Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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lunedì 28 novembre 2011

Export di caffè

Risultato record delle esportazioni di caffè in Brasile.

CeCafé, il Consiglio degli Esportatori di Caffè del Brasile, ha reso noti i dati relativi al settore del caffè brasiliano: nel mese di ottobre 2011 l’export di caffè ha raggiunto un risultato impensabile per il periodo, registrando un aumento del 32,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un valore complessivo di 870,988 milioni di dollari, contro i 655,678 del 2010.
Dal mese di gennaio ad ottobre 2011 stando ai dati contenuti nel rapporto, le esportazioni di caffè sono cresciute del 61% in più rispetto ai primi dieci mesi dello scorso anno, raggiungendo i 7,017 miliardi di dollari e 27,35 milioni di sacchi. Tra i principali mercati importatori del caffè brasiliano si trova in testa l’Europa con una quota sul totale pari al 53%, seguita dall’America del Nord (24%), dall’Asia (17%) e dall’America del Sud (3%). Scendendo nel dettaglio è possibile notare che nella classifica dei Paesi che più hanno importato il prodotto dal Brasile, l’Italia si posiziona al terzo posto con il Giappone (con una quota pari all’8%), preceduta da Stati Uniti (21%) e Germania (19%).

lunedì 22 agosto 2011

Rallentamento della crescita economica brasiliana

L’economia brasiliana, pur mantenendo un trend positivo, crescerà più lentamente rispetto a quanto previsto all’inizio dell’anno. Le stime attuali si fermano al 3,7% contro il 4,5% dei mesi scorsi.

L’economia brasiliana ha subìto un rallentamento: nel mese di giugno l’indice dell’attività economica della Banca Centrale (IBC-Br) ha infatti segnato un calo dello 0,26% rispetto al mese precedente.
Gli economisti hanno dunque rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l’anno in corso a causa di diversi fattori: per quanto riguarda il contesto internazionale influisce negativamente l’instabilità dell’economica mondiale mentre per quanto riguarda i fattori nazionali, giocano un ruolo di primaria importanza l’inflazione, il mercato del lavoro e la spesa pubblica.
Le previsioni di crescita per l’anno in corso sono passate dal 4% al 3,7% e l’anno prossimo dovrebbe scendere al 3,5%, rispetto al 4,6% precedentemente stimato. Nel 2010 l’economia brasiliana ha raggiunto la crescita record del 7,5%, il risultato migliore degli ultimi 24 anni. Ma tale crescita ha portato con sé anche un forte aumento dei prezzi al consumo e, al fine di arginare l’inflazione, la Banca Centrale ha aumentato i tassi di interesse ben cinque volte dall’inizio dell’anno facendo salire il Selic dal 10,75% al 12,5%.
La lotta all’inflazione e il rilancio della spesa della classe media, motore del boom economico, rappresentano un punto cruciale per la crescita economica futura.

lunedì 1 agosto 2011

Esportazioni verso il Brasile: +15,8%

Il Brasile rappresenta un mercato in forte crescita che garantisce ottime opportunità di investimento per il Made in Italy. Secondo l’Annuario statistico 2011, presentato dall’Istat, l’export verso il Brasile è cresciuto del 15,8% e rappresenta il 3% del totale.

Il Brasile rappresenta un mercato in forte crescita che garantisce ottime opportunità di investimento. Le imprese italiane possono godere di un vantaggio competitivo dato dal marchio di provenienza Made in Italy, sinonimo di qualità, affidabilità dei prodotti e capacità di lanciare nuovi trend.
Secondo quanto emerge dall’Annuario statistico 2011, presentato dall’Istat, e dal Ministero dello Sviluppo economico, l’export italiano verso il Brasile è cresciuto del 15,8% durante l’esercizio 2010 e rappresenta il 3% del totale, mentre le importazioni sono aumentate del 23,4%.
Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo economico, ha precisato che l’esercizio 2010 è stato complessivamente «molto positivo per il nostro export. L'avanzata del made in Italy ha coinvolto i principali settori, a partire dai macchinari che restano la prima voce all'estero e sta proseguendo anche nel 2011. Nei primi cinque mesi l'export è balzato del 18 per cento, segno che le nostre aziende sono riuscite a intercettare la domanda mondiale».
I prodotti di maggior successo sono: gli accessori per autoveicoli, gli olii lubrificanti, le valvole a sfera, le macchine per imballaggi, le barche, gli elicotteri e la meccanica strumentale.
Il Brasile rappresenta un mercato estremamente importante per le Pmi italiane che possono sfruttare numerose opportunità di investimento, in particolare in occasione dei prossimi Mondiali di Calcio.

lunedì 13 settembre 2010

Prosegue l’ascesa dell’economia brasiliana

Nel primo trimestre di quest’anno, l’economia brasiliana è cresciuta del 9% rispetto allo stesso periodo del 2009. Si tratta del miglior ritmo di espansione registrato dopo la crisi finanziaria del 2008 e della variazione positiva più notevole della serie storica iniziata nel 1996.

Anche i risultati relativi al consumo delle famiglie sono molto positivi: quest’ultimo ha infatti registrato un aumento del 9,3% nel primo trimestre del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009; in relazione al quarto trimestre dell’anno precedente, l’aumento è stato dell’1,5% e, rispetto ai 12 mesi precedenti, del 6,0%.
Per quanto riguarda il settore industriale, si riscontra che: paragonato al primo trimestre del 2009, è cresciuto del 14,6%, confrontato con il quarto trimestre dello stesso anno, del 4,2% e, rispetto ai 12 mesi precedenti, è rimasto invariato.
Relativamente al settore dei servizi, l’incremento è stato del 5,9%, rispetto al primo trimestre 2009, dell’1,9%, rispetto al quarto trimestre e del 3,6% rispetto ai 12 mesi precedenti. Anche il settore agricolo è cresciuto: del 5,1% nel primo trimestre 2010, in confronto con l’inverno 2009, del 2,7% in relazione al quarto trimestre dello scorso anno, mentre si è verificato un calo del 3,3% rispetto ai 12 mesi precedenti. Anche la spesa pubblica ha registrato una buona espansione: nel 2010, sempre secondo gli stessi termini di paragone - primo trimestre 2009, quarto trimestre 2009 e 12 mesi precedenti - è incrementata, rispettivamente, del 2,0%, dello 0,9% e del 3,1%. Sul fronte estero, anche esportazioni e importazioni di beni e servizi sono aumentate: rispettivamente, del 14,5% e del 39,5% rispetto al primo trimestre 2009 e dell’1,7% e del 13,1% a fronte dell’ultimo quadrimestre dello stesso anno. I dati relativi alle importazioni attestano che in Brasile vi è una grande domanda di beni e servizi provenienti dall’estero e, conseguentemente, che il Paese continua a rappresentare un eccellente mercato per le aziende che prevedono attività di export.

giovedì 29 luglio 2010

Cifre record per importazioni (+44,7%) ed esportazioni (+26,5%)

Secondo i dati resi noti lunedì 26 luglio dal Ministero brasiliano dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero (MDIC), la somma di esportazioni e importazioni ha raggiunto i USD 196,768 miliardi (fino ad oggi) registrando un incremento del +34,6% rispetto alle vendite e gli acquisti esteri nello stesso periodo dell'anno passato (USD1,044 miliardi).
Le esportazioni brasiliane, da gennaio a luglio di quest'anno, sono pari a USD 103 miliardi, con un aumento del +26,5% rispetto allo stesso periodo del 2009.
Le importazioni hanno raggiunto la cifra di USD 93,7 miliardi – il +44,7% sopra la media dell'anno scorso.
Il saldo della bilancia commerciale dell'anno ha raggiunto i USD 9,364 miliardi, con una media giornaliera di USD 66,9 milioni (lo scorso anno era USD 119,4 milioni).
La crescita delle vendite all'estero di prodotti semilavorati, di materie-prime e di manufatti ha portato ad un aumento delle esportazioni nel mese di luglio fissando il valore a USD 13,879 miliardi (+32,8% superiore alla media giornaliera del 2009).
Per quanto riguarda le importazioni, nel mese di luglio esse hanno raggiunto i USD 12,394 miliardi – con una media giornaliera di 49,3% superiore al mese di luglio dello scorso anno. Una crescita dovuta all’acquisizione di prodotti siderurgici, gomme, apparecchi elettronici, attrezzature meccaniche, carburanti e lubrificanti, automobili e loro componenti e materie plastiche.

giovedì 17 giugno 2010

Calo delle vendite nel mese di aprile

L’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatìstica (IBGE), l’agenzia responsabile per le informazioni statistiche, geografiche, cartografiche, geodetiche e ambientali nel Brasile, ha pubblicato ieri i risultati dell’indagine sull’andamento delle vendite in Brasile relative al mese di aprile.
L’indagine rivela dati inaspettati segnando un calo delle vendite al dettaglio del 3% rispetto al mese precedente. Lo studio prende in esame il volume delle vendite rispetto a dieci prodotti: si mantiene stabile la vendita di prodotti per la casa quali elettrodomestici e mobili (0.0%); si registra invece un calo della vendita di prodotti editoriali quali libri, riviste, giornali e articoli di cartoleria (-0.2%), di prodotti alimentari e di tabacco (-0.7%), di articoli ortopedici, di profumeria e di prodotti farmaceutici (-0.9%), di materiali di costruzione (-0.9%), di carburanti e lubrificanti (-2.0%), di prodotti e di attrezzature d’ufficio quali computer (-10.5%) e un calo ancora maggiore nelle vendite dei veicoli e dei relativi accessori (-11.7%); infine, solo due tipologie di prodotti registrano un andamento di crescita delle vendite, vale a dire gli articoli d’uso domestico e personale (+2.5%) e le calzature e i prodotti d’abbigliamento (+2.2%).
Confrontando i dati con quelli dell’aprile del 2009, il volume delle vendite è cresciuto complessivamente del 9.1%, percentuale più bassa rispetto a quanto era stato previsto (10.1%), e si individua la crescita maggiore nella vendita di elettrodomestici e mobili (22.7%). L’IBGE ritiene che la crescita in questo settore sia connessa ai Mondiali di calcio che il Brasile ospiterà nel 2014 e sottolinea, a tal proposito, la crescente richiesta di credito registrata negli ultimi mesi.

venerdì 11 giugno 2010

Il pericolo di surriscaldamento dell’economia brasiliana fa alzare i tassi d’interesse

La crescita repentina del prodotto interno lordo carioca, nel primo trimestre del 2010, è la più veloce negli ultimi quindici anni (9%) e rischia pertanto di surriscaldare l’economia del Brasile, costringendo il Banco Central do Brasil ad aumentare, per limitare l’inflazione, il tasso di riferimento di altri 75 punti base, ripetendo così ciò che aveva fatto a fine aprile e portandolo in tal modo dal 9,5% al 10,25%.
L’intento è quello di mantenere l’inflazione al target annuo fissato dal governo al 4,5%, che a partire da quest'anno è stato superato ogni mese, pur avendo registrato un lieve abbassamento da aprile (5,26%) a maggio (5,22%) confermando le giuste direzioni in cui vanno le politiche adottate dalla banca centrale brasiliana.
Come la crisi europea può aiutare a contenere l'inflazione rallentando la crescita mondiale e abbassando i prezzi delle commodities, il Brasile sta lavorando ad abbassare la domanda interna, afferma Jankiel Santos, capo economista presso il Banco Espirito Santo de Investimento.

venerdì 28 maggio 2010

La crescita troppo rapida del Brasile desta preoccupazione

L'inizio del 2010 ha visto crescere il Brasile a ritmi cinesi superando le pur positive previsioni del Fondo Monetario Internazionale che stimavano per il Paese sudamericano un rialzo del 4.7 % nel 2010. E' proprio il direttore del fondo, Dominique Strauss-Kahn, ad annunciare martedì scorso a Sao Paulo, nella sua prima tappa del tour in America Latina, una crescita che con grande probabilità potrà arrivare al 7%.
Gli investimenti dall’estero, difatti, stanno affluendo nel paese a ritmo deciso, soprattutto nel settore immobiliare, in quello delle infrastrutture e in quello dei servizi. Ciò è dovuto anche agli eventi internazionali che si svolgeranno in Brasile tra il 2014 (anno in cui si svolgerà la Coppa del Mondo) e il 2016 (anno dei Giochi Olimpici a Rio de Janeiro).
Tale crescita economica, tuttavia, si sta presentando a ritmi troppo rapidi causando difficoltà di gestione, da tempo preannunciate dagli osservatori internazionali, come dimostra la crescita del tasso d’inflazione al di sopra del target del 4,5% fissato dal governo come soglia massima di controllo.

mercoledì 5 maggio 2010

In Brasile entrate da record

L’aumento della produzione industriale, della massa salariale e delle vendite - dirette conseguenze della ripresa economica - hanno portato le entrate federali al livello record di 59,4 miliardi di reais, 25,8 miliardi di euro circa, nel mese di marzo. I dati resi noti dal Ministero delle Finanze brasiliano verso la fine di aprile mostrano che le entrate sono incrementate del 6,08% nel mese in questione. Durante il primo trimestre dell’anno in corso, state riscosse imposte per un valore di 187,2 miliardi di reais (circa 81,3 mld in euro), l’11,01% in più rispetto allo stesso periodo del 2009.
Dall'autunno dello scorso anno le entrate stanno aumentando ogni mese: “da ottobre, stiamo battendo record su record nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente. A novembre è successo lo stesso, a dicembre anche e così via fino a marzo”, ha affermato Victor Augusto Lambert, coordinatore generale degli Studi, Previsione e Analisi delle Entrate.
Tra i tributi con una percentuale di riscossione molto elevata nel primo trimestre dell’anno, vi è il Contributo per il Finanziamento della Sicurezza Sociale (Cofins) e il programma di Integrazione Sociale (PIS-PASEP), due degli indicatori più significativi dell’attività economica. Tra gennaio e marzo, sono stati riscossi 40,7 miliardi di reais (circa 17,7 mld in euro) grazie a questi due tributi, contro i 33,6 miliardi di reais (circa 14,6 miliardi in euro) dello stesso periodo del 2009, una differenza di 7,1 miliardi reais (circa 3,1 mld di euro) influenzata, tra l’altro, dall’aumento dell’11,9% delle vendite. Il Fondo di previdenza sociale è passato da 47,5 miliardi di reias (circa 20,6 mld in euro) a 51,7 miliardi di reais (circa 22,5 miliardi in euro), 4,2 miliardi di reais (circa 1,8 mld in euro) in più rispetto al trimestre precedente. Tali risultati, secondo Lambert, vanno attribuiti a diversi fattori e, tra questi, vi sarebbero l’aumento della massa salariale, l’incremento della produzione industriale e del volume generale delle vendite. Per quanto riguarda la massa salariale, la crescita, rispetto all’anno scorso, è stata del 18,40% relativamente a marzo e del 17,20 nel primo trimestre del 2010 rispetto al 2009, mentre il volume generale delle vendite è aumentato, rispettivamente, del 13,6% dell’11,9%.

venerdì 9 aprile 2010

L’IBGE tira le somme sullo stato dell’economia brasiliana

Secondo i dati dell’IBGE, l’istituto di statistica brasiliano, lo scorso anno il PIL del Brasile ha registrato una variazione negativa dello 0,2% rispetto al 2008.
Negli ultimi anni il tasso di crescita che prende in esame 12 mesi consecutivi ha accelerato fino a raggiungere l’apice del 6,6% nel terzo trimestre del 2008. Successivamente si è verificato un rallentamento, fino ad arrivare al –1,0% nel terzo trimestre dello scorso anno e al –0,2% nel quarto.
Per quanto riguarda il settore agricolo e quello dell’allevamento, la diminuzione (-5,2%) è stata causata dalla riduzione di colture importanti, come il grano, il mais, il caffè e la soia (rispettivamente -16%, -13,5%, -12,8% e –4,8%).
Relativamente all’Industria tutte le attività hanno subito una diminuzione (-5,5%), la più grave si è registrata nell’industria della trasformazione (-7,0%) e nei servizi ad essa connessi: commercio all’ingrosso e al dettaglio (-1,2%) e trasporti, immagazzinamento e servizi postali (-2,3%). Anche il settore della costruzione civile è calato parecchio (-6,3%).
In merito al settore dei servizi (2,6%), i risultati sono stati particolarmente positivi per: intermediazione finanziaria e assicurazioni (6,5%), servizi di informazione (4,9%), amministrazione, salute ed educazione pubblica (3,2%) e servizi immobiliari e locazioni (1,4%).
Sul fronte della domanda, il commercio con l’estero ha perso peso: le esportazioni hanno registrato un calo del 10,3% e le importazioni dell’11,4%. La domanda interna invece è cresciuta, in particolare, la spesa del consumo delle famiglie è salita del 4,1% nel 2009: si tratta del sesto anno consecutivo di aumento.
Il tasso di investimento dello scorso anno è stato del 16,7% del PIL, il più basso dal 2006 (16,4%), mentre il tasso del risparmio ha raggiunto il 14,6% del PIL, il più basso dal 2001 (13,5%).
Con la variazione del PIL e la crescita dello 0,99% della popolazione residente, anche il PIL pro-capite si è abbassato dell’1,2%, attestandosi a 16.414 Reais (circa 6.840 Euro).