A seguito della scoperta di nuovi giacimenti sono previsti ingenti investimenti nel settore.
Come segnalato da Confindustria, il settore Oil&Gas, rappresenta oggi una delle filiere industriali prioritarie per lo sviluppo economico del Brasile e una delle principali opportunità di investimento per gli imprenditori italiani.
A seguito della scoperta negli scorsi anni di nuovi giacimenti di petrolio nell'area pre-sal, al largo della costa sud-est, il Brasile diviene una delle cinque maggiori potenze energetiche al mondo e polo di attrazione di investimenti pubblici e privati. La particolare configurazione geologica delle risorse petrolifere, poste ad una profondità compresa tra i cinque e i sette chilometri sotto il livello del mare, e precisamente sotto uno strato irregolare di sale, comporterà per la società statale Petrobras la necessità di realizzare a breve 177 nuove piattaforme di produzione, 568 barche di appoggio offshore e 65 sonde di perforazione in acque profonde.
Il governo brasiliano prevede inoltre un piano di investimenti pubblici di circa 170 miliardi di euro entro il 2014 ed oltre 360 dopo quella data. Il Piano di Accelerazione della crescita (PAC 2), varato dall’esecutivo locale, stima che l’intero comparto assorbirà nei prossimi quattro anni oltre il 90% degli investimenti complessivi in macchinari
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lunedì 9 luglio 2012
venerdì 10 febbraio 2012
Scoperto nuovo giacimento
Una nuova importante scoperta per Petrobras nel bacino di Solimões.
Petrobras ha reso nota la scoperta di un nuovo giacimento di gas e petrolio nel bacino di Solimões, nello Stato di Amazonas, durante la perforazione del pozzo situato ad una profondità di 3.295 metri noto come Leste do Igarapé Chibata, nell’area di Coari, a 25 km dalla Provincia Petrolifera di Urucu. Si tratta del secondo successo di esplorazione nel blocco dove dal 2010 è in corso il Piano di Valutazione di Scoperta denominato Igarapé Chibata.
Secondo le previsioni la capacità produttiva giornaliera si aggirerà intorno ai 1.400 barili di petrolio e 45mila metri cubi di gas: una scoperta rilevante per Petrobras, che detiene il 100% dei diritti di esplorazione e produzione della concessione. Già presente nello Stato di Amazonas, dove ogni giorno produce 53mila barili di petrolio, 11 milioni di metri cubi di gas naturale e 1.300 tonnellate di GPL, Petrobras si prepara ad aprire un nuovo polo produttivo di petrolio e gas naturale nel caso in cui i primi test realizzati confermassero la validità delle previsioni.
martedì 15 novembre 2011
Minaccia all’ecosistema marino
Il Brasile viene nuovamente minacciato da una marea nera provocata da una perdita di petrolio al largo di Rio de Janeiro.
160 chilometri quadrati: tanto è grande la marea nera che preoccupa il Brasile e che minaccia l’ecosistema marino. Stando alle prime indiscrezioni la fuoriuscita di petrolio sarebbe stata causata dalla perforazione di un pozzo sperimentale che si trova a circa 1.200 chilometri di profondità, nel campo petrolifero di Frade, ad opera della multinazionale Chevron, già nota per essere stata condannata all’inizio di quest’anno al risarcimento di 8,6 miliardi per aver causato disastri naturali ai danni delle popolazioni indigene dell’Amazzonia. La società, che si è sin da subito impegnata al fine di limitare il disastro ambientale, ha manifestato l’intenzione di chiudere quanto prima il pozzo con una colata di cemento.
Anche se le cause non sono ancora state accertate con sicurezza, la perdita di petrolio è arrivata a 120 chilometri dalla costa del Paese e ben 17 navi sono già all’opera allo scopo di porre rimedio al grave incidente.
Un’operazione non certo facile se si considera che dal pozzo interessato dalla falla vengono estratti 79.000 barili di petrolio al giorno.
giovedì 1 settembre 2011
Petrobras investe in tecnologia e formazione.
Petrobras, ha annunciato un investimento del valore di 224,7 miliardi di dollari, che verrà realizzato nel periodo 2011-2015. L’operazione permetterà al gigante petrolifero di aumentare la produzione di circa 2 milioni di barili al giorno, raggiungendo così l’obiettivo di sei milioni di barili entro il 2012.
Petrobras, la compagnia petrolifera statale brasiliana, ha annunciato un nuovo e importante investimento del valore di 224,7 miliardi di dollari, che verrà realizzato nel periodo 2011-2015. L’operazione permetterà al gigante petrolifero di aumentare la produzione di circa 2 milioni di barili al giorno, raggiungendo così l’obiettivo di sei milioni di barili entro il 2012.
L’investimento sarà orientato alla massimizzazione delle risorse a all’innovazione: verrà infatti aumentata l’efficienza riducendo i costi di estrazione del greggio, soprattutto in vista dello sfruttamento delle riserve di recente scoperta. L’investimento riguarda, infatti, anche le operazioni di esplorazione e sfruttamento dei giacimenti pré-sal presenti sulla costa sudorientale, che si estendono su una superficie di 112 mila metri quadrati al largo dello stato si Rio de Janeiro e permetteranno al Brasile di diventare uno tra i maggiori esportatori al mondo di petrolio. Il bacino pré-sal potrebbe, infatti, contribuire all’aumento della produzione di 50 miliardi di barili di greggio l’anno, segnando una crescita del 40,5% entro il 2020.
Il Governo, che è anche il maggiore azionista di Petrobras, ha ostacolato per ben due volte l’approvazione della manovra a causa del timore per le pressioni inflazionistiche che impongono il contenimento della spesa pubblica. L’investimento rischia infatti di appesantire il debito pubblico e di far salire alle stelle il prezzo del carburante, ha specificato il Ministro dell’Economia Guido Mantega.
Oltre alla produzione di petrolio e di gas, il piano prevede di investire sull’innovazione strutturale e sulla formazione di professionisti del settore: secondo le stime del Governo federale, il nuovo assetto genererà 250.000 nuovi posti di lavoro entro il 2016. In particolare, per raggiungere le riserve di gas e di greggio sarà necessario trivellare a profondità sempre maggiori, sotto ampi strati di roccia e di sale, a circa 7.000 metri sotto il livello del mare: tale operazione implica, quindi, la formazione di professionisti, ingegneri e geologi.
Lo scorso mese di maggio, inoltre, Petrobras e la compagnia petrolifera Statoil, hanno sottoscritto una lettera d’intenti al fine di aumentare la cooperazione nelle attività di esplorazione: il know-how di Statoil si rivelerà strategico per mettere a punto strutture tecnologicamente all’avanguardia e sicure sia per i lavoratori che per l’ambiente, affinando i meccanismi di sicurezza.
Per quanto riguarda la domanda di gas, questa è sostenuta dall’aumento delle auto ibride in circolazione, che favorirà anche l’aumento della domanda di bioetanolo.
giovedì 21 luglio 2011
Brasile: il futuro nel petrolio?
Nuove scoperte petrolifere in Brasile permettono lo sviluppo del settore, ma il Paese soffre ancora di carenze infrastrutturali.
Tra il 1990 e il 2010, il consumo di petrolio in Brasile è cresciuto del 62% ed è soddisfatto, per la maggior parte, da produzione interna. Mentre in passato il Paese sudamericano dipendeva dalle importazioni di greggio che,nel 1990 raggiungevano il 50% dei consumi totali, oggi il petrolio proveniente dall’estero non incide che in minima parte, pari a circa il 6,6%.
Petrobras, la compagnia petrolifera brasiliana, ha stimato che le riserve di petrolio verdeoro, considerando anche le recenti scoperte dei giacimenti “pré-sal”, situati tra lo Stato di Espirito Santo e Santa Catarina, avrebbero lo stesso potenziale dei bacini nel Mare del Nord, sfruttati da Gran Bretagna e Norvegia: tali giacimenti posseggono circa 62 miliardi di barili di riserve ed hanno raggiunto la produzione massima nel 1999 con una media di 6 milioni di barili al giorno.
Tra il 1990 e il 2010, il consumo di petrolio in Brasile è cresciuto del 62% ed è soddisfatto, per la maggior parte, da produzione interna. Mentre in passato il Paese sudamericano dipendeva dalle importazioni di greggio che,nel 1990 raggiungevano il 50% dei consumi totali, oggi il petrolio proveniente dall’estero non incide che in minima parte, pari a circa il 6,6%.
Petrobras, la compagnia petrolifera brasiliana, ha stimato che le riserve di petrolio verdeoro, considerando anche le recenti scoperte dei giacimenti “pré-sal”, situati tra lo Stato di Espirito Santo e Santa Catarina, avrebbero lo stesso potenziale dei bacini nel Mare del Nord, sfruttati da Gran Bretagna e Norvegia: tali giacimenti posseggono circa 62 miliardi di barili di riserve ed hanno raggiunto la produzione massima nel 1999 con una media di 6 milioni di barili al giorno.
I bacini petroliferi brasiliani, invece, si trovano nell’oceano Atlantico e, secondo le stime degli esperti di Petrobras, raggiungono circa i 50 miliardi di barili di greggio di riserva, anche se alcuni di essi non sono ancora stati sfruttati perché situati a una profondità di oltre 7.000 metri al di sotto dei fondali oceanici.
Francisco Nepomuceno Filho, executive manager di Petrobras, ha inoltre dichiarato che sono in fase di attuazione dei test inun nuovo sito,al largo di Sergipe Basin, nel nordest del Brasile, in un’area di recente esplorazione.
L’obiettivo della compagnia petrolifera brasiliana è di raggiungere mediamente 2,1 milioni di barili di greggio al giorno entro la fine dell’anno e 6 milioni di barili entro il 2020. In quest’ottica i vertici di Petrobras stanno rivedendo i piani di investimento per i prossimi cinque anni, pari a 224 miliardi di dollari.
Francisco Nepomuceno Filho ha sottolineato che l’aumento di capacità produttiva nell’area pré-sal contribuirà alla riduzione dei costi e al finanziamento di nuove esplorazioni, permettendo al Brasile di diventare la quinta potenza petrolifera brasiliana. Nonostante ciò, il Brasile soffre la carenza di infrastrutture adeguate alla raffinazione, e ricorre ancora all’outsourcing: per mantenere una crescita economica costante, il Brasile deve, innanzitutto, potenziare il sistema infrastrutturale.
giovedì 5 maggio 2011
Petrobras: nuovi investimenti nelle coste al largo di San Paolo
Il gruppo brasiliano Petrobras si prepara a investire 73 miliardi di dollari nel bacino petrolifero pre-sal Santos. Tale scoperta potrebbe potenzialmente trasformare il Sud America in uno dei maggiori esportatori di greggio al mondo.
Il gruppo brasiliano Petrobras si prepara a investire 73 miliardi di dollari nel bacino petrolifero pre-sal Santos, nello Stato di San Paolo. Il giacimento, di recente scoperta, si trova nella piattaforma offshore Albacora Leste, nel bacino di Campos, e il greggio si trova a una profondità di 4.385 metri(14.377 piedi). Il progetto sarà realizzato in un periodo di cinque anni, dal 2011 al 2015,e rappresenta il 74% del valore totale del paino di sviluppo: il restante 26% verrà infatti versato dai partner BG Group, Repsol, YPF, e Galp Energia. Secondo quanto dichiarato in un comunicato stampa rilasciato dalla stessa Petrobras, le analisi preliminari sul giacimento hanno rilevato che il deposito Albacora Leste contiene circa 350 milioni di barili di greggio di alta qualità.
L’intera area si estende su una superficie di 160.000 chilometri quadrati e si stima che contenga una quantità di greggio pari a 80 miliardi di barili. Tale scoperta potrebbe potenzialmente trasformare il Sud America in uno dei maggiori esportatori di greggio al mondo: si stima che l’estrazione subirà un impennata passando da 108.000 barili al giorno rilevati nel periodo 2010-2014 a 613.000.
Restano ancora grandi difficoltà tecniche in quanto le riserve si trovano fino ad una profondità di 7.000 metri (22.950 piedi) e pongono problemi di estrazione e controllo del greggio: i drastici cambiamenti di temperatura che deve subire il petrolio greggio prima di raggiungere la superficie causano non pochi problemi di ordine tecnico.
Una legge firmata lo scorso anno stabilisce che la proprietà dei bacini petroliferi spetta allo Stato e che tali giacimenti vengano esplorati per l’estrazione da un consorzio di cui fa parte Petrobras. Il colosso energetico è l’operatore privilegiato di tutti i progetti e può aggiudicarsi i contratti di esplorazione senza una procedura di gara. La legge stabilisce, inoltre, un modello di condivisione della produzione, secondo il quale il consorzio deve cedere al governo brasiliano una percentuale del greggio estratto.
martedì 3 maggio 2011
Il Brasile investe nei biocombustibili
Si prevede che nei prossimi anni la domanda di biocombustibili a livello mondiale possa raddoppiare. In Brasile gli investimenti nella lavorazione degli scarti provenienti dalla coltivazione di canna da zucchero sono in crescita, in particolare per ricavare etanolo, impiegato come carburante per autoveicoli.
Il consumo di biocombustibile in Brasile è in forte crescita e si prevede che, nei prossimi dieci anni, la domanda a livello mondiale possa raddoppiare. L’etanolo da cellulosa, in particolare è ampiamente impiegato come carburante per autoveicoli. Per questo motivo la Royal Dutch Shell Plc, il maggiore distributore di biocombustibili al mondo, in collaborazione con Iogen Corp. e Codexis sta concentrando gli investimenti nella ricerca di enzimi per la produzione di etanolo da cellulosa attraverso la lavorazione degli scarti derivanti dalla lavorazione di frumento e zucchero di canna.
La città di Ribeirão Preto, a nord di San Paolo, è il maggiore produttore di zucchero ed etanolo del Brasile: la produzione e la trasformazione avvengono in luogo in quanto gli scarti dello zucchero di canna si seccano molto velocemente dopo la mietitura e non permettono il trasferimento. La produzione di etanolo ha cambiato la struttura dell’industria brasiliana diminuendo la dipendenza dal petrolio: in trentacinque anni la produzione di etanolo è passata da 611 milioni di litri a 27,7 miliardi nel 2010 mentre la produzione di zucchero è quintuplicata raggiungendo 37,7 milioni di tonnellate nel 2010.
Lo sviluppo dell’industria relativa alla canna da zucchero ha stimolato anche altri settori quali l’elettricità, la plastica e i prodotti chimici, i fertilizzanti e gli enzimi. La ricerca scientifica e tecnologica ha visto una forte spinta in avanti e ha favorito l’apertura di centri di ricerca. La crescita ha anche stimolato la domanda di macchinari ad alto contenuto tecnologico al fine di rendere più efficiente il raccolto, la trasformazione e la produzione di energia.
Si tratta di un settore in forte espansione che offre ottime opportunità di investimento.
venerdì 28 gennaio 2011
Petrobras interessata alle quote di Eni
La società petrolifera brasiliana Petróleo Brasileiro S.A. (Petrobras) ha avviato una trattativa con Eni per l’acquisto della quota del 33,34% detenuta dal gruppo italiano in Galp Energia.
La società italiana Eni sta valutando la possibilità di vendere la propria quota di partecipazione nella società portoghese Galp Energia, pari al 33,34% per un valore di poco più di 4 miliardi.
Galp Energia opera dal 1977 nei settori dell'estrazione e della raffinazione dei gas naturali e raggiunge un fatturato annuo di quindici miliardi di euro. L’ingresso nell’azionariato di Galp è avvenuto nel 2000 per 900 milioni di euro. Tale valore è quadruplicato superando, oggi, i 4 miliardi di euro.
L’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha dichiarato che “è stato un acquisto fantastico ma non resteremo azionisti di minoranza per sempre”. Secondo una notizia diffusa dal quotidiano portoghese Diario Economico sembrerebbe che la richiesta del gruppo Eni si aggiri intorno ai 4,7 miliardi di euro pari a 17 euro ad azione. La Petrobras, secondo indiscrezioni, avrebbe avanzato una prima offerta di 3,5 miliardi di euro. Il gruppo brasiliano ha precisato che “al momento non sono state ancora state prese decisioni e non esiste alcuna intesa vincolante”.
È un ottimo momento per il settore petrolifero brasiliano, soprattutto dopo l’annuncio, dato dalla compagnia Repsol, relativo alla scoperta di un nuovo giacimento di greggio nelle acque del bacino di pre-sal Santos a 275 chilometri da San Paolo. La scoperta è stata fatta da un consorzio composto da Repsol-Sinopec (che detiene il 25% degli interessi), Petrobras (45%) e BG Group (30%).
lunedì 19 luglio 2010
Petrobras dà il via ai lavori d'estrazione
Giovedì scorso ha avuto luogo presso il giacimento di Baleia franca, ad 85 chilometri da Anchieta nello stato di Espirito santo, la celebrazione d’apertura ai lavori d’estrazione delle riserve petrolifere scoperte alla fine del 2008 sotto lo strato pre-sale al largo della costa atlantica del Brasile. Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al presidente dell’impresa d’estrazione Petrobras José Sergio Gabrielli, il presidente del Brasile Lula da Silva, il quale ha sottolineato l’importanza dell’evento nella direzione di un’aumentata autonomia del Brasile.
Dal giacimento di Baleia franca si produrranno inizialmente 13.000 barili di greggio al giorno; si prevede però di raggiungere la quota massima d’estrazione giornaliera di 20.000 barili entro la fine dell’anno.
Il gigante petrolifero prevedeva all’inizio del mese di luglio di ottenere, attraverso il processo di capitalizzazione, 25 miliardi di dollari. La recessione europea ha però destato incertezze facendo diminuire la disponibilità del credito estero destinato al Brasile e causando pertanto un forte deprezzamento delle azioni di Petrobras (in dollari il suo valore di mercato è diminuito del 24,49%).
Dal giacimento di Baleia franca si produrranno inizialmente 13.000 barili di greggio al giorno; si prevede però di raggiungere la quota massima d’estrazione giornaliera di 20.000 barili entro la fine dell’anno.
Il gigante petrolifero prevedeva all’inizio del mese di luglio di ottenere, attraverso il processo di capitalizzazione, 25 miliardi di dollari. La recessione europea ha però destato incertezze facendo diminuire la disponibilità del credito estero destinato al Brasile e causando pertanto un forte deprezzamento delle azioni di Petrobras (in dollari il suo valore di mercato è diminuito del 24,49%).
venerdì 9 luglio 2010
Tour africano per Lula
Questa settimana il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva è in visita nel continente nero per la quinta volta dal suo arrivo al potere. Il viaggio si propone di rafforzare le relazioni politiche e commerciali in particolare con le seguenti nazioni: Guinea equatoriale, Kenya, Tanzania, Zambia, Sudafrica. Dopo un breve soggiorno a Capo verde per partecipare al summit Brasile-Ecowas (Comunità economica degli stati dell’ovest africano), difatti, il tour di Lula prevede l’incontro con capi di Stato e imprenditori delle suddette cinque nazioni.
Dall’inizio del suo mandato presidenziale nel 2003, la linea politica di Lula ha dato priorità alle relazioni con l’Africa appoggiando diverse azioni concrete. Il portavoce del presidente, Marcelo Baumach, ha affermato che l’obiettivo è quello di rafforzare il rapporto attraverso i canali della cooperazione e attraverso investimenti in progetti nei settori dell’agricoltura, delle infrastrutture e delle energie rinnovabili.
L’ennesimo tour di Lula in Africa ha fatto scatenare una serie di controversie e ha creato speculazioni nella stampa brasiliana. In particolare, ciò è dovuto all’incontro con il capo dello stato della Guinea equatoriale, Teodoro Obiang Nguenma Mbasogo, salito al potere nel 1979 con un colpo di stato, la cui politica è stata recentemente al centro dei dibattiti delle Nazioni Unite sullo sviluppo dei diritti umani: il governo è accusato di coprire le intense speculazioni petrolifere (la Guinea equatoriale, difatti, è il terzo più grande produttore di petrolio dell’Africa sub-sahariana).
Dall’inizio del suo mandato presidenziale nel 2003, la linea politica di Lula ha dato priorità alle relazioni con l’Africa appoggiando diverse azioni concrete. Il portavoce del presidente, Marcelo Baumach, ha affermato che l’obiettivo è quello di rafforzare il rapporto attraverso i canali della cooperazione e attraverso investimenti in progetti nei settori dell’agricoltura, delle infrastrutture e delle energie rinnovabili.
L’ennesimo tour di Lula in Africa ha fatto scatenare una serie di controversie e ha creato speculazioni nella stampa brasiliana. In particolare, ciò è dovuto all’incontro con il capo dello stato della Guinea equatoriale, Teodoro Obiang Nguenma Mbasogo, salito al potere nel 1979 con un colpo di stato, la cui politica è stata recentemente al centro dei dibattiti delle Nazioni Unite sullo sviluppo dei diritti umani: il governo è accusato di coprire le intense speculazioni petrolifere (la Guinea equatoriale, difatti, è il terzo più grande produttore di petrolio dell’Africa sub-sahariana).
lunedì 5 luglio 2010
Il Brasile dà fiducia agli investitori internazionali
Secondo l’ultima indagine dell’Associazione Brasiliana di Private Equity e Venture Capital (ABVCAP), il volume accumulato delle captazioni in Brasile è cresciuto dal 2004 al 2008 di quattro volte e mezzo: precisamente, esso è passato dai R$ 6 miliardi (corrispondenti a circa 2,8 miliardi di euro) a R$ 27 miliardi (corrispondenti a circa 12,8 miliardi di euro). Secondo il presidente di ABVCAP, Sideny Chamed, il Brasile si colloca al secondo posto nelle preferenze degli investitori internazionali, i quali rivestono poca fiducia nei Paesi occidentali ancora soggetti alle oscillazioni di mercato e vedono invece nel colosso sudamericano grandi possibilità di business.
I Mondiali del 2014 e i Giochi Olimpici del 2016 attraggono infatti ingenti investimenti; inoltre, le cifre salgono se si considerano gli investimenti nei nuovi giacimenti petroliferi “pre-salt” lungo la costa. I settori più promettenti sono quelli dell’energia, della biotecnologia, dell’agricoltura, dei consumi (generi alimentari, ristoranti, farmaci) e, in primis, dell’infrastruttura. Le migliori opportunità d’investimento, dopo l’asse Rio de Janeiro - San Paolo, si trovano in Minas Gerais, negli stati del centro-ovest e del nord-est.
Secondo John Lin, socio-direttore di Fama Private Equity, nel Brasile si contano circa 25.000 imprese di media grandezza e di queste circa un quinto sono nel radar degli investitori.
I Mondiali del 2014 e i Giochi Olimpici del 2016 attraggono infatti ingenti investimenti; inoltre, le cifre salgono se si considerano gli investimenti nei nuovi giacimenti petroliferi “pre-salt” lungo la costa. I settori più promettenti sono quelli dell’energia, della biotecnologia, dell’agricoltura, dei consumi (generi alimentari, ristoranti, farmaci) e, in primis, dell’infrastruttura. Le migliori opportunità d’investimento, dopo l’asse Rio de Janeiro - San Paolo, si trovano in Minas Gerais, negli stati del centro-ovest e del nord-est.
Secondo John Lin, socio-direttore di Fama Private Equity, nel Brasile si contano circa 25.000 imprese di media grandezza e di queste circa un quinto sono nel radar degli investitori.
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venerdì 2 luglio 2010
Accordo col gigante petrolifero Petrobras
Mercoledì scorso Lula da Silva ha firmato l’accordo per la capitalizzazione del gigante petrolifero Petrobras. Si tratta del primo passo verso la formulazione di un piano regolatore dei lavori di estrazione e sfruttamento dei giacimenti recentemente scoperti lungo la costa del Brasile nella cosiddetta formazione geologica “pre-salt” del bacino del Santos nei pressi di Tupi, il più importante giacimento di petrolio off-shore brasiliano che si stima essere la più grande riserva nel mondo dopo Kashagan.
Il piano prevede la vendita a Petrobras da parte del governo dei diritti su 5 miliardi di barili di greggio e gas scoperti nei suddetti giacimenti d’alto mare siti a oltre 7.000 metri di profondità. Il colosso petrolifero pagherebbe tali diritti con parte dei proventi del collocamento azionario, mentre il governo, che già controlla il 40% del gruppo e punta a raggiungere quota 62, sarebbe tra i primi acquirenti delle nuove azioni.
Lula ha anche approvato la parte più controversa dell’accordo di capitalizzazione, permettendo ai piccoli azionisti di investire, fino al 30%, nel Fundo de Garantia por Tempo de Serviço (FGTS), un fondo di assicurazione sociale, la cui principale fonte è costituita dai depositi dei datori di lavoro, finalizzato a sostenere gli operai che lavorano nella società petrolifera.
Il piano prevede la vendita a Petrobras da parte del governo dei diritti su 5 miliardi di barili di greggio e gas scoperti nei suddetti giacimenti d’alto mare siti a oltre 7.000 metri di profondità. Il colosso petrolifero pagherebbe tali diritti con parte dei proventi del collocamento azionario, mentre il governo, che già controlla il 40% del gruppo e punta a raggiungere quota 62, sarebbe tra i primi acquirenti delle nuove azioni.
Lula ha anche approvato la parte più controversa dell’accordo di capitalizzazione, permettendo ai piccoli azionisti di investire, fino al 30%, nel Fundo de Garantia por Tempo de Serviço (FGTS), un fondo di assicurazione sociale, la cui principale fonte è costituita dai depositi dei datori di lavoro, finalizzato a sostenere gli operai che lavorano nella società petrolifera.
mercoledì 23 giugno 2010
Importante piano strategico di Petrobras
Il presidente José Sérgio Gabrielli della società petrolifera Petrobras, colosso aziendale le cui azioni sono detenute in maggioranza dallo stato del Brasile e che si occupa di ricerca, estrazione, raffinazione, trasporto e vendita di petrolio, ha annunciato lunedì scorso il piano strategico aziendale dei prossimi cinque anni. Esso prevede un investimento di 224 miliardi di dollari entro il 2014 e il raddoppio della produzione entro il 2020, portandola in tal modo da 2,7 a 5,4 milioni di barili al giorno.
Attualmente Petrobras è la più grande azienda dell’America Latina, rientra nelle prime quindici compagnie petrolifere del mondo ed è presente in 28 Paesi. Gabrielli ha affermato che con questo importante investimento, che per il 95% ricadrà in terra brasiliana, Petrobras si prefigge di balzare nelle prime cinque più grandi aziende a livello globale.
Sono stati infatti scoperti nuovi giacimenti petroliferi vicino la costa del Brasile che si stima produrranno 100 miliardi di barili. Petrobras, a tal riguardo, ha affermato che spenderà 118,8 miliardi per l’esplorazione e il processo di produzione. Il colosso petrolifero brasiliano mira ad impossessarsi delle riserve di petrolio e gas naturale in posizione off-shore a una distanza di circa 300 chilometri dalla costa nella cosiddetta formazione geologica 'pre-salt' del bacino del Santos nei pressi di Tupi, il più importante giacimento di petrolio off-shore brasiliano che si stima essere la più grande riserva nel mondo dopo Kashagan.
Tali giacimenti rappresentano una sfida significativa dato che comportano la perforazione di uno strato di depositi salini di duemila metri fino ad una profondità di settemila metri sotto il livello del mare. Il progetto di Petrobras fa riemergere pertanto il fantasma del recente disastro nel Golfo del Messico. Gabrielli ha però rassicurato che rafforzerà le misure di sicurezza andando oltre a quanto finora è già stato fatto.
Attualmente Petrobras è la più grande azienda dell’America Latina, rientra nelle prime quindici compagnie petrolifere del mondo ed è presente in 28 Paesi. Gabrielli ha affermato che con questo importante investimento, che per il 95% ricadrà in terra brasiliana, Petrobras si prefigge di balzare nelle prime cinque più grandi aziende a livello globale.
Sono stati infatti scoperti nuovi giacimenti petroliferi vicino la costa del Brasile che si stima produrranno 100 miliardi di barili. Petrobras, a tal riguardo, ha affermato che spenderà 118,8 miliardi per l’esplorazione e il processo di produzione. Il colosso petrolifero brasiliano mira ad impossessarsi delle riserve di petrolio e gas naturale in posizione off-shore a una distanza di circa 300 chilometri dalla costa nella cosiddetta formazione geologica 'pre-salt' del bacino del Santos nei pressi di Tupi, il più importante giacimento di petrolio off-shore brasiliano che si stima essere la più grande riserva nel mondo dopo Kashagan.
Tali giacimenti rappresentano una sfida significativa dato che comportano la perforazione di uno strato di depositi salini di duemila metri fino ad una profondità di settemila metri sotto il livello del mare. Il progetto di Petrobras fa riemergere pertanto il fantasma del recente disastro nel Golfo del Messico. Gabrielli ha però rassicurato che rafforzerà le misure di sicurezza andando oltre a quanto finora è già stato fatto.
lunedì 8 marzo 2010
La brasiliana Petrobras è la quarta più grande impresa energetica al mondo
La maggiore impresa energetica brasiliana Petrobras, fondata nel 1953 e operante oggi a livello internazionale, è salita dal nono al quarto posto nella classifica delle 50 più grandi imprese energetiche mondiali, stilata annualmente dalla PFC Energy, società di consulenza energetica. La classifica è calcolata in base al valore di mercato delle imprese a fine anno e vede ai vertici la cinese PetroChina, la statunitense Exxon e l'australiana BHP Billiton.
Nel 2009 la Petrobras, società a partecipazione statale, ha aumentato la propria media di produzione di petrolio e gas naturale, con una crescita del 5,1% rispetto al 2008 (in particolare durante il 2008 sono stati prodotti 1.987.098 barili di petrolio al giorno e 50,981 milioni di metri cubici di gas naturale). La società possiede una consolidata esperienza pluriennale nell' esplorazione sottomarina per la ricerca del petrolio e ha recentemente trovato dei giacimenti al largo delle coste brasiliane, a più di 4000 metri di profondità. Le sue eccellenti abilità tecniche le valgono collaborazioni internazionali, tra cui l'ultima, la stipulazione di un accordo con la Turchia per l'esplorazione congiunta del Mar Nero.
Nel 2009 la Petrobras, società a partecipazione statale, ha aumentato la propria media di produzione di petrolio e gas naturale, con una crescita del 5,1% rispetto al 2008 (in particolare durante il 2008 sono stati prodotti 1.987.098 barili di petrolio al giorno e 50,981 milioni di metri cubici di gas naturale). La società possiede una consolidata esperienza pluriennale nell' esplorazione sottomarina per la ricerca del petrolio e ha recentemente trovato dei giacimenti al largo delle coste brasiliane, a più di 4000 metri di profondità. Le sue eccellenti abilità tecniche le valgono collaborazioni internazionali, tra cui l'ultima, la stipulazione di un accordo con la Turchia per l'esplorazione congiunta del Mar Nero.
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