoi otto anni di presidenza, Lula ha visitato ben 68 paesi in via di sviluppo, vedendovi un’opportunità per perdere lo status di mero fornitore di materie prime ai paesi più o meno avanzati e dare vigore alla diversificazione dell'economia. Tuttavia, alla base dello sprint brasiliano vi è il finanziamento di Pechino che, lo scorso anno, ha superato gli Stati Uniti come maggiore partner commerciale del gigante sudamericano, e ora ha l’obiettivo di diventare anche il maggior investitore in Brasile entro il 2020. Probabilmente verranno dalla Cina i finanziamenti e i costruttori di una parte dell'alta velocità e delle infrastrutture che verranno realizzate in Brasile in vista dei Mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi di Rio del 2016.