L’espansione del franchising in Brasile si è rivelata nell’ultimo anno superiore alle attese. Ecco i 5 settori su cui puntare.
Il mercato del Franchsing sta vivendo un vero e proprio boom, parola dell’ABF, Associazione Brasiliana del franchising. Secondo i dati diffusi dall’Associazione, infatti il fatturato del 2011, con una crescita del 16,9%, ha raggiunto i 35 miliardi di euro, pari ad una quota di merctao del 2,3% sul totale del PiL nazionale. E il futuro appare altrettanto roseo. Lo studio condotto dall’Associazione ha calcolato per il 2012 un aumento dell’8% del numero delle reti di franchising e del 9% per i nuovi punti vendita.
I 5 segmenti che hanno assorbito la maggiore quota di mercato nel 2011 sono stati quello del commercio, servizi e retail che si configura al primo posto (con il 27.1% del totale), seguito da food (19.7%), sport, bellezza, salute e tempo libero (16.6%), abbigliamento (8%), istruzione e formazione (6.6%), accessori personali e calzature (6.2%). Tra i settori economici con il maggior incremento in termini di fatturato primeggia quello dell’Hospitality e del turismo che, con una crescita del 85,9% è stato il più proficuo nel 2011. Seguono i settori dei Mobili, decorazioni e regali (+35%) e sport, salute, bellezza e tempo libero (+24%).
Un ultimo dato interessante riguarda i brand. Se infatti attualmente il 94,5% dei marchi presenti in Brasile è di origine locale il trend attuale indica una forte espansione delle marche straniere destinate, secondo l’ABF, ad aumentare vertiginosamente negli anni futuri. Un’occasione unica per il Made in Italy, da sempre apprezzato dai consumatori carioca.
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giovedì 27 settembre 2012
lunedì 3 settembre 2012
Il design italiano sfida i dazi doganali
Sono italiani i brand più amati dal mercato brasiliano. Nonostante le tasse sull’ import.
Pare non abbia proprio nulla da invidiare a Miami o Londra, il design district di San Paolo. E tra le insegne dell’elegante Alameda Gabriel Monteiro da Silva, spiccano i grandi nomi dell’arredamento italiano: B&B Italia, Kartell, Rimadesio, Molteni&C, Minotti. Grazie alla sua cultura e alla sua sensibilità molto europee, il Brasile rappresenterebbe, insieme al Messico, il mercato con le maggiori potenzialità per il nostro design. Parola di Claudio Luti, presidente di Kartell, che sbarcato in Brasile nel 2005, è arrivato a contare oggi una quarantina di punti vendita, senza contare le nuove aperture in programma per il prossimo autunno. Una vitalità confermata dai dati Istat: dal 2005 al 2011 le esportazioni di mobili made in Italy verso il Brasile sono aumentate da 9 a 18,4 milioni e il trend è in costante crescita.
Ma il mercato brasiliano non è per tutti. Necessari sono un marchio forte e un’organizzazione logistica solida, che consentano di penetrare la pesante tassazione doganale che impone dazi di circa l’80% sulle merci in arrivo dall’Unione Europea. Valori che sommati alla tassazione locale possono raggiungere fino al 100%, raddoppiando di fatto il prezzo di vendita finale del prodotto italiano. Per aggirare il rincaro dei prodotti c’è chi sta valutando se aprire uno stabilimento in loco e chi spinge affinchè i governi europei chiedano una riduzione della tassazione per le merci in entrata. Obiettivo comune agli imprenditori del settore è infatti sconfinare dal segmento del lusso e raggiungere la crescente middle class carioca, vera forza trainante dell’economia del Paese.
Pare non abbia proprio nulla da invidiare a Miami o Londra, il design district di San Paolo. E tra le insegne dell’elegante Alameda Gabriel Monteiro da Silva, spiccano i grandi nomi dell’arredamento italiano: B&B Italia, Kartell, Rimadesio, Molteni&C, Minotti. Grazie alla sua cultura e alla sua sensibilità molto europee, il Brasile rappresenterebbe, insieme al Messico, il mercato con le maggiori potenzialità per il nostro design. Parola di Claudio Luti, presidente di Kartell, che sbarcato in Brasile nel 2005, è arrivato a contare oggi una quarantina di punti vendita, senza contare le nuove aperture in programma per il prossimo autunno. Una vitalità confermata dai dati Istat: dal 2005 al 2011 le esportazioni di mobili made in Italy verso il Brasile sono aumentate da 9 a 18,4 milioni e il trend è in costante crescita.
Ma il mercato brasiliano non è per tutti. Necessari sono un marchio forte e un’organizzazione logistica solida, che consentano di penetrare la pesante tassazione doganale che impone dazi di circa l’80% sulle merci in arrivo dall’Unione Europea. Valori che sommati alla tassazione locale possono raggiungere fino al 100%, raddoppiando di fatto il prezzo di vendita finale del prodotto italiano. Per aggirare il rincaro dei prodotti c’è chi sta valutando se aprire uno stabilimento in loco e chi spinge affinchè i governi europei chiedano una riduzione della tassazione per le merci in entrata. Obiettivo comune agli imprenditori del settore è infatti sconfinare dal segmento del lusso e raggiungere la crescente middle class carioca, vera forza trainante dell’economia del Paese.
mercoledì 23 maggio 2012
Diesel in Brasile
Diesel prende di mira il mercato brasiliano.
La griffe Diesel ha deciso di riaprire il negozio storico di San Paolo: un segno importante della fiducia che l’azienda di Breganze ha deciso di dare al Paese sudamericano. Grazie alla riapertura del negozio di San Paolo, il mercato riceverà nuovi investimenti, che permetteranno al brand italiano di espandere la propria presenza in Brasile. Stando a quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato Daniela Riccardi, "A giugno riapriamo lo store di Haddock Lobo, arteria dove si affacciano le insegne più belle, e poi inaugureremo una vetrina presso il centro commerciale Iguatemi. A seguire sarà la volta di Rio de Janeiro, Brasilia e Recife, sempre nel 2012".
Una scommessa decisiva per l’azienda italiana arrivata sul mercato brasiliano undici anni fa; una scommessa che si unisce anche ad altri due Paesi sui quali Diesel sta focalizzando la propria attenzione: da un lato la Corea con l’apertura del primo store a Seoul previsto per settembre, e dall’altro l’India, Paese in cui il marchio è già presente con dieci monobrand nelle città più importanti.
martedì 27 dicembre 2011
Il Made in Italy di scena in Brasile
I grandi Marchi della moda italiana partono alla conquista del mercato brasiliano.
Per il mese di dicembre Prada e Bottega Veneta hanno annunciato l’apertura dei propri negozi monomarca nella città di San Paolo.
Per quanto riguarda la Boutique di Bottega Veneta, la location prescelta si trova presso il centro commerciale Iguatemi São Paulo: il negozio, interamente progettato dal Direttore Creativo del marchio, Tomas Majer, occuperà una superficie pari a 100 metri quadri e presenterà le ultime collezioni della società italiana famosa per i prodotti di pelletteria, dalle borse alle scarpe ed accessori, oltre a occhiali, profumi e gioielli. Bottega Veneta ha inoltre annunciato che aprirà il suo secondo negozio monomarca sempre a San Paolo entro il prossimo aprile, presso il centro commerciale JK.
Prada ha invece scelto di aprire il proprio negozio all’interno del centro commerciale di alto livello “Cicade Jardim”, dove su una superficie di 300 metri quadri verranno esposte le collezioni di abbigliamento, calzature, borse ed accessori donna e uomo. Il negozio, disegnato dall’Architetto Roberto Baciocchi, verrà ampliato entro il prossimo novembre, fino a raggiungere i 600 metri quadrati.
giovedì 24 novembre 2011
24-26 aprile 2012:salone del vino
San Paolo si prepara ad ospitare il prossimo salone del vino in programma dal 24 al 26 aprile 2012: una grande occasione per i produttori italiani.
L’Expo Center Nord di San Paolo è pronto ad ospitare la prossima edizione della fiera Expo Vinis Brasil che si svolgerà dal 24 al 26 aprile 2012, una manifestazione che sarà caratterizzata da stile, novità, sapori e classe. Il più grande incontro di wine-business in programma in America Latina accoglierà i professionisti del settore provenienti da tutto il mondo e migliaia di etichette conosciute a livello mondiale.
Grazie all’accordo siglato con i responsabili della fiera, la Camera Italo Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro ha garantito delle condizioni speciali ai produttori italiani: dall’organizzazione logistica alla prenotazione di hotel e trasferte, dalla pianificazione di incontri mirati al servizio di interpretariato, dal trasporto allo sdoganamento della merce.
Proprio in occasione della fiera la CCIE di Rio de Janeiro realizzerà un prestigioso stand moderno, attraente che rispecchi l’italianità dei vini italiani.
mercoledì 16 novembre 2011
Un sistema di fitodepurazione delle acque
Terminati i lavori all’Ambasciata d’Italia a Brasilia: l’ecosostenibilità alla base di tutto.
Una vetrina per le aziende italiane attive nel settore e un esempio di attenzione all’ambiente: sono terminati i lavori per la realizzazione di un sistema di fitodepurazione delle acque all’Ambasciata d’Italia a Brasilia e l’iniziativa ha suscitato molto interesse, soprattutto alla luce del fatto che si tratta di un territorio caratterizzato da una natura desertica.
Dopo aver installato un sistema di generazione elettrica fotovoltaica, la decisione adottata dall’Ambasciata d’Italia a Brasilia di realizzare un impianto per la depurazione delle acque viene giudicata con favore in quanto permette di ridurre notevolmente il consumo idrico (secondo le stime si tratta di un risparmio dell’ordine del 15%) e le emissioni inquinanti e si presta soprattutto agli utenti privati (condomini, uffici, ville, campeggi), nel pieno rispetto delle normative promulgate l’anno scorso dal Governo Federale Brasiliano e relative al trattamento delle acque.
La realizzazione dell’impianto, oltre a comportare costi inferiori rispetto a quelli richiesti da un impianto tradizionale, rappresenta altresì una grande opportunità per rafforzare nei consumatori brasiliani l’immagine dell’Italia quale Paese all’avanguardia, e in quanto tale, attento alle tematiche ambientali e all’architettura eco-sostenibile.
lunedì 14 novembre 2011
Il mercato del lusso
Stando alle ultime ricerche, il Brasile rappresenta un mercato altamente strategico per il mercato del lusso targato Made in Italy.
È ormai evidente che i Paesi emergenti, ed in particolare quelli legati all’acronimo BRICS, stanno sempre più diventando, oltre che giganti dell’offerta, anche giganti della domanda. Nel dettaglio i dati relativi al 2010 dimostrano come il Brasile rappresenti un mercato rilevante per i beni di lusso, tanto che nell’anno considerato il Paese ha consumato prodotti di lusso per un valore complessivo pari a 7,6 miliardi di dollari, con delle previsioni di crescita dell’ordine del 35% nell’arco dei prossimi cinque anni.
Il boom del settore è dovuto principalmente al consolidamento e allo sviluppo di una classe media con un reddito in forte crescita e alla presenza di 150.000 milionari, di cui circa cinquemila con una disponibilità personale pari o superiore a 30 milioni di dollari.
Considerata la situazione attuale e le prospettive future, il Brasile rappresenta senza ombra di dubbio un mercato con dei grandi potenziali di crescita e sviluppo nel quale le imprese italiane maggiormente legate alle eccellenze del Made in Italy dovrebbero investire.
mercoledì 28 settembre 2011
In Brasile è forte la domanda di made in Italy
Kpmg invita le imprese italiane a puntare sul Brasile: il Paese che, tra gli emergenti, apprezza maggiormente i marchi made in Italy; unica nota dolente, la complessità del sistema fiscale.
Il mercato in cui il made in Italy risulta più richiesto è quello brasiliano, almeno per i prossimi quattro o cinque anni. Questo è quanto sostengono gli esperti di Kpmg, secondo i quali in nessun altra parte del mondo i marchi italiani sono tanto apprezzati “dal design, al cibo, passando per la moda”.
Kpmg, per conto della Farnesina, ha effettuato un monitoraggio accurato della presenza italiana in Brasile: sono quasi 600 le aziende italiane presenti sul mercato verdeoro, tra queste un terzo sono veri e propri impianti produttivi e circa 220 sono filiali commerciali; più della metà si trovano nell’area di San Paolo e, a livello settoriale, la metà rientra nel comparto della meccanica.
Per favorire lo sbarco del made in Italy in Brasile, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha pianificato un programma molto denso di eventi che si svolgeranno in loco e che spaziano dall’economia alla tecnologia, dalla cultura alla scienza, con lo scopo di rafforzare la partnership tra i due Paesi; la kermesse, denominata “Momento Italia-Brasil”, verrà inaugurata il 15 ottobre a Rio de Janeiro, prevede circa 500 manifestazioni e si concluderà nel luglio 2012. Inoltre, in ottobre a Roma, si terranno: la quinta edizione della Conferenza Italia-America Latina e la missione di 150 Ceo di imprese brasiliane organizzata da Lide e Confindustria.
L’unico fattore critico è rappresentato dalla complessità del sistema fiscale brasiliano, in particolare, dai dazi: vista la capacità di consumo - in costante aumento - del Paese, Brasilia tenta di proteggere dalla concorrenza estera le aziende nazionali per favorirne la crescita, così i dazi sono tali da far raddoppiare il prezzo della merce importata. Per questa ragione, lo sbarco in Brasile si addice maggiormente alle aziende che intendono produrre in loco o a quelle che al prodotto di punta di fascia alta, sono in grado di associare una seconda linea, dotata dell’appeal del marchio italiano ma dal prezzo più abbordabile.
lunedì 5 settembre 2011
Progetto Dieta Mediterranea nello Stato di Minas Gerais
La cucina Made in Italy beneficerà nei prossimi mesi di un progetto promozionale organizzato dalla Camera Italo-Brasiliana nel Minas Gerais: Dieta Mediterranea.
Il secondo semestre 2011 la Camera Italo-Brasiliana di Commercio Industria ed Artigianato di Minas Gerais sarà impegnata nello sviluppo del Progetto “Dieta Mediterranea”. Si tratta di u’ iniziativa volta a promuovere l’alimentazione tipica del Mediterraneo, la tradizione culinaria italiana e favorire il consumo dei prodotti Made in Italy. Inoltre, il progetto prevede la realizzazione di eventi che incentivino le relazioni culturali, sociali e commerciali tra Italia e Brasile.
Uno degli strumenti utilizzati dalla Camera è l’invio di una newsletter ogni 15 giorni a oltre 10 mila contatti, nella quale sono contenute ricette tipiche, approfondimenti sui vini, notizie su eventi gastronomici, fiere di settore, informazioni sull’Italia e le sue regioni, indicazioni sugli alimenti tipici della cucina italiana.
In ottobre, inoltre, la Camera organizzerà il “Pizza & Pasta-festival gastronomico”, un concorso aperto a 30 dei migliori ristoranti italiani della capitale di Minas Gerais, Mineira: ogni locale cucinerà un piatto di pizza o pasta, favorendo così la conoscenza e il consumo dei piatti italiani.
mercoledì 10 agosto 2011
Passaporti brasiliani Made in Italy
Gep S.p.A., società leader nel settore dei prodotti chip on paper, si è aggiudicata l’appalto per la fornitura dei nuovi passaporti brasiliani: una conferma dell’importanza dell’innovazione per avere successo nei paesi BRIC.
Gep S.p.A. è una società operante nel settore delle tecnologie Rfid di prossimità con sede ad Arzano, Napoli. La società è leader del mercato nei prodotti chip on paper, ovvero di documenti dotati di chip quali passaporti, carte d’identità, tessere del tifoso, biglietti, tessere sanitarie…
Gep è una controllata della francese ArjoWiggins, leader mondiale nelle tecnologie anti-contraffazione che propone soluzioni e servizi ad alto contenuto tecnologico che permettono di offrire prodotti altamente competitivi e sicuri.
Il sistema operativo della Gep è stato valutato come il migliore sul mercato dalla Icao, l’International civil aviation organization, che si occupa della valutazione degli standard tecnici dei passaporti, in particolare i passaporti verdeoro saranno dotati di dati biometrici, fotografia e impronte digitali. “Il sistema operativo è interamente made in Arzano. Le caratteristiche e i vantaggi? Velocità nelle operazioni di riconoscimento, massima affidabilità, nessuna possibilità di falsificazione. D’altronde, per aggiudicarci la gara abbiamo battuto concorrenti nei cinque concorrenti” ha precisato Michel Jacques Giordani, amministratore delegato di Arjowiggins security solutions.
Il Brasile si affida dunque all’Italia per la sicurezza dei documenti, una conferma dell’importanza della tecnologia e dell’innovazione per avere successo nei paesi BRIC.
lunedì 1 agosto 2011
Esportazioni verso il Brasile: +15,8%
Il Brasile rappresenta un mercato in forte crescita che garantisce ottime opportunità di investimento per il Made in Italy. Secondo l’Annuario statistico 2011, presentato dall’Istat, l’export verso il Brasile è cresciuto del 15,8% e rappresenta il 3% del totale.
Il Brasile rappresenta un mercato in forte crescita che garantisce ottime opportunità di investimento. Le imprese italiane possono godere di un vantaggio competitivo dato dal marchio di provenienza Made in Italy, sinonimo di qualità, affidabilità dei prodotti e capacità di lanciare nuovi trend.
Secondo quanto emerge dall’Annuario statistico 2011, presentato dall’Istat, e dal Ministero dello Sviluppo economico, l’export italiano verso il Brasile è cresciuto del 15,8% durante l’esercizio 2010 e rappresenta il 3% del totale, mentre le importazioni sono aumentate del 23,4%.
Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo economico, ha precisato che l’esercizio 2010 è stato complessivamente «molto positivo per il nostro export. L'avanzata del made in Italy ha coinvolto i principali settori, a partire dai macchinari che restano la prima voce all'estero e sta proseguendo anche nel 2011. Nei primi cinque mesi l'export è balzato del 18 per cento, segno che le nostre aziende sono riuscite a intercettare la domanda mondiale».
I prodotti di maggior successo sono: gli accessori per autoveicoli, gli olii lubrificanti, le valvole a sfera, le macchine per imballaggi, le barche, gli elicotteri e la meccanica strumentale.
Il Brasile rappresenta un mercato estremamente importante per le Pmi italiane che possono sfruttare numerose opportunità di investimento, in particolare in occasione dei prossimi Mondiali di Calcio.
martedì 21 giugno 2011
Mobili “made in Italy” in Brasile
Toscana Promozione, in collaborazione con il Centro Sperimentale del mobile e dell’arredamento, lancerà, a breve, un progetto per l’internazionalizzazione delle imprese toscane operanti nel settore dell’arredamento.
Toscana Promozione, in collaborazione con il Centro Sperimentale del mobile e dell’arredamento di Poggibonsi (Csm), lancerà, a breve, un progetto a favore dell’internazionalizzazione delle imprese toscane operanti nel settore del mobile e dell’arredamento.
Toscana promozione è l’agenzia ufficiale per la valorizzazione e la promozione della competitività dell’economia della Regione sui mercati internazionali che ha come obiettivo la creazione di opportunità di business in tutto il mondo.
Tale progetto mira a favorire un incontro diretto con le imprese interessate e a favorire gli scambi commerciali con il mercato brasiliano. Il progetto avrà la durata di mesi sei e si articolerà in analisi di mercato, workshop e incontri bilaterali con gli operatori verdeoro. I partecipanti avranno la possibilità di entrare in contatto con i potenziali clienti che, in un secondo momento, saranno chiamati in Toscana a visitare le aziende coinvolte.
Secondo alcune stime, in Brasile quasi il 2% dei consumi totali su base annuale sono destinati a mobili e complementi d’arredo e il target per il prodotti Made in Italy è rappresentato dalla classe di reddito che va dai 1.500 ai 3.000 dollari al mese, in particolare residente nel Sud-est, regione in cui le importazioni nel 2010 sono aumentate del 69%.
mercoledì 4 maggio 2011
Sessa Marine investe in Brasile
La società Sessa Marine ha effettuato un investimento del valore di 6 milioni di euro per la realizzazione di uno stabilimento produttivo in Brasile. La società prevede di generare utili per almeno 20 milioni nei prossimi 3-4 anni.
Sessa Marine, azienda nautica italiana, ha effettuato un investimento del valore di 6 milioni di euro per la realizzazione di uno stabilimento produttivo in Brasile, nell'area metropolitana di Florianópolis, capitale dello stato di Santa Catarina. La società della famiglia Radice ha effettuato una joint venture con il partner locale Luís Neto, titolare del marchio Intech, creando la Sessa Marine Brasil Ltda. La collaborazione con Luìs Neto, specializzato nel settore delle imbarcazioni militare a ad alta tecnologia, garantisce standard qualitativi elevati.
Questa manovra permetterà alla Sessa Marine di superare i problemi legati ai pesanti dazi doganali che gravano sulle importazioni, in particolare sul prezzo delle piccole e medie imbarcazioni. La collaborazione con un partner locale e la produzione in loco favoriranno una maggiore presenza sul territorio brasiliano e, in un secondo momento anche in Messico e nel Sudamerica, stimolando le vendite: si prevede che la società genererà utili per una valore pari a 20 milioni di euro nell’arco di 3-4 anni.
“Produrremo barche fino a 40 piedi realizzate su progettazione italiana, con stampi provenienti dall’Italia e accessori made in Italy. I prodotti saranno indirizzati al mercato brasiliano ma non escludiamo di estenderci, in futuro, al Messico, dove già importiamo dall’Italia, tramite un dealer locale. Quest’anno intendiamo produrre una trentina di barche per arrivare a 100 in 3-4 anni” ha precisato Raffaella Radice, presidente di Sessa Marine.
Il mercato nautico brasiliano è in forte espansione e offre ottime opportunità e i maggiori gruppi italiani stanno stanno mettendo in atto strategie di delocalizzazioen: oltre a Sessa Marine, infatti, sono presenti Azimut e Ferretti.
mercoledì 23 marzo 2011
SACE: garantito finanziamento alla brasiliana Vale
SACE ha garantito un finanziamenti del valore di 300 milioni di dollari a favore del gruppo brasiliano Vale S.A., leader mondiale nella produzione di minerale ferroso.
SACE, agenzia italiana per il credito all’esportazione, ha recentemente garantito un finanziamento del valore di trecento milioni di dollari a favore del gruppo brasiliano Vale S.A., leader mondiale nella produzione di minerale ferroso. Come si legge dal comunicato stampa, il finanziamento, di durata decennale, è stato erogato da un gruppo formato da tre istituti bancari: Sumitomo Mitsui Banking Corporation, Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ e Banco Bilbao Vizcaya Argentaria. La compagnia Vale S.A. “nel triennio 2006-2008 ha sottoscritto con imprese italiane oltre 40 contratti di fornitura di beni e servizi per un ammontare complessivo di € 235 milioni.” L’operazione ha l’obiettivo di stimolare i rapporti con il Brasile, settimo mercato per i prodotti Made in Italy, e di “favorire i rapporti commerciali tra Vale e le imprese italiane, in particolare l’ampio indotto di piccole e medie imprese che operano nel paese”.
venerdì 11 marzo 2011
REVESTIR: la fiera dei materiali da costruzione
Dal 22 al 25 marzo a San Paolo avrà luogo Revestir, la fiera dedicata al marmo, al granito e alle pietreornamentali. A fare la parte del leone per il Made in Italy saranno i marmi di Carrara.
Dal 22 al 25 marzo a San Paolo avrà luogo Revestir, la fiera dedicata al marmo, al granito e alle pietreornamentali, che vedrà protagoniste le untime novità nel campo della lavorazione della pietra e della ceramica. A fare la parte del leone per il Made in Italy saranno il porfido verde, le mattonelle di ceramica in vero cuoio, il gres porcellanato e, ultimo ma non meno importante, il marmo di Carrara nelle sue diverse qualità: "perla siciliana", il "Riviera beige" e il "Verde Alpi". Si prevede un’affluenza di visitatori maggiore rispetto all’anno scorso, edizione che ha superato i 45 mila visitatori.
mercoledì 16 febbraio 2011
Riconoscimento del Marchio Ospitalità Italiana in Brasile
Da quest’anno la certificazione Marchio Ospitalità Italiana sarà applicata anche ai migliori ristoranti italiani nel mondo. L’iniziativa prende il via in Brasile, con il patrocinio di Unioncamere, Isnat e Camere di Commercio Italiane all’Estero.
Il marchio Ospitalità Italiana è una prestigiosa certificazione, promossa dalle Camere di Commercio, che garantisce la qualità dell’offerta dei ristoranti italiani sia nel nostro Paese che all’estero.
Dal mese di maggio 2010, infatti, il riconoscimento si estende anche alle attività gestite da italiani all’estero: i candidati in tutto il mondo sono stati 1.120 ed i riconoscimenti conferiti 470. In Brasile saranno valutati 70 ristoranti in quattro città: San Paolo, Rio de Janeiro, Porto Alegre e Flopianopolis. Le domande dei candidati saranno valutate da ENIT, ICE, Fife, Federalimentare, Confagricoltura, Coldiretti e Assocamerestero. Questi enti hanno il compito do valutare il livello qualitativo dei servizi offerti: “Essere di moda non è considerato tra i criteri. La cosa importante è al reale capacità del ristorante di rappresentare al bandiera italiana al di fuori del Paese”, specifica Erica Bernardini, il direttore marketing di Itlacam, la Camera italo-brasiliana di commercio, industria e agricoltura.
Tale certificazione costituisce un punto di forza per i ristoranti italiani all'estero in quanto ha l’obiettivo di: promuovere la cultura enogastronomica italiana del mondo, valorizzare l'offerta ristorativa, rafforzare l'identità italiana e garantire la qualità del “Made in Italy”.
lunedì 24 gennaio 2011
Le fiere brasiliane della moda e il Made in Italy
L’Ice promuove il Made in Italy in Brasile attraverso la partecipazione i diversi eventi fieristici di settore quali: Première Brasil, São Paulo Pret à Porter e Couromoda. Tali eventi hanno luogo, non a caso, in concomitanza con la settimana della moda brasiliana.
Il settore della moda brasiliano offre ottime opportunità: grazie al boom economico e all’aumento dei consumi sono sempre più richiesti i marchi italiani. Per questo motivo, la presenza alle fiere di settore si rivela indispensabile.
In Brasile gennaio è il mese della moda e vede protagonista assoluta la São Paulo Fashion Week. Tale evento è accompagnato da ben tre manifestazioni fieristiche correlate: Couromoda (17-20 gennaio), fiera dedicata alle calzature ed agli articoli di cuoio, São Paulo Pret à Porter (18-21 gennaio) il salone dedicato agli operatori del settore moda, infine Première Brasil (19-20 gennaio) manifestazione fieristica di primaria importanza nel settore tessile sudamericano e nata dalla joint-venture tra Première vision Francia e Fagga Eventos. La partecipazione agli eventi è stata gestita dall’Ice, che ha organizzato gli spazi espositivi collettivi, riscuotendo un ottimo successo in termini di adesioni.
La crescente presenza delle aziende italiane alle fiere di settore da la possibilità di sviluppare forme concrete di presenza commerciale e produttiva in Brasile. Viste le previsioni di aumento dell’export è fondamentale creare una vetrina esclusiva per la moda Made in Italy, e non solo..
venerdì 7 gennaio 2011
Esportazioni in Brasile: 319 milioni di dollari nel 2010
Secondo i dati forniti dall’Ice, le esportazioni italiane in Brasile sono in leggero calo anche se il saldo resta positivo: 319 milioni di dollari. Sempre secondo l’Ice “i settori significativi in termini di penetrazione commerciale italiana nel mercato brasiliano continuano a essere quelli della meccanica e delle medie tecnologie”.
L’Ice ha reso noti i dati relativi agli scambi commerciali tra Italia e Brasile: nonostante un lieve calo rispetto all’anno scorso, il risultato complessivo resta positivo e le esportazioni ammontano a 319 milioni di dollari. In particolare, nel primo semestre del 2010 la quota di esportazioni italiane in Brasile è diminuita dello 0,25%, passando dal 2,96% al 2,71%, rispetto ai primi sei mesi del 2009.
Per quanto riguarda le importazioni provenienti dal Brasile, esse sono rappresentate per circa i tre quarti da materie prime e prodotti semimanufatti, mentre solo per un quarto da prodotti manufatti. I principali prodotti importati sono: il ferro, la pasta chimica di legno, i pellami, il caffè, la carne ed i semilavorati.
Per quanto riguarda le esportazioni, si punta sul Made in Italy e l’Ice evidenzia che "i settori più significativi, in termini di penetrazione commerciale italiana nel mercato brasiliano, continuano ad essere quelli della meccanica e delle medie tecnologie". Si tratta di "tutte le varie tipologie di attrezzature e macchinari per l'industria manifatturiera leggera: macchine tessili, macchine per la lavorazione dei metalli, della ceramica, del legno, della pietra” ci sono poi "ampi margini di penetrazione commerciale nel comparto del lusso, delle tecnologie medicali di tipo ospedaliero, delle energie alternative, delle telecomunicazioni, della nautica, delle due ruote, delle infrastrutture, dei servizi all'industria petrolifera e della sicurezza". Tra i prodotti più venduti si segnalano gli accessori per trattori e autoveicoli, gli oli lubrificanti, le valvole a sfera, le macchine per imballaggi,gli elicotteri e le barche a motore.
Le migliori opportunità per le aziende italiane in Brasile, conclude l'Ice, "si presentano attraverso un radicamento nel mercato, che può essere attuato attraverso investimenti diretti, accordi di collaborazione industriale o joint-venture, e che prevedano il trasferimento di tecnologie".
Per quanto riguarda le importazioni provenienti dal Brasile, esse sono rappresentate per circa i tre quarti da materie prime e prodotti semimanufatti, mentre solo per un quarto da prodotti manufatti. I principali prodotti importati sono: il ferro, la pasta chimica di legno, i pellami, il caffè, la carne ed i semilavorati.
Per quanto riguarda le esportazioni, si punta sul Made in Italy e l’Ice evidenzia che "i settori più significativi, in termini di penetrazione commerciale italiana nel mercato brasiliano, continuano ad essere quelli della meccanica e delle medie tecnologie". Si tratta di "tutte le varie tipologie di attrezzature e macchinari per l'industria manifatturiera leggera: macchine tessili, macchine per la lavorazione dei metalli, della ceramica, del legno, della pietra” ci sono poi "ampi margini di penetrazione commerciale nel comparto del lusso, delle tecnologie medicali di tipo ospedaliero, delle energie alternative, delle telecomunicazioni, della nautica, delle due ruote, delle infrastrutture, dei servizi all'industria petrolifera e della sicurezza". Tra i prodotti più venduti si segnalano gli accessori per trattori e autoveicoli, gli oli lubrificanti, le valvole a sfera, le macchine per imballaggi,gli elicotteri e le barche a motore.
Le migliori opportunità per le aziende italiane in Brasile, conclude l'Ice, "si presentano attraverso un radicamento nel mercato, che può essere attuato attraverso investimenti diretti, accordi di collaborazione industriale o joint-venture, e che prevedano il trasferimento di tecnologie".
martedì 8 giugno 2010
Fispal: opportunità di business per l’export italiano
E’ iniziata ieri nel polo fieristico Expo Center Norte di San Paolo la 26° edizione di Fispal Food Service, la più importante e prestigiosa fiera agro-alimentare nell’area dell’America Latina.
L’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice) in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico ha organizzato un padiglione tricolore ospitante tredici associazioni e organismi provenienti da diverse regioni italiane che promuovono i prodotti gastronomici del bel Paese.
Il Brasile, difatti, assicura buone opportunità di business per le aziende italiane costituendo per esse il maggiore mercato di esportazione dell’America Latina. In particolare, rileva l’Ice, il settore alimentare, che nel 2009 ha registrato un fatturato di circa 30 miliardi di euro, presenta un tasso di crescita medio annuo pari al 15% con una prospettiva biennale di incremento delle esportazioni Made in Italy dell’81%.
Il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, afferma che Fispal costituisce una “rassegna di importanza primaria per le tecnologie e l’industria agroalimentari. Enormi sono le potenzialità del Brasile in termini di crescita e di sviluppo futuro. Ottimi sono la vivacità imprenditoriale e i numeri del settore. I rapporti commerciali con l’Italia risultano da tempo consolidati”.
L’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice) in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico ha organizzato un padiglione tricolore ospitante tredici associazioni e organismi provenienti da diverse regioni italiane che promuovono i prodotti gastronomici del bel Paese.
Il Brasile, difatti, assicura buone opportunità di business per le aziende italiane costituendo per esse il maggiore mercato di esportazione dell’America Latina. In particolare, rileva l’Ice, il settore alimentare, che nel 2009 ha registrato un fatturato di circa 30 miliardi di euro, presenta un tasso di crescita medio annuo pari al 15% con una prospettiva biennale di incremento delle esportazioni Made in Italy dell’81%.
Il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, afferma che Fispal costituisce una “rassegna di importanza primaria per le tecnologie e l’industria agroalimentari. Enormi sono le potenzialità del Brasile in termini di crescita e di sviluppo futuro. Ottimi sono la vivacità imprenditoriale e i numeri del settore. I rapporti commerciali con l’Italia risultano da tempo consolidati”.
lunedì 15 marzo 2010
Opportunità per il made in Italy in Brasile
I settori dell'economia brasiliana che sembrano offrire maggiori possibilità alle imprese italiane sono quelli della meccanica e delle tecnologie, in modo particolare l'industria manifatturiera leggera, in cui l'Italia è leader (macchine tessili, per la lavorazione dei metalli, della ceramica, del legno e della pietra).
Inoltre vi sono buone possibilità, sia in termini strettamente commerciali che riguardo a possibili collaborazioni industriali e produttive, nel comparto delle tecnologie medicali e ospedaliere. Anche nel settore delle telecomunicazioni, in forte sviluppo, c'è spazio per l'esperienza delle imprese italiane, così come quello della sicurezza, un concetto di grande importanza in Brasile, che coinvolge e condiziona molto le attività umane.
Le potenzialità del settore dei beni di consumo e di quello agroalimentare, cavalli di battaglia delle imprese italiane, sono state finora poco sfruttate, sia a causa degli alti dazi imposti dal governo del paese, che a causa della stratificazione del mercato brasiliano, tale per cui pochi consumatori possono permettersi di pagare un alto prezzo per questo tipo di bene. Per questo motivo la concorrenza delle economie asiatiche e sudamericane è molto forte e vi è poco spazio per i prodotti tipicamente più costosi del made in Italy.
Inoltre vi sono buone possibilità, sia in termini strettamente commerciali che riguardo a possibili collaborazioni industriali e produttive, nel comparto delle tecnologie medicali e ospedaliere. Anche nel settore delle telecomunicazioni, in forte sviluppo, c'è spazio per l'esperienza delle imprese italiane, così come quello della sicurezza, un concetto di grande importanza in Brasile, che coinvolge e condiziona molto le attività umane.
Le potenzialità del settore dei beni di consumo e di quello agroalimentare, cavalli di battaglia delle imprese italiane, sono state finora poco sfruttate, sia a causa degli alti dazi imposti dal governo del paese, che a causa della stratificazione del mercato brasiliano, tale per cui pochi consumatori possono permettersi di pagare un alto prezzo per questo tipo di bene. Per questo motivo la concorrenza delle economie asiatiche e sudamericane è molto forte e vi è poco spazio per i prodotti tipicamente più costosi del made in Italy.
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