Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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venerdì 29 giugno 2012

La siccità colpisce il Brasile

Perdite per oltre 10 miliardi di Reais: questi i danni provocati dalla siccità.

Nel corso del secondo trimestre del 2012 la siccità continua a contribuire alla diminuzione del Prodotto Interno Lordo Brasiliano: se nel Nordest del Paese i comuni in situazione di emergenza hanno raggiunto quota 996, nel Rio Grande do Sul le condizioni della popolazione non sono così gravi, ma è l’industria a subire i danni maggiori stimati in oltre 16 miliardi di Reais (pari a circa 6,4 miliardi di Euro).
Stando a quanto dichiarato da Betinho Rosado, Segretario dell’Agricoltura dello Stato del Rio Grande do Norte, per il quale le perdite sono stimate in circa 2,2 miliardi di Euro, “La produzione in natura, che è stata seriamente danneggiata, rappresenta il 6% del nostro PIL, che è equivalente a 25 miliardi di Reais (quasi 10 milioni di euro). Però, se consideriamo anche la trasformazione dei prodotti di base, come ad esempio il formaggio, lo yogurt e l’alcol, la percentuale diventa del 35%”.
Situazione difficile anche negli altri Stati brasiliani: l’economia del Pernambuco ha registrato un danno pari a circa 400 milioni di Euro a causa della siccità e nel Paranà la siccità ha già causato danni per 3,8 miliardi di Reais.

lunedì 23 aprile 2012

Cresce l’IBC-Br

Aumenta l’indice di attività della Banca Centrale.

Contro ogni aspettativa nel primo trimestre del 2012 è aumentato l’indice di attività della Banca Centrale, noto come IBC-Br, considerato come una sorta di anticipazione dell’andamento del Prodotto Interno Lordo del Paese. Persiste una riduzione dell’attività economica viste le difficoltà presentate dal comparto industriale, ma il risultato è migliore rispetto alle aspettative.
Secondo gli esperti solo nei prossimi mesi si potrà determinare se la crescita del Brasile si manterrà superiore al 3,5% nel 2012, fatto che il Governo si augura, ma che stando a quanto riportato dagli studiosi potrebbe non verificarsi visto che al momento l’economia brasiliana è fortemente sostenuta dalla spesa dei consumatori. Se si considera il mese di gennaio infatti le vendite dei punti vendita al dettaglio sono incrementate del 2,6% secondo i dati resi noti dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE). La relazione economica della Banca sottolinea “Pensiamo che nei prossimi mesi le vendite al dettaglio continueranno a registrare tassi di crescita importanti, rispondendo positivamente ai vari incentivi in vigore in questo momento, come la riduzione dei tassi di interesse, agevolazioni fiscali e autorizzazioni all’uso del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per l’acquisto dei materiali da costruzione”.

lunedì 26 marzo 2012

Incontro tra i Paesi BRICS

Il prossimo 29 marzo si terrà in India un incontro tra i Paesi cd. BRICS.

Un acronimo creato nel 2001 da Jim O’Neill, l’economista di Goldman Sachs: da allora i Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) hanno sconvolto l’economia mondiale e si preparano a discutere la loro situazione in occasione dell’incontro che si terrà il prossimo 29 marzo a Nuova Delhi, a cui parteciperà anche il Sudafrica incluso nel gruppo nel 2011. L’incontro, che verrà preceduto da una riunione dei ministri del Commercio dei cinque Paesi in programma per il 28 marzo, avrà come obiettivo il rafforzamento e l’ampliamento dei legami tra questi Paesi al fine di accrescere il loro peso nello scacchiere della politica mondiale. Come ha evidenziato Tiberio Graziani, presidente dell'Istituto di Alti studi in geopolitica e scienze ausiliarie (Isag) «I cinque hanno preso posizione sui temi della sicurezza internazionale, come il terrorismo e l'andamento del conflitto in Libia, hanno votato per il riconoscimento della Palestina in ambito Unesco e richiesto la riforma del Consiglio di sicurezza dell'Onu».
I Paesi BRICS valgono ormai quasi il 20% del Pil mondiale e ospitano il 42% della popolazione dell’intero pianeta. Come sottolineato da Philip Pool, responsabile macroeconomia globale e strategie di investimento di Hsbc Global Asset Management, «Cina e India stanno rallentando, ma il loro ritmo di crescita sarà comunque più forte di quello dei Paesi sviluppati. Brasile e Russia stanno beneficiando della forte domanda interna e Mosca trae vantaggi anche dagli alti prezzi del petrolio». Andrea Goldstein, senior economist dell'Ocse, ha aggiunto «Ciascuno di questi dovrà affrontare una sfida: l'India è la più povera e quindi ha un potenziale di crescita maggiore. Uno degli assi nella manica sarà la scommessa sul tasso di urbanizzazione. La Cina deve invece ridurre la dipendenza dalla domanda mondiale con riforme che aiutino il reddito disponibile del Paese. Brasile e Sudafrica devono aumentare il contenuto innovativo dello sfruttamento delle risorse naturali e premere il tasto dell'istruzione. La Russia deve diventare un'economia più basata sui servizi».

giovedì 8 marzo 2012

La sesta economia mondiale

Il Brasile supera il Regno Unito e si posiziona al sesto posto nella classifica delle maggiori economie mondiali.

Con un Prodotto Interno Lordo di 2,52 trilioni di dollari, il Brasile sorpassa la Gran Bretagna e diventa la sesta economia a livello mondiale, dopo USA, Cina, Giappone, Germania e Francia.
L’annuncio fatto da parte del Ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega ha confermato le previsioni di crescita del Paese: mentre la stagnazione e la recessione hanno frenato l’economia della Gran Bretagna, il Brasile ha vissuto un vero e proprio boom economico grazie agli elevati prezzi del petrolio e delle materie prime.
Se nel corso del 2011 il Pil brasiliano ha registrato un incremento del 2,7%, quello del Regno Unito si è attestato allo 0,8%. Il 2011 ha rappresentato per l’economia brasiliana un anno di rallentamento se paragonato al +34% del 2009 e al +5% del 2010 a causa della situazione economica globale e della necessità di combattere l’inflazione.
Secondo il Ministro Mantega “[…] l’importante per noi non è essere la sesta maggiore economia mondiale, bensì essere una delle economie più dinamiche e con una crescita sostenibile”.
Una grande svolta per il Paese, che però ammette di dover ancora risolvere i problemi di disuguaglianza che interessano i suoi 190 milioni di abitanti.

mercoledì 7 marzo 2012

Frena il Pil

Il Brasile registra una crescita del 2,7%.

Resi noti dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE) i dati relativi alla crescita del Prodotto Interno Lordo del Brasile: nel corso del 2011 la crescita del Paese ha subito un forte rallentamento, attestandosi al 2,7%, contro il +7,5% registrato nel 2010.
Si tratta di un aumento inferiore rispetto alle previsioni del Governo, che aveva stimato un incremento del 3%. Stando alle parole dell’economista Virene Matesco della Fondazione Getulio Vargas (FGV) “Il 2.7% non si discosta di molto da quanto pronosticato, ed è comunque al di sopra della media mondiale”; lo stesso ho aggiunto “Il Brasile è uno dei Paesi emergenti del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa). Sono paesi che stimolano la crescita mondiale, ma che inevitabilmente soffrono la crisi internazionale. Per il 2012, la prospettiva è relativamente migliore, con una crescita del 4.5% e un’inflazione in lieve calo rispetto al 2011, anno in cui ha sfiorato il 6.5%. Il Brasile sta vivendo un momento eccezionale, è la più grande democrazia dell’America Latina e ci saranno imponenti investimenti in infrastrutture per la Coppa del Mondo del 2014 e per le Olimpiadi di Rio del 2016”.
La crescita maggiore nel corso del 2011 è stata registrata dal settore alimentare (+3,9%), dai servizi (+2,7%) e dall’industria (+1,6%).

giovedì 26 gennaio 2012

L’industria del cemento

Un anno record per l’industria del cemento in Brasile.

L’industria brasiliana del cemento chiude un anno da record registrando un aumento delle vendite del 7,3% rispetto all’anno precedente, per un volume complessivo di 63,5 milioni di tonnellate. Secondo lo SNIC, il Sindacato Nazionale dell’Industria del Cemento, nel solo mese di dicembre le vendite destinate al mercato nazionale hanno raggiunto i cinque milioni di tonnellate, con una crescita del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2010.
Trainata da 14 gruppi di fabbricanti nazionali ed internazionali, tra i quali Votorantim, João Santos, Intercement (Camargo Corrêa), Lafarge, Cimpor e Holcim, l’industria del cemento ha registrato il nuovo record di un settore che continua ad espandersi dal 2006.
Nel corso degli ultimi cinque anni infatti il volume delle vendite ha subito un incremento del 56% grazie all’aumento della rendita della popolazione, all’offerta di credito per il finanziamento, al boom immobiliare, al programma varato dal Governo per la realizzazione di case popolari (il cosiddetto programma “Minha Casa, Minha Vida”) e alle opere infrastrutturali.

mercoledì 28 dicembre 2011

Non più Paese emergente

Una recente classifica posiziona il Brasile al sesto posto tra le più grandi economie al mondo.

Già da tempo era chiaro che parlare di paesi emergenti quando si tratta dei cosiddetti Paesi BRIC non è più possibile, dal momento in cui queste economie sono ormai “emerse”. A tal proposito la classifica realizzata da un gruppo di economisti del Centre for Economics and Business Research (CEBR), ha messo in evidenza il fatto che a trainare l’economia mondiale sono proprio questi paesi e non le economie occidentali, che stanno lentamente cedendo il posto ai primi. Dall’analisi risulta infatti che se da un lato gli Stati Uniti mantengono ancora il primo posto nella classifica delle più grandi economie a livello mondiale, dall’altro li seguono Cina e Giappone. Al quarto e al quinto posto compaiono Germania e Francia, i primi paesi del Vecchio Continente, seguiti al sesto posto dal Brasile, che è riuscito a superare il Regno Unito, che occupa ora il settimo posto.
Stando alle dichiarazioni del Ministro brasiliano dell’Economia, Guido Mantega, nel corso del 2012 il Pil del Paese aumenterà del 2,5% e grazie alla sua stabilità politica ed economica sarà sempre più in grado di competere a livello internazionale.
Il fondatore del CEBR, Douglas McWillis, ha commentato: “Il Brasile ha battuto per anni i Paesi europei al calcio, ma sconfiggerli sull’economia è un nuovo fenomeno. La nostra classifica mostra come stia cambiando la mappa economica del mondo, con Paesi asiatici e produttori di materie prime che danno la scalata ai primi posti e l’Europa che resta indietro”.

martedì 13 dicembre 2011

Il Brasile punta sui Mondiali 2014

I Mondiali di calcio del 2014 lasceranno in eredità al colosso latinoamericano nuovi elementi utili per incrementare la sua crescita economica.

I brasiliani auspicano che i Mondiali di calcio che il Paese verdeoro ospiterà nel 2014, possano costituire un’opportunità per trasformare i benefici legati all’indotto dell’evento in punti di forza permanenti in grado di potenziare la crescita economica del Paese.
Le attività in cui il paese sta attualmente investendo in vista della manifestazione sportiva sono: costruzione di nuovi stadi, il contenimento della criminalità, il potenziamento del turismo e delle infrastrutture. Per quanto riguarda i dodici stadi - sei nuovi e sei ristrutturati - non è facile capire in quale misura verranno riutilizzati, ma è indubbio che se la nazione saprà promuoversi con un’immagine nuova può trarre benefici in campo turistico.
Secondo le previsioni degli esperti occidentali invece, non è detto che le iniziative legate ai mondiali 2014 possano garantire un’eredità tale da continuare a stimolare la crescita economica interna con poca fatica: l’unico lascito certo dei Mondiali del 2014 saranno le strade riassestate, le nuove linee di metropolitana leggera che il governo ha in programma e gli aeroporti ristrutturati.
Il Paese finora è cresciuta grazie al potenziamento del commercio bilaterale con la Cina - dove ha esportato soprattutto minerali, ferro e soia - e alla presenza di una classe media sempre più ricca che continua a stimolare la domanda interna. Nel 2010, grazie a un prodotto interno lordo di 2,44 trilioni di dollari, ha superato il Belpaese e si prevede che nel 2011 supererà anche la Gran Bretagna, indipendentemente dalla manifestazione calcistica. Inoltre, se manterrà gli attuali ritmi di crescita, hanno spiegato gli esperti dell’Economist Intelligence Unit, entro il 2020 Brasilia si distaccherà da tutte le economie europee, conquistandosi il quinto posto, dopo Cina, Stati Uniti, India e Giappone, nella classifica delle principali economie mondiali.

mercoledì 2 novembre 2011

Il Brasile si prepara a sorpassare il Regno Unito

Con un Pil pari a 2,44 bilioni di dollari, il Brasile si prepara a diventare la sesta economia a livello mondiale, superando in tal modo il Regno Unito.

Secondo le previsioni rese note dall’Economist Intelligence Unit (EIU), il Brasile, dopo aver superato il Nostro Paese, starebbe per sorpassare il Regno Unito e diventare quindi la sesta economia mondiale con ottime possibilità di superare anche la Germania entro il 2020 e rappresentare la quinta economia, preceduta da Cina, Stati Uniti, India e Giappone.
Stando agli analisti dell’EIU, alla base del boom dell’economia brasiliana ci sarebbero un export molto forte grazie all’alleanza con il Paese del Dragone sempre più interessato a beni che il Brasile può fornire (come ad esempio soia e minerali di ferro), la nascita e il consolidamento della middle class brasiliana legati ad un miglioramento delle condizioni di vita, ed infine l’aumento della popolazione.
Gli studiosi prevedono che il Brasile perderà la sesta posizione nella classifica delle economie mondiali nel 2013 a favore dell’India, per poi riguadagnarla nel 2014, quando il Paese ospiterà la Coppa del Mondo, spiazzando in questo modo la Francia.

lunedì 29 agosto 2011

Sale l’inflazione, frena il credito al consumo.

La BC del Brasile ha annunciato che il prestito ipotecario brasiliano è aumentato del 50% rispetto all’anno scorso, grazie al Programma di Accelerazione allo Sviluppo.

La Banca Centrale del Brasile ha annunciato che il prestito ipotecario brasiliano è aumentato del 50% rispetto all’anno scorso. La crescita economica brasiliana è stata trainata principalmente dall’aumento dei consumi delle famiglie, stimolati dall’aumento del credito. Tale politica ha permesso al Brasile di mantenere una crescita stabile durante la recessione economico-finanziaria iniziata nel 2008. In particolare, il prestito alle imprese è cresciuto del 18% rispetto al 2010 mentre il prestito alle famiglie è cresciuta del 23%. Di particolare importanza è stata la politica sociale condotta dal Governo, attraverso il Piano di Accelerazione della Crescita (PAC) che prevede condizioni agevolate per l’acquisto di immobili ad uso abitativo alle famiglie a basso reddito, stimolando l’aumento del prestito ipotecario.
Tale corsa al credito ha causato l’aumento dell’inflazione, salita al 6,9% nel mese di luglio 2011, al di sopra della soglia massima stabilita dalla Banca Centrale del 6,5%. Per questo motivo verranno presto attuate delle misure per contenere il credito al consumo.

lunedì 22 agosto 2011

Rallentamento della crescita economica brasiliana

L’economia brasiliana, pur mantenendo un trend positivo, crescerà più lentamente rispetto a quanto previsto all’inizio dell’anno. Le stime attuali si fermano al 3,7% contro il 4,5% dei mesi scorsi.

L’economia brasiliana ha subìto un rallentamento: nel mese di giugno l’indice dell’attività economica della Banca Centrale (IBC-Br) ha infatti segnato un calo dello 0,26% rispetto al mese precedente.
Gli economisti hanno dunque rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l’anno in corso a causa di diversi fattori: per quanto riguarda il contesto internazionale influisce negativamente l’instabilità dell’economica mondiale mentre per quanto riguarda i fattori nazionali, giocano un ruolo di primaria importanza l’inflazione, il mercato del lavoro e la spesa pubblica.
Le previsioni di crescita per l’anno in corso sono passate dal 4% al 3,7% e l’anno prossimo dovrebbe scendere al 3,5%, rispetto al 4,6% precedentemente stimato. Nel 2010 l’economia brasiliana ha raggiunto la crescita record del 7,5%, il risultato migliore degli ultimi 24 anni. Ma tale crescita ha portato con sé anche un forte aumento dei prezzi al consumo e, al fine di arginare l’inflazione, la Banca Centrale ha aumentato i tassi di interesse ben cinque volte dall’inizio dell’anno facendo salire il Selic dal 10,75% al 12,5%.
La lotta all’inflazione e il rilancio della spesa della classe media, motore del boom economico, rappresentano un punto cruciale per la crescita economica futura.

venerdì 22 luglio 2011

Iveco: crescita delle immatricolazioni in Brasile

Iveco ha venduto sul mercato brasiliano 9.158 veicoli nei primi sei mesi dell’anno segnando un aumento delle immatricolazioni del 52%.

Iveco, società produttrice di autobus e camion appartenente al gruppo FIAT, ha registrato un aumento delle immatricolazioni del 52% nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’aumento registrato a partire dall’inizio dell’anno risulta essere superiore rispetto alla media del mercato dei camion (+14%). 
Lucio Bicalho, Direttore della Qualità ha commentato: “è una crescita che non avevamo mai provato prima”. Nel complesso la società ha venduto 9.158 veicoli nel primo semestre del 2011, con un aumento di 3.144 veicoli rispetto all’anno scorso. L’obiettivo previsto per il 2011 è di raggiungere 20.000 veicoli venduti entro la fine dell’anno. 
I risultati fino ad ora ottenuti mostrano che il Brasile è un mercato in forte espansione e i fattori che hanno contribuito a creare il vantaggio competitivo sono: la crescita della gamma di veicoli offerti e la maggiore presenza sul territorio nazionale, con 94 concessionarie. Iveco possiede uno stabilimento produttivo nella città di Sete Lagoas (MG) della capacità produttiva di 70 mila unità.

mercoledì 20 luglio 2011

Industria della ceramica in crescita

Il settore dell’industria ceramica nello Stato del Mato Grosso do Sul si dimostra in forte crescita grazie all’espansione del settore delle abitazioni, compresi i programmi gestiti dal Governo stesso.

Il settore dell’Industria ceramica del Mato Grosso do Sul si dimostra in forte crescita. In occasione dell’inaugurazione di una nuova unità produttiva dell’azienda Cerâmica Campo Grande, nella regione del Colégio Rural, il Presidente Natel Moraes, in presenza del Governatore dello Stato André Pulcinelli, ha sottolineato l’incremento della produzione e le previsioni di aumento della domanda per il futuro.
L’azienda ha infatti costruito un nuovo forno con l’obiettivo di raddoppiare la capacità produttiva di mattoni di 1,7 milioni di pezzi al mese per rispondere alla domanda interna.
Il Governatore Pulcinelli ha precisato che “l'espansione del settore delle abitazioni, compresi i programmi gestiti dal Governo stesso, rende sempre più necessario il potenziamento di questa industria". Il Governatore ha inoltre firmato un accordo per aumentare gli incentivi del settore e favorire la crescita dell’industria locale.
L’aumento delle vendite è da attribuirsi anche alla lotta alla concorrenza sleale e alla vendita irregolare di prodotti importati dall’estero, che danneggiavano la produzione locale.

giovedì 23 giugno 2011

Moody’s alza il rating del Brasile

L’agenzia di rating Moody’s ha alzato il rating del Brasile a Baa2, anche se Mauro Leo, analista di Moody’s Brasile, ha precisato che “c’è ancora molto che deve essere fatto sul lato fiscale. Vorremmo vedere migliori risultati durante i periodi di piena espansione”.

L’agenzia di rating Moody’s Investors Service ha alzato il rating del Brasile da Baa3 a Baa2, mantenendo una prospettiva positiva. Il rating permette agli investitori di valutare al capacità di un Paese di soddisfare gli impegni finanziari. L’agenzia ha giustificato questa decisione spiegando che il Brasile gode di una buona solidità dell’economia che deriva, principalmente, da una serie di fattori, quali: il livello di diversificazione economica e delle esportazioni, la continuità politica, il rischio creditizio contenuto, grazie alla solidità del sistema bancario, la capacità del governo di far fronte all’inflazione e al surriscaldamento dell’economia e, infine, la prospettiva di crescita costante nei prossimi anni.
Il Brasile prevede, inoltre, di realizzare un piano di investimenti infrastrutturali nei prossimi anni, in occasione dei mondiali di calcio e delle Olimpiadi e può vantare un aumento della domanda interna dovuta, principalmente, dall’ascesa della classe media; tale prospettiva lascia pensare a un ulteriore rialzo tra 12-18 mesi, nel caso in cui la crescita economica resti costante.
C’è ancora molto che deve essere fatto sul lato fiscale. Vorremmo vedere migliori risultati durante i periodi di piena espansione. […] Se ciò dovesse accadere, permetterebbe al Brasile di andare più in alto nella categoria Baa e possibilmente ottenere un rating più elevato” ha precisato Mauro Leo, analista di Moody’s Brasile.
Il Ministro dell’economia brasiliano, Guido Mantega, ha, inoltre, aggiunto che “l’economia brasiliana ha cominciato l’anno con un adeguamento per rallentare un po’, mentre altri Paesi stanno cercando di accelerare, e oggi l’economia brasiliana sta già crescendo a un tasso del 4,5%”. Il Brasile conferma la propria solidità economica e dimostra che le misure antinflazionistiche e di contenimento della spesa pubblica funzionano.

lunedì 13 giugno 2011

Brasile in testa alla classifica “Global retail”

La società di consulenza internazionale A.T. Kearney ha stilato una classifica inerente i paesi con più chance per il commercio al dettaglio: al primo posto figura il Brasile.

La società di consulenza internazionale A.T. Kearney ha pubblicato il report “Global retail developmente Index” avente per oggetto la diffusione del commercio al dettaglio nel mondo. Tale report fornisce un quadro generale dei paesi più attrattivi per le catene della Gdo e il punteggio assegnato a ciascun paese viene calcolato sulla base di un paniere di criteri che comprendono: il rischio, il livello di criminalità, l’attrattività del mercato, la capacità di spesa, la percentuale di popolazione urbana, il livello delle infrastrutture e l’efficienza della pubblica amministrazione.
Secondo tale classifica i Paesi emergenti hanno un forte potenziale di crescita, in particolare l'America Latina. In testa figurano, infatti, Brasile, Uruguay e Cile seguiti da India, Kuwait, Cina, Arabia Saudita e Perù.
Il Brasile, in testa alla lista, vanta una forte crescita del Pil e l’aumento degli investimenti in vista degli eventi sportivi, che daranno un forte visibilità al Paese verdeoro. Il Brasile, nonostante il peso dell’inflazione, prevede di realizzare 25 centri commerciali quest’anno e una trentina entro il 2013.
Giovanni Bonfanti, principal di A.T. Kearney, ha precisato che “le aziende italiane devono analizzare i vantaggi attesi dal retailer, sia in termini di differenziazione rispetto alla concorrenza dei produttori locali sia in termini economici e d’immagine perché un prodotto importato potrebbe riscuotere un maggiore appeal” aggiungendo che, per quanto riguarda gli esportatori italiani, “la leva del prezzo non sarà vincente, meglio differenziarsi con il design, la costante innovazione e la forza del made in Italy”.

martedì 7 giugno 2011

S&P rivede la prospettiva del rating Brasile.

L’agenzia di classificazione di rischio Standard & Poor’s ha elevato la prospettiva del rating da “stabile” a “positiva” anche se precisa che “cambiamenti nella prospettiva non sono segnali di un cambiamento imminente”.

L’agenzia di classificazione di rischio Standard & Poor’s ha elevato la prospettiva del rating da “stabile” a “positiva”. Tale decisione è dettata dalle previsioni di stabilità della crescita economica nel lungo periodo e dalla graduale diminuzione del debito pubblico. La S&P ha precisato che “la prospettiva positiva riflette il consolidamento della stabilità economica, la crescita del PIL nel lungo periodo, l’aumento dei conti correnti e i piccoli deficit fiscali che dovrebbero gradualmente ridurre la vulnerabilità del Paese nei confronti di shock esterni”. Nonostante ciò il Direttore senior del gruppo di rating sovrano della S&P, Joydeep Mukherji, ha precisato che “cambiamenti nella prospettiva non sono segnali di un cambiamento imminente” aggiungendo che la previsione rispecchia il modo in cui il governo brasiliano è riuscito a guidare il Paese fuori dalla crisi. La S&P ha classificato il Brasile BBB-, il più basso livello della fascia del grado di investimento e molti sostengono che questa revisione serva solo ad allineare il rating alle altre agenzie.

lunedì 6 giugno 2011

Crescono i salari e cala la povertà

Secondo la Fondazione Getulio Vargas (FGV), negli ultimi dieci anni la povertà in Brasile sarebbe diminuita del 50,64% a fronte di un aumento dei salari per i più poveri del 68%. Si prevede che la crescita continuerà ma si teme l’inflazione.

Secondo la Fondazione Getulio Vargas (FGV), negli ultimi dieci anni la povertà in Brasile sarebbe diminuita sensibilmente grazie all’aumento generale del reddito, in particolare dei salari minimi. “Se il Governo brasiliano migliorasse la qualità dell’educazione e della gestione pubblica, facendo di più e spendendo di meno, riuscirebbe a elevare il reddito della popolazione anche in questo decennio” ha commentato Marcelo Neri, della FGV.
I dati recenti mostrano che durante gli 8 anni della presidenza di Lula, dal 2002 al 2010, la povertà sarebbe diminuita del 50,64% grazie a piani di sviluppo e alla Bolsa Familia, il sussidio garantito dal Governo federale ai disoccupati e a coloro che sono fuori dal mercato del lavoro. Tali politiche hanno anche incentivato la “riduzione delle disuguaglianze” come ha sottolineato Neri. Per i più poveri il reddito è cresciuto del 68% nel decennio scorso mentre per la fascia dei più ricchi è salito solamente del 10%. Secondo le proiezioni la crescita dovrebbe continuare anche nel decennio appena iniziato, di conseguenza , il Governo federale deve attuare un’attenta politica di contenimento dell’inflazione.

giovedì 28 aprile 2011

Brasile: forte crescita del settore turistico

Cresce il numero di turisti stranieri in visita al paese sudamericano: nel 2010 il Brasile ha attirato 5,16 milioni di turisti stranieri, di cui oltre un quarto sono in viaggio d’affari.

Il settore turistico verdeoro ha il vento il poppa: secondo i dati forniti dal Ministero del Turismo brasiliano, nel 2010 i visitatori stranieri sono aumentati complessivamente del 7,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 5,16 milioni di arrivi. Il dato più interessante è che ben il 27% dei turisti si recano in Brasile per affari, in particolare a San Paolo, capitale commerciale del Brasile.
La maggior parte dei turisti in arrivo nel Paese sudamericano, provengono dall’Argentina, dagli Stati Uniti, dall’Italia, dall’Uruguay, dalla Germania e dal Cile. Per quanto riguarda l’Europa, gli italiani rappresentano il primo paese per numero di partenze verso il Brasile con 245,5 mila turisti nel 2010. Tra le destinazioni preferite emergono San Paolo, meta privilegiata per il turismo d’affari, che ha accolto nel 2010 ben 2 milioni di visitatori, Rio de Janeiro con 983 mila arrivi, lo Stato del Paranà (725 mila) e il Rio Grande do Sul (645 mila). Secondo Jeanine Pires, Presidente di Embratur, l’Ente Brasiliano per il Turismo, il Brasile ha ottime prospettive di crescita soprattutto grazie alla rinnovata immagine del paese all’estero: non più soltanto sole-mare-carnevale ma un paese dinamico e rivolto al futuro. “Siamo visti oggi come un Paese moderno, attivo nel dibattito sull’energia pulita e rinnovabile e che non si tira indietro davanti alle grandi questioni mondiali […] Il mondo ci guarda con occhi diversi oggi e questo influisce positivamente sull’attrattività del Paese anche come destinazione turistica”, ha dichiarato Pires. Importanti stimoli per l’aumento dei flussi turistici verranno dalla nuova rotta di Alitalia Roma-Rio de Janeiro, che verrà attivata da giugno, senza dimenticare i Mondiali di Calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016.
Ma non è tutto, i brasiliani hanno voglia di viaggiare e di andare all’estero. Secondo uno studio della United States Travel Association i cittadini brasiliani non solo hanno viaggiato ma anche speso di più rispetto agli anni precedenti: si stima che la spesa media effettuata negli Stati Uniti sia di 4.925 dollari per persona, superando la media dei turisti giapponesi. Il Brasile è, per questo motivo, un mercato interessante anche per l’offerta turistica italiana: Enit, l’Agenzia Nazionale Italiana per il Turismo, ha comunicato l’apertura di una sede di rappresentanza a San Paolo e ha creato una campagna pubblicitaria sulle mete turistiche italiane, recentemente lanciata nelle sale cinematografiche.

mercoledì 27 aprile 2011

PMI brasiliane: motore della crescita economica

È giunta al Congresso la proposta di legge per la creazione di una Segreteria rivolta alle  delle piccole e medie imprese brasiliane, obiettivo principale sarà di creare nuove opportunità, fornire un supporto strategico e favorirne lo sviluppo. 

L’economia brasiliana è surriscaldata e l’inflazione alle stelle. Diverse misure antinflazionistiche sono state messe in atto per contenere il fenomeno ma l’apprezzamento del real rispetto al dollaro causa una perdita di competitività delle imprese brasiliane a livello internazionale. A soffrire sono, in particolare, le cosiddette PME (Pequenas e Médias Empresas).
All’inizio del mese di aprile la presidente Dilma Rousseff, sensibile alle problematiche relative all'imprenditorialità, ha presentato al Congresso un disegno di legge (PL 865/11) inerente la creazione di una Segreteria rivolta alle piccole e medie imprese brasiliane. Il nuovo organo di governo si prefiggerà come obiettivo di creare nuove opportunità, fornire un supporto strategico, favorire lo sviluppo e la crescita delle PME  e degli artigiani brasiliani, anche attraverso la partecipazione alle esportazioni. Si occuperà, inoltre, della gestione di cooperative e associazioni urbane, dell’elaborazione di strategie relative allo sviluppo di sistemi produttivi locali e di progetti inerenti la formazione.
La proposta modifica la legge 10.683/03, relativa all’organizzazione della Presidenza dei Ministri. Secondo quanto comunicato, il costo per il bilancio dell’Unione dovrebbe raggiungere 6,5 milioni di reais nel 2011 e 7,9 milioni di reais nel 2012.

giovedì 14 aprile 2011

Pugno di ferro contro l’inflazione brasiliana

Fitch Ratings ha alzato di un “notch” la classificazione del rating sovrano del Brasile, portandolo da BBB- a BBB. Tale riconoscimento potrebbe portare ad un ulteriore flusso di dollari in entrata e a nuove misure fiscali.

Il 4 aprile scorso Fitch Ratings, agenzia internazionale di valutazione del rischio sovrano, ha alzato di un “notch” la classificazione del Brasile, portandolo da BBB- a BBB e ha migliorato la prospettiva, cambiandola da “positiva” a “stabile”. Tale miglioramento nel rating sovrano è dovuto alla stabilità del sistema finanziario che è stato favorito da una stabile crescita del Pil (intorno al 4-5% annuo), da una crescente domanda interna e dall’impegno del governo nella politica di contenimento della spesa pubblica. Inoltre, l’attuale situazione politica ha riscosso l’approvazione popolare, garantendo la fiducia nelle manovre di governo: “La transizione del potere verso il governo Rousseff è avvenuta senza scossoni e il consenso riguardo a politiche macroeconomiche responsabili è ancora ben saldo”, ha dichiarato ShellyShetty, direttore del rating per l’America Latina.
Ma l’impatto sull’economia dell’annuncio della Fitch, non ha tardato a farsi sentire: la settimana scorsa, infatti, il Real brasiliano ha subìto un apprezzamento del 3%, costringendo il governo di Brasilia a stabilire nuove misure di contenimento dell’inflazione. Il Brasile si trova, dunque, a dover affrontare una vera e propria “currency war”, citando un’espressione coniata dal Ministro del Tesoro brasiliano, Guido Mantega.
Secondo il Ministro, tale riconoscimento potrebbe portare ad un ulteriore flusso di dollari in entrata nel paese (anche attraverso gli IDE), aggravando la situazione economica, già surriscaldata. “Quanto più è solida l’economia brasiliana, tanto più tende ad attrarre investimenti esteri. Comunque è meglio avere problemi di eccesso piuttosto che avere il problema del passato, di mancanza di dollari” ha spiegato il Ministro, anche se la preoccupazione maggiore riguarda le ripercussioni sulle esportazioni. Il governo si sta impegnando per limitare l’apprezzamento della valuta attraverso politiche di contenimento, quali: l’aumento temporaneo dell’imposta sui mutui dall’1,5% al 3%, con l’obiettivo di rallentare la crescita del credito al consumo dal 20% al 15%, l’aumento dell’IOF (Imposta sulle Operazioni Finanziarie) sui pagamenti tramite carte di credito effettuati all’estero, dal 2,38% al 6,38 %. Secondo l’IBGE, l’inflazione è aumentata del 6,3% nel mese di marzo, rispetto all’anno scorso, restando largamente al di sopra del tetto massimo stabilito dalla Banca Centrale, fissato al 4,5%.