Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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giovedì 10 novembre 2011

Sardegna e Brasile più vicini

Presentato sabato 29 ottobre, il progetto pilota “Sardegna Bahia: un nuovo modello socio economico di concorrenza al mercato” apre la strada a nuove prospettive.


Presentato nell’ambito dell’evento “Un abraço para o Brazil”, il progetto pilota “Sardegna Bahia: un nuovo modello socio economico di concorrenza al mercato” avvicina sempre più l’Italia, ed in particolare la Sardegna, al Brasile. Stando alle parole di Roberto Copparoni, referente area progetti dell’Organizzazione Non Governativa Amici Senza Confini, promotrice della manifestazione, “Abbiamo ritenuto di intervenire in quella specifica area del Brasile dove la convergenza di ben tre culture continentali, africana, sud americana ed europea, rende la prospettiva di azione assai interessante e per certi aspetti esclusiva”.
Il progetto “Sardegna-Bahia”, nato con l’obiettivo di non limitarsi all’esportazione di macchinari e capitali, ma anche di energia, esperienza, formazione e insegnamento, ha beneficiato anche del sostegno della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari; secondo la docente Annamaria Baldussi, da diversi anni impegnata nella tutela dei diritti umani e della cooperazione internazionale, “Il Brasile e la Russia, la Cina, l’India e, di recente acquisizione tra i grandi, il Sud Africa sono Paesi da considerarsi quasi dei continenti, non solo per l’ampiezza territoriale ma soprattutto per quella culturale intesa a 360°. […] Nonostante la grande crisi che anche il Brasile sta soffrendo, ha registrato, a fine 2010, una percentuale in termini di PIL così elevata da piazzarlo ai primi posti nella gerarchia mondiale”. Ad oggi il Brasile rappresenta l’unico Paese autonomo dal punto di vista delle risorse energetiche e la sua crescita è stata tale da portarlo ad avere una notevole importanza sulla scena internazionale e ad imporsi tanto sui mercati americani quanto su quelli europei. Ma se da un lato il Paese cresce a ritmi frenetici, dall’altro esiste ancora una profonda differenza tra la parte settentrionale più povera e quella meridionale più ricca. E proprio per ovviare a questo divario, è stato presentato il progetto “Sardegna-Bahia” inteso come un nuovo modello socio-economico di concorrenza al mercato, che prevede tra l’altro corsi di formazione in loco, borse di studio e l’allestimento di un centro di elaborazione dati per la gestione economica.

giovedì 24 giugno 2010

La candidata di Lula in testa alla corsa per le presidenziali

Secondo un recente sondaggio, la candidata alle prossime presidenziali Dilma Rousseff per il Partito dos trabalhadores ha superato, per la prima volta, il suo diretto avversario politico José Serra del Partito socialdemocratico, registrando il 40% delle intenzioni di voto contro il 35% dell’ex governatore di San Paolo. Inoltre, secondo tale sondaggio, la candidata Rousseff prevarrebbe su Serra anche nel ballottaggio per 45% a 38%. In coda resta invece con il 9% la candidata dei verdi Marina Silva, precedente Ministro per l’ambiente del governo di Lula, pur registrando un miglioramento rispetto alla previsione del mese di marzo che la dava all’8%. Il sondaggio, che considera un campione di più di 2000 persone intervistate dal 19 al 21 giugno, è stato realizzato dall’agenzia Ibope per conto di Confindustria.
Il dato è significativo soprattutto se lo si confronta con quello rilevato nell’ultima inchiesta del mese di marzo realizzata dalla stessa agenzia che dava il candidato Serra in testa con il 38% delle intenzioni di voto contro il 33% della Rousseff.
Secondo gli analisti, i consensi alla Rousseff sono dovuti all’appoggio che Lula, la cui popolarità resta a livelli record intorno all’85%, ha manifestato in più occasioni pubbliche alla candidata del Partito dos trabalhadores. Dal sondaggio, difatti, risulta che il 73% degli intervistati riconosce nella candidata il successore del presidente Lula.

lunedì 7 giugno 2010

Lula punta alle presidenziali del 2014 e al premio Nobel per la pace

Il presidente brasiliano Lula da Silva, in una recente intervista con la televisione Bandeirantes, ha dichiarato di considerare seriamente la terza candidatura per la corsa alle presidenziali del 2014, anno in cui il Brasile ospiterà i mondiali di calcio.
Lula, il cui mandato scade il primo gennaio 2011, non ha intenzione di correre alle prossime presidenziali d'ottobre, per le quali sono candidati Dilma Rousseff per il Partito dos trabalhadores, Josè Serra per il Partito socialdemocratico (appaiati col 37% delle intenzioni di voto, secondo il più recente sondaggio elettorale elaborato dall'istituto Ibope) e Marina Silva per il Partito verde (staccata con solo il 9% delle intenzioni di voto secondo l'Ibope), bensì intende lavorare per rafforzare la posizione economica e politica dei paesi dell'America Latina, dell'Africa e del Caribe, secondo quanto lui stesso ha promesso il 2 giugno scorso a Brasilia nel suo discorso di chiusura di fronte alla platea della Comisiòn Econòmica para America Latina y el Caribe (Cepal). In questa occasione, il presidente Lula ha fatto un'analisi dell'andamento economico dell'America Latina sottolineando come la crisi finanziaria mondiale scoppiata nel 2008 abbia avuto un impatto minore nei paesi dell'America del Sud che, come il presidente brasiliano afferma, "ha ripreso nelle sue mani la capacità di essere padrona del proprio destino dopo gli anni delle dittature militari".
Il presidente Lula, inoltre, è un serio candidato al premio Nobel per la pace, come ha affermato Rubens Ricupero - ex ambasciatore brasiliano a Washington.

giovedì 25 marzo 2010

Lula auspica continuità per i prossimi governi

Durante un recente discorso il Presidente del Brasile si è detto fiducioso nei prossimi Governi alla guida del Paese, affermando che confida nella continuità delle politiche che sono state intraprese negli ultimi anni. Per questo motivo il 29 marzo Lula lancerà la seconda edizione del Piano di Accelerazione della Crescita (PAC 2), in modo da garantire al suo successore dei progetti già avviati. Il Presidente ha inoltre criticato la stampa, accusandola di riportare unicamente notizie che screditano il Governo, senza menzionare alcuna delle misure sociali intraprese. Affrontando la questione dell'economia del Paese, Lula ha dichiarato che devono essere compiuti grandi sforzi per mantenere la situazione di sufficiente stabilità che il Brasile ha faticosamente raggiunto e che non vanno perciò sottovalutate problematiche come l'inflazione.