Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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giovedì 28 febbraio 2013

Export alimentare: slalom tra le norme in Brasile

I produttori italiani in difficoltà ad esportare nei paesi Bric a causa dell’articolato sistema normativo.

I gusti alimentari delle economie emergenti stanno cambiando rapidamente e il cibo made in Italy è ormai diventato per molti uno status. Le difficoltà per i produttori italiani a raggiungere questi paesi aumentano non sono però poche, anzi. Certificazioni, documenti di salubrità degli stabilimenti produttivi, etichettature obbligatori si sono, negli ultimi anni, moltiplicati. I principali ostacoli all’export sono i sistemi di autorizzazioni frammentari (federali, statali e municipali), le restrizioni sanitarie introdotte senza adeguato preavviso, gli alti tassi di corruzione interna e le carenze dei canali distributivi, spesso insufficienti a garantire appropriati livelli di conservazione e trasporto dei prodotti alimentari.
Caso esemplificativo, il Brasile. Qui servono dichiarazione doganale, fattura proforma e quella commerciale. Di quest’ultima ne servono 2-3-5 copie (a seconda delle fonti di riferimento), possibilmente in portoghese (in alternativa francese, spagnolo, inglese) che descrivano dettagliatamente la merce, il Paese di acquisizione e di origine. La mancanza di un testo di riferimento ufficiale e la presenza di zone franche come Manaus Amazonas in cui i requisiti possono variare, complica ulteriormente le operazione di esportazione. Complessa è poi la normativa sulle etichette, in particolare in riferimento al calcolo energetico dei valori nutrizionali, che non possono essere arrotondati. Ulteriori restrizioni per alcuni prodotti particolari, come i salumi, per cui è richiesto un processo di cottura o di stagionatura superiore ai 10 mesi, che, di fatto, solo il Prosciutto di Parma e il San Daniele riescono a rispettare.

venerdì 18 gennaio 2013

Il Brasile promuove le esportazioni

Il Piano Nazionale di promozione della Cultura di Esportazione (PNCE), dopo un anno di attività, regala buoni risultati.

Il Brasile appare sempre più proiettato verso il commercio estero e tra le varie misure in tal senso, c’è anche quella di formare la propria classe imprenditoriale. Nel 2012, per incrementare l’export, ha avviato il Piano Nazionale di promozione della Cultura di Esportazione che, ad un anno di attività, ha soddisfatto le aspettative del Ministero dello Sviluppo, dell’industria e del commercio estero (MDIC). "La partecipazione degli Stati è stata molto buona e dovrebbe continuare quest'anno. Anche coloro che non hanno il profilo delle esportazioni hanno mostrato interesse ad aumentare la base di esportazione, dare formazione un gruppo di tecnici e portare le informazioni agli imprenditori locali ", ha spiegato il Segretario del Commercio Estero del MDIC, Tatiana Lacerda Prazeres. In un anno sono state intraprese 254 attività quali corsi di formazione, workshop, seminari, consulenze tecniche, eventi nazionali ed internazionali, che hanno coinvolto 24 Stati. Per ognuno di essi sono stati selezionati i settori strategici e quindi intraprese azioni mirate.
Cultura di esportazione, conoscenza commerciale e competitiva, contesto imprenditoriale, diversificazione e qualificazione delle esportazioni, promozione commerciale sono le parole chiave del piano. Le azioni, previste fino al 2015, sono rivolte ai dirigenti pubblici, agli imprenditori di piccole e medie imprese ad ai professionisti del commercio estero.

mercoledì 14 novembre 2012

Arance: stop alle esportazioni in Europa

A causa di problemi fitosanitari, il Brasile decide di sospendere l’esportazione delle arance in UE.

La presenza nelle partite di agrumi di muffa nera e altri patogeni ancora sconosciuti alle colture europee sono all’origine della decisione del governo brasiliano. Le fitopatie sono state riscontrate puntualmente negli ultimi anni nei controlli doganali europei e hanno indotto la Commissione Europea a segnalare il problema al governo carioca che non ha però preso alcun provvedimento. Anzi. L'organizzazione agricola spagnola Ava-Asaja, lo scorso luglio ha denunciato negli agrumi brasiliani un aumento di 10 volte dei patogeni tra il 2010 e il 2012. Nel contempo ha inviato una richiesta formale alla Commissione UE per la sospensione di tutte le importazioni finchè il Brasile non risultasse in grado di garantire condizioni fitosanitarie ottimali alle partite di arance. Il paese carioca non riuscendo ad adeguare i propri standard sanitari a quelli richiesti dall’Europa ha deciso quindi di interrompere  il commercio. Ma i problemi con le arance brasiliane non sono nuovi. A febbraio gli Stati Uniti hanno sospeso le importazioni del succo concentrato, di cui il Brasile detiene il primato di produzione, a causa della quantità di fungicidi rilevata nell’agrume. A nulla è valsa la dichiarazione dell'Environmental Protection Agency secondo cui il fungicida risulta pericoloso per la salute umana in concentrazioni molto più elevate (circa 7 volte quelle rilevate nella bibita brasiliana), il governo federale è stato irremovibile.

giovedì 5 luglio 2012

Brasile: cresce il mercato dei beni di lusso

A fronte di un’economia nazionale in difficoltà, la vendita di vino e gioielli non conosce crisi.

Sebbene proprio in questi giorni il governo brasiliano abbia varato un pacchetto di misure per scongiurare la recessione economica, il mercato del lusso non sembra avvertire la crisi. Anzi. Nel corso del 2011 ha registrato una crescita del 20% che non sembra arrestarsi nemmeno nel primo trimestre del 2012.
Nei luxury shopping mall, centri commerciali specializzati nel lusso, i grandi marchi internazionali possono contare su una visibilità di cui non  godrebbero in altri  mercati, come quello cinese, in forte espansione ma già saturi. Nonostante gli elevati dazi doganali che ne incrementano il prezzo finale, Champagne, anelli di diamanti e orologi di Cartier  sono tra i prodotti più richiesti dagli amanti dello shopping brasiliani.
Le principali città che si riconfermano meta di brand internazionali sono San Paolo e Rio de Janeiro in cui, alla fine dello scorso anno era concentrato rispettivamente il 70% ed il 25% del mercato nazionale. Il primato di San Paolo, la più popolosa città dell’Emisfero Australe, è garantito dal Quadrilàtero do luxo formato dai grandi centri commerciali di  Iguatemi, Cidade Jardim, Morumbi Shopping, Rua Oscar Freire in cui è concentrata la vendita del 95% dei beni di lusso brasiliani.

martedì 3 luglio 2012

Bilancia commerciale positiva

Surplus di 389 milioni di dollari nel saldo della bilancia commerciale del Brasile.

Nella terza settimana del mese di giugno il saldo della bilancia commerciale del Brasile ha raggiunto un +389 milioni di dollari dato dalla differenza tra i 5,049 miliardi di dollari di esportazioni e i 4,660 miliardi di dollari di importazioni.
Un ottimo risultato se si considera che nel complesso dall’inizio dell’anno il surplus della bilancia commerciale ha raggiunto i 6,330 milioni di dollari. Se in generale la media giornaliera nelle esportazioni fino alla terza settimana del mese di giugno si è aggirata intorno ai 1,006 miliardi di dollari, il dato risulta inferiore rispetto ai 1,128 miliardi di dollari di esportazioni registrate nel mese di giugno dello scorso anno. Come sottolineato dal Ministero, in particolare la diminuzione della media giornaliera rispetto al 2011 ha riguardato tre categorie di prodotti: di base, semilavorati e manufatti.
Al contrario le importazioni sono aumentate del 9% nel corso delle prime tre settimane del 2012.

venerdì 8 giugno 2012

Saldo positivo in maggio

Record di esportazioni nel mese di maggio in Brasile.

Record di valore del flusso commerciale per il mese: si tratta del mese di maggio 2012, mese in cui il flusso commerciale ha raggiunto la cifra di 43,5 miliardi di dollari, sorpassando quello registrato nello stesso periodo lo scorso anno (42,9 miliardi di dollari). Stando infatti ai dati relativi all’import/export brasiliano, è stato possibile constatare che le esportazioni brasiliane hanno registrato livelli record lo scorso maggio, attestandosi a 23,2 miliardi di dollari contro i 20,3 miliardi di dollari relativi alle importazioni del Paese. Un saldo commerciale positivo pari a 2,9 miliardi di dollari, un surplus superiore a marzo (2 miliardi di dollari).
Nel corso della conferenza stampa organizzata al fine di analizzare i dati relativi alla bilancia commerciale, Alessandro Teixeira, il Segretario Esecutivo del Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero (MDIC) ha precisato che la crescita dell’export del Brasile rientra all’interno degli obiettivi fissati per i primi cinque mesi e ha commentato "Avremo una crescita delle esportazioni e del surplus. Questo è ciò che cercheremo di raggiungere. Nella seconda metà di quest'anno, ci aspettiamo anche una migliore performance delle esportazioni brasiliane, ma è necessario appurare se la crisi internazionale non sia destinata ad aggravarsi".

giovedì 10 maggio 2012

Rapporti Brasile/Argentina

Calano le esportazioni brasiliane verso l’Argentina.

Diminuisce l’export del Brasile verso l’Argentina nel mese di aprile: stando ai dati ufficiali le esportazioni sarebbero calate del 30% se paragonate con i dati relativi allo stesso mese del 2011. La ragione principale di questa battuta d’arresto è rappresentata dalle barriere all’ingresso delle merci poste dall’Argentina lo scorso febbraio. Una diminuzione delle vendite brasiliane che sta interessando numerosi settori e mostra un andamento crescente: lo scorso mese di marzo infatti l’export verso l’Argentina aveva registrato un calo del 22% rispetto all’anno precedente. Stando a quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio Superiore di Commercio Estero della Federazione delle Industrie di San Paolo (Fiesp), Rubens Barbosa, “Vogliono evitare che il surplus della bilancia commerciale vada al disotto dei 5 miliardi di dollari, per non avere quei problemi con i conti con l’estero che il Brasile ha avuto negli anni ‘80”. Una situazione critica per gli imprenditori brasiliani che vedono calare le proprie vendite in Argentina in modo costante da diversi mesi.

giovedì 12 aprile 2012

Boom di esportazioni

Resi noti i dati relativi alle esportazioni: il saldo della bilancia commerciale è positivo.

Il Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero (MDIC) ha reso noti i dati relativi alla bilancia commerciale del Brasile: da gennaio a marzo è stato registrato un surplus di 2,440 miliardi di dollari visto che le esportazioni hanno raggiunto la cifra di 55,080 miliardi di dollari, mentre le importazioni di 52,640 miliardi di dollari.
Dati importanti, al cui raggiungimento hanno contribuito in modo rilevante gli Stati Uniti: nel primo trimestre del 2012 infatti le vendite di prodotti del Brasile negli USA sono aumentate di quasi il 40% grazie al recupero del dinamismo dell’economia nordamericana.
Nel dettaglio stando a quanto precisato dal Segretario del Commercio Estero, Tatiana Prazeres, gli USA hanno acquistato più prodotti brasiliani nel mese di marzo, quando l’export verso gli States è aumentato del 40,34%, una crescita superiore persino a quella registrata dalla Cina. Sempre secondo il Segretario nel mese di marzo la differenza tra le importazioni e le esportazioni del Brasile ha raggiunto il valore di 2,019 miliardi di dollari, vale a dire il risultato più importante degli ultimi cinque anni per quanto riguarda il mese di marzo.
L’aumento delle esportazioni è stato determinato dall’andamento delle spedizioni di prodotti di base e manufatti e, nel dettaglio, i prodotti che maggiormente hanno influito sull’incremento sono stati il petrolio, la soya, le foglie di tabacco, la carne di pollo, l’olio e derivati, i veicoli da trasporto, gli aerei e lo zucchero raffinato.

venerdì 23 marzo 2012

L’interscambio commerciale

Aumenta l’interscambio commerciale tra il Brasile e il resto del mondo.

Nel corso del 2011 l’interscambio commerciale tra il Brasile e il resto del mondo ha registrato un aumento del 25% per un valore complessivo pari a 482,2 miliardi di dollari. L’export brasiliano nel 2011 è aumentato del 26,8% rispetto all’anno precedente, attestandosi sui 256 miliardi di dollari.
L’anno scorso la bilancia commerciale del Paese sudamericano ha chiuso i conti in attivo, segnando un disavanzo di 29,8 miliardi di dollari, contro i 20 miliardi di dollari del 2010. Un grande risultato per il Brasile, ottenuto soprattutto grazie all’incremento del prezzo medio delle materie prime agricole e minerali che ha subito un incremento del 33% rispetto al 2010. Meno rilevante invece l’apporto dell’industria manifatturiera, che ha risentito e risente fortemente dell’apprezzamento del Real, motivo questo di preoccupazione per le Autorità brasiliane che avrebbero preferito una maggiore incidenza dell’industria manifatturiera sulle esportazioni e quindi una minore dipendenza dalle materie prime.

venerdì 17 febbraio 2012

Deficit alle stelle

Un gennaio molto difficile per la bilancia commerciale brasiliana.

Stando ai dati resi noti dal Ministero dello Sviluppo, dell’Industria e del Commercio Estero brasiliano, nel mese di gennaio la bilancia commerciale ha registrato un saldo con il più pesante deficit degli ultimi due anni. Se sottoposto all’analisi mensile dei passati mesi di gennaio infatti il deficit rappresenta il più pesante non solo degli ultimi due anni, ma di sempre. Secondo le fonti del Ministero, nel mese di gennaio il saldo è stato negativo per 1,291 miliardi di dollari, il primo dato negativo dal 2010 quando il deficit aveva raggiunto i 181 miliardi di dollari, mentre nel mese di dicembre era stato registrato un surplus di 3,815 miliardi di dollari.
Un periodo difficile quindi per le vendite estere del Paese: nel mese scorso infatti mentre le importazioni hanno raggiunto un valore complessivo di 17,433 miliardi di dollari, le esportazioni sono state pari a 16,142 miliardi di dollari.
Tatiana Prazeres, la Segretaria al Commercio Estero del Ministero, non si è voluta sbilanciare in merito alle previsioni per il 2012, un anno che sicuramente sarà segnato dalla crisi internazionale, anche se ha affermato che la speranza è quella di ottenere gli stessi risultati del 2011.

venerdì 12 agosto 2011

Arredamento bio Made in Brazil

Il Brasile punta sull’innovazione in campo sostenibile: sono stati lanciati sul mercato internazionale nuovi materiali biologici derivanti da diverse specie vegetali quali la noce di cocco, la pupunha (tipo di palma) il bamboo, la canapa e recentemente anche il banano.

Il Brasile punta sull’innovazione in campo sostenibile. Negli ultimi anni hanno preso piede, nel paese carioca, diverse iniziative imprenditoriali improntare sull’utilizzo di nuovi materiali per la produzione di laminati, rivestimenti, arredamento e pallet.
I materiali più utilizzati sono la noce di cocco, la pupunha (tipo di palma) il bamboo, la canapa e recentemente anche il banano. Tali prodotti stanno riscuotendo un grande successo a livello internazionale per la loro natura biologica.
Dieci anni fa ho iniziato a sperimentare i prodotti fatti con l’endocarpo, la parte interna della noce di cocco, per la quale non c’è neanche la necessità di abbattere l’albero. Ora ho una società con 150 dipendenti e un fatturato cresciuto negli ultimi tre anni costantemente del 20-30%. Abbiamo rivenditori anche in Italia, in Germania e Spagna; la metà dei 4 milioni di mq di pannelli che realizziamo va all’estero dove la domanda cresce del 40% ogni anno” ha raccontato Eduardo Queiroz, fondatore della società Ekobe, produttrice di rivestimenti ricavati dalle noci di cocco.
Le coltivazioni biologiche brasiliane godono di un indice di crescita più elevato rispetto ad altre specie arboree e i materiali ricavati sono più leggeri del tradizionale legno e facili da trasportare.
Le produzioni stanno raggiungendo livelli industriali e, una buona parte sono già destinate all’esportazione, che coinvolge laminati, imballaggi e pallet, settore, quest’ultimo, che assorbe una buona fetta della domanda globale di legname.

venerdì 5 agosto 2011

Il Brasile sfida la Tailandia nell’esportazione di riso

I produttori di riso di Santa Catarina sono alla conquista del mercato sudafricano: “abbiamo identificato il Sudafrica come il mercato potenziale per l’esportazione del riso parboiled. Puntiamo a raggiungere consegne medie iniziali di 40 container al mese”, ha dichiarato Silva.

Il Brasile, e in particolare i produttori di Santa Catarina, stanno iniziando a esplorare il mercato del riso sudafricano. Tale mercato, in fase di espansione visto l’aumento della capacità d’acquisto della maggior parte della popolazione, è attualmente presidiato da imprese tailandesi.
Durante il convegno Rice African Outlook, che ha avuto luogo a Durban, in Sud Africa, Tarciano da Silva, rappresentante dell’associazione di esportatori di riso dello Stato di Santa Catarina, ha precisato che il Brasile rappresenta il maggiore produttore di riso del Sud America. L’esplorazione di tale mercato è iniziata nel 2009, con il patrocinio di Sindarroz, il Sindacato Das Industrias de Arroz do Estado de Santa Catarina.
Quarantadue stabilimenti per la lavorazione di riso si fino ad ora sono uniti con l’obiettivo di esportare il surplus della loro produzione al fine di mantenere alto il prezzo del riso sul mercato domestico.
Abbiamo identificato il Sudafrica come il mercato potenziale per l’esportazione del riso parboiled e questa settimana abbiamo concluso la prima consegna che ha coinvolto 18 dei nostri stabilimenti. Puntiamo a raggiungere consegne medie iniziali di 40 container al mese”, ha dichiarato Silva.
Il Sudafrica, in cui è pressoché assente la coltivazione del riso, rappresenta il terzo maggiore importatore di riso nel continente africano, dopo la Nigeria e la Costa d’Avorio e rappresenta un’ottima opportunità per le imprese brasiliane.

lunedì 1 agosto 2011

Esportazioni verso il Brasile: +15,8%

Il Brasile rappresenta un mercato in forte crescita che garantisce ottime opportunità di investimento per il Made in Italy. Secondo l’Annuario statistico 2011, presentato dall’Istat, l’export verso il Brasile è cresciuto del 15,8% e rappresenta il 3% del totale.

Il Brasile rappresenta un mercato in forte crescita che garantisce ottime opportunità di investimento. Le imprese italiane possono godere di un vantaggio competitivo dato dal marchio di provenienza Made in Italy, sinonimo di qualità, affidabilità dei prodotti e capacità di lanciare nuovi trend.
Secondo quanto emerge dall’Annuario statistico 2011, presentato dall’Istat, e dal Ministero dello Sviluppo economico, l’export italiano verso il Brasile è cresciuto del 15,8% durante l’esercizio 2010 e rappresenta il 3% del totale, mentre le importazioni sono aumentate del 23,4%.
Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo economico, ha precisato che l’esercizio 2010 è stato complessivamente «molto positivo per il nostro export. L'avanzata del made in Italy ha coinvolto i principali settori, a partire dai macchinari che restano la prima voce all'estero e sta proseguendo anche nel 2011. Nei primi cinque mesi l'export è balzato del 18 per cento, segno che le nostre aziende sono riuscite a intercettare la domanda mondiale».
I prodotti di maggior successo sono: gli accessori per autoveicoli, gli olii lubrificanti, le valvole a sfera, le macchine per imballaggi, le barche, gli elicotteri e la meccanica strumentale.
Il Brasile rappresenta un mercato estremamente importante per le Pmi italiane che possono sfruttare numerose opportunità di investimento, in particolare in occasione dei prossimi Mondiali di Calcio.

lunedì 4 luglio 2011

Brasile: aumento delle esportazioni nel 2011

L’AEB ha reso noti i dati relativi all’export nei primi mesi del 2011: le esportazioni di commodity sono aumentate del 39,1%.

L’Associazione del Commercio Estero del Brasile (AEB) ha reso noti i dati relativi all’export di commodity del Brasile. Secondo tali dati, da gennaio a maggio le esportazioni sarebbero aumentati del 39,1%.
Come chiarito dall’ICE, l'AEB non considera soltanto le “commodities classificate dal Ministero dello Sviluppo come “di base” ma prende in considerazione anche le commodity classificate come “semilavorati” e quelle che, in virtù del fatto che incorporano un certo processo di industrializzazione, vengono inquadrate nelle statistiche ufficiali come “manufatti””.
Nei primi tre mesi dell’anno, invece, le esportazioni di commodity hanno raggiunto il 71% del totale esportato (+4% rispetto allo stesso periodo del 2010). In particolare, i semilavorati sono aumentati del 30,9% i manufatti del 20,5% e i prodotti industriali a maggior valore aggiunti, del 15,1%.
Tra i manufatti troviamo: zucchero raffinato, combustibile, caffè solubile e alluminio in barre. Per quanto riguarda le importazioni, sono aumentate del 15,1% e riguardano solamente prodotti manufatti.

mercoledì 22 giugno 2011

Brasile: bilancia commerciale positiva

Dall’inizio dell’anno il surplus commerciale del Brasile ha raggiunto il valore di 10.514 miliardi di dollari: il 59,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2010.

L’ICE ha comunicato che dall’inizio dell’anno fino alla seconda settimana di giugno, il surplus commerciale brasiliano ha raggiunto il valore complessivo di 10.514 miliardi di dollari: il 59,4% in più rispetto allo stesso periodo nel 2010. In particolare, le esportazioni sono state di 103.353 miliardi di dollari a fronte di importazioni per un valore di 92.839 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda il mese di giugno, il surplus commerciale è stato di 896 milioni di dollari nella prima settimana, cifra che ha raggiunto i 1.959 nelle prime due settimane. In questo periodo le esportazioni hanno raggiunto un valore complessivo di 8.739 miliardi di dollari a fronte di importazioni pari a 6.780 miliardi di dollari.
Ciò dimostra che le esportazioni hanno largamente superato le importazioni e tale performance positiva sembra seguire un trend costante: l’industria brasiliana funziona a gonfie vele.

martedì 21 giugno 2011

Mobili “made in Italy” in Brasile

Toscana Promozione, in collaborazione con il Centro Sperimentale del mobile e dell’arredamento, lancerà, a breve, un progetto per l’internazionalizzazione delle imprese toscane operanti nel settore dell’arredamento.

Toscana Promozione, in collaborazione con il Centro Sperimentale del mobile e dell’arredamento di Poggibonsi (Csm), lancerà, a breve, un progetto a favore dell’internazionalizzazione delle imprese toscane operanti nel settore del mobile e dell’arredamento.
Toscana promozione è l’agenzia ufficiale per la valorizzazione e la promozione della competitività dell’economia della Regione sui mercati internazionali che ha come obiettivo la creazione di opportunità di business in tutto il mondo.
Tale progetto mira a favorire un incontro diretto con le imprese interessate e a favorire gli scambi commerciali con il mercato brasiliano. Il progetto avrà la durata di mesi sei e si articolerà in analisi di mercato, workshop e incontri bilaterali con gli operatori verdeoro. I partecipanti avranno la possibilità di entrare in contatto con i potenziali clienti che, in un secondo momento, saranno chiamati in Toscana a visitare le aziende coinvolte.
Secondo alcune stime, in Brasile quasi il 2% dei consumi totali su base annuale sono destinati a mobili e complementi d’arredo e il target per il prodotti Made in Italy è rappresentato dalla classe di reddito che va dai 1.500 ai 3.000 dollari al mese, in particolare residente nel Sud-est, regione in cui le importazioni nel 2010 sono aumentate del 69%.

giovedì 16 giugno 2011

Agricoltura: cresce la produzione di soia, cereali e cotone.

L’agricoltura brasiliana va a gonfie vele e la Conab (National Commodities Supply Corporation), ente appartenente al dipartimento del ministero dell’Agricoltura, ha rivisto, al rialzo, le previsioni avanzate nel mese di maggio.

L’agricoltura brasiliana va a gonfie vele e la Conab (National Commodities Supply Corporation), ente appartenente al dipartimento del ministero dell’Agricoltura, ha rivisto, al rialzo, le previsioni avanzate nel mese di maggio. Il raccolto agricolo 2010/2011 ha beneficiato (e continuerà a beneficiare anche nei prossimi mesi), da un lato, di condizioni atmosferiche favorevoli e dall’altro, di una politica di aumento delle superfici coltivate del 3,8%: i terreni agricoli sono, attualmente, 49,1 milioni di ettari totali (contro di 47,4 milioni di ettari nel periodo 2009/2010).
Il dato di maggiore rilevanza riguarda il raccolto di soia, da poco conclusosi: le aziende agricole brasiliane hanno prodotto 75 milioni di tonnellate, segnando un aumento del 9,2% rispetto al raccolto 2009/2010. Tale risultato, da record, è dovuto, principalmente, all’aumento delle terre coltivate che hanno raggiunto 24,15 milioni di ettari. Ma non solo, anche cereali, semi oleosi e cotone sono stati rivisti al rialzo.
Le terre coltivate a cereali e semi oleosi sono passate da 47,4 milioni di ettari a 49,1 milioni di ettari e si prevede che il raccolto 2010/2011 raggiunga un volume totale di 161,5 milioni di tonnellate, segnando un aumento dell’8,2% rispetto al 2010.
La Conab ha previsto, altresì, che la produzione di cotone sarà superiore rispetto all’anno scorso, per un totale si 2,05 milioni di tonnellate a fronte di un aumento del 66% delle terre coltivate: “In Mato Grosso, i raccolti sono in fioritura, fruttificazione e maturazione, e hanno beneficiato del tempo favorevole, che, secondo le previsioni, resterà tale fino alla fine del raccolto, che sta per iniziare”, ha precisato in un comunicato la Conab.
In controtendenza, invece, la produzione di grano dovrebbe calare rispetto al raccolto 2009/2010 a causa della diminuzione dei campi coltivati del 4,3%: verranno raccolti circa 5,4 milioni contro 5,8 milioni di tonnellate dell’anno scorso.
Il Brasile, forte di un’agricoltura redditizia e prosperosa, potrà aumentare il volumi di esportazioni di generi agricoli nei prossimi mesi, in particolare per quanto riguarda le esportazioni di soia, di cui è il secondo maggior produttore mondiale, e si prospetta, altresì, un aumento del consumo interno.

martedì 14 giugno 2011

Calzature “made in Brasil”

Dal 18 al 21 giugno 2010 avrà luogo la fiera internazionale Expo Riva Schuh, una manifestazione dedicata al comparto calzaturiero di risonanza internazionale.

Dal 18 al 21 giugno 2010 avrà luogo la fiera internazionale Expo Riva Schuh, una manifestazione dedicata al comparto calzaturiero di risonanza internazionale. Parteciperanno all’evento anche sedici società brasiliane attraverso il programma di promozione all’esportazione Brazilian Footwear, promossa dall’Associazione Brasiliana delle Industrie di Calzature (Abicalçados). “Questa fiera, in quanto internazionale, accoglie buyer provenienti da vari Paesi, il che è un bene per gli espositori brasiliani, che hanno al possibilità di incontrare direttamente i clienti, controllare le loro collezioni in loco e conoscere gli acquirenti, ponendo così le basi per nuove prospettive di business” ha precisato Vivian Laube, Responsabile di Brazilian Footwear. “Stiamo scommettendo molto sull’Italia, perché crediamo che il Brasile possa essere un grande fornitore di calzature per le piccole e medie imprese del comparto. E abbiamo creato diversi meccanismi per essere presenti nella scelta dei compratori italiani” ha aggiunto la Laube.
La scorsa edizione ha riscosso un notevole successo: le diciotto aziende partecipanti hanno concluso contratti per un valore di 1,8 milioni di dollari.
L’industria delle calzature è un settore strategico per il Brasile: nel 2010 sono state esportate complessivamente 143 milioni di paia di scarpe (in aumento del 13% rispetto al 2009) per un valore di 1,48 miliardi di dollari. In particolare, nel primo trimestre del 2010 sono state esportate 49,4 milioni di paia di scarpe mentre nello stesso periodo del 2011 sono state esportate 32,7 milioni di paia per un valore complessivo di 356,7 milioni di dollari. Con riferimento ai dati del primo trimestre del 2011, l’Italia rappresenta il terzo maggiore acquirente di scarpe Made in Brazil con 1,8 milioni di paia importate per un valore totale di 31 milioni di dollari.

martedì 31 maggio 2011

Mato Grosso: verso la produzione biologica.

Il Governo del Mato Grosso do Sul e l’ABPO puntano alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari biologici  all’estero.

L’economia brasiliana va verso la diversificazione delle attività produttive e il governo del Mato Grosso do Sul, in collaborazione con l’ABPO (Associazione Brasiliana di Prodotti Organici) puntano sulla valorizzazione dei prodotti agroalimentari biologici, in particolare attraverso la promozione della carne biologica prodotta nella regione Pantanal all’estero.
Secondo alcuni dati della Fiems (Federazione delle Industrie del Mato Grosso do Sul), le esportazioni di prodotti lavorati dello Stato sono aumentate complessivamente del 65% nel primo bimestre del 2011 rispetto ai dodici mesi precedenti, in particolare per quanto riguarda carne, carta, cellulosa, zucchero e alcool, cuoio e pelle. L’Italia rappresenta un mercato importante per le esportazioni del Mato Grosso do Sul, essendo uno dei maggiori destinatari delle esportazioni.
Il Governo del Mato Grosso do Sul e l’ABPO hanno messo in atto una serie di iniziative volte alla promozione dei prodotti agroalimentari biologici in Italia: tra queste, un gruppo di imprenditori italiani ha avuto la possibilità di visitare alcune aziende operanti nel settore agroalimentare nella regione del Pantanal, la più grande zona umida al mondo,  e la carne è stata sottoposta ai controlli dalle autorità sanitarie italiane per rilevarne la qualità.

venerdì 6 maggio 2011

Brasile: maggiore esportatore di succo d’arancia.

La fusione tra Citrovita e Citrosuco darà origine a una nuova impresa, suscettibile di diventare il maggiore fornitore di succhi d’arancia al mondo.

I gruppi brasiliani Vototantim Participacoes SA e Fischer hanno annunciato la creazione di un’impresa comune nel settore della produzione di succo d’arancia, a partire dalle controllate Citrovita e Citrosuco. Con questa operazione verrà fondato il maggiore fornitore all’ingrosso di succhi d’arancia al mondo. La Commissione Europea Antitrust ha quindi aperto un’approfondita indagine per capire se tale fusione avrebbe causato problemi a livello di concorrenza all’interno dell’Unione Europea: la nuova azienda guadagnerebbe una forte di mercato non solo per quanto riguarda le esportazioni di succhi di frutta, ma anche i prodotti secondari quali l’essenza d’arancio. L’operazione è stata approvata e, come ha aggiunto Joaquin Almunia, responsabile della concorrenza e vicepresidente della Commissione Europea, “la Commissione, al termine di una valutazione minuziosa ed esaustiva sull’operazione prevista, ha acquisito la convinzione che la concorrenza resterebbe sufficiente e che i consumatori europei non subirebbero nessun effetto negativo”. Nonostante ciò, l’operazione di fusione è ancora in attesa dell’approvazione da parte dell’Antitrust brasiliano. Citrus e Citrovita posseggono sei impianti di produzione in Brasile e uno in Florida e otto terminali portuali in Brasile, Europa e Asia.