Le elezioni presidenziali brasiliane si sono concluse la scorsa domenica, con la vittoria di Dilma Roussef, la candidata del Partito dei Lavoratori, sostenuta dal Presidente uscente Lula.
Al secondo turno delle elezioni, Dilma Vana Rousseff, ha raggiunto il 55,43% dei voti, contro il 44,57% del rivale socialdemocratico Josè Serra, diventando la prima donna presidente della Repubblica Federativa del Brasile.
Malgrado sia cresciuta in una famiglia di classe medio-alta, la Roussef, economista, iniziò la sua carriera politica tra le file del socialismo e partecipò alla lotta armata contro la dittatura militare brasiliana alla fine degli anni ’60; tale coinvolgimento le costò 3 anni di prigionia. Nonostante avesse partecipato alla fondazione del PDT (Partito Democratico Trabalhista), nel 2002 ne era uscita a causa di contrasti con i vertici, per entrare a far parte del PT (Partido dos Trabalhadores). Nel 2002 era stata eletta Ministro delle Miniere e dell’Energia da Lula e poi nominata Ministro della Casa Civil (una sorta di Ministero dell’Interno), in quest’ambito aveva guidato il Programma di Accelerazione della Crescita (PAC), uno dei cavalli di battaglia del governo Lula, che prevedeva azioni in quasi tutti i settori, dalle infrastrutture alla sicurezza pubblica.La pupilla di Lula, che governerà il Brasile per il periodo 2010-2014, nel suo primo discorso dopo l’elezione, ha invitato tutti gli eletti a lavorare insieme per lo sviluppo del paese: “insieme a me sono stati eletti nuovi governatori, deputati e senatori. Congratulandomi con loro, invito tutti, indipendentemente dal partito di appartenenza, a partecipare ad un’azione determinata per il futuro del nostro paese”, ha affermato la Rouseff. Come aveva dichiarato durante la campagna elettorale, Dilma intende proseguire sulla linea di Lula, ovvero continuare ad accompagnare la crescita dell’economia con l’inclusione sociale: negli otto anni in cui ha governato il suo predecessore, 28 milioni di persone sono uscite dallo stato di povertà in Brasile e la Roussef punta a sradicare quest’ultima in modo permanente.
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mercoledì 3 novembre 2010
martedì 6 luglio 2010
Via al testa a testa tra Rousseff e Serra
Parte ufficialmente oggi la campagna elettorale per le prossime presidenziali in Brasile, che vede un duro testa a testa tra il braccio destro dell’attuale presidente Luiz Inacio Lula da Silva, Dilma Rousseff, e il candidato dell’opposizione José Serra, ex governatore di San Paolo. Rousseff può contare sul sostegno della coalizione di governo allargata al partito di centrodestra Partido del movimento democratico brasileño, mentre Serra, oltre al Partito socialdemocratico di cui è il rappresentante, gode dell’appoggio di una serie di partiti minori.
Secondo l’ultimo sondaggio elaborato dall’istituto Ibope, i due principali candidati sono in perfetta parità con il 39% delle intenzioni di voto. Data la situazione, pertanto, sarà determinante, in vista del ballottaggio, il peso di Marina Silva, candidata dei Verdi, che per il momento sta in netto svantaggio con il 10% delle intenzioni di voto. Silva, nonostante una lunga militanza di trenta anni nel Partito dei lavoratori di Lula, ha scelto di correre per i Verdi in forte polemica con le politiche ambientali promosse da Rousseff. Si evidenzia che il tema ambientale, per la prima volta nella storia delle campagne presidenziali in Brasile, sta acquisendo notevole centralità all’interno del dibattito pubblico.
Secondo l’ultimo sondaggio elaborato dall’istituto Ibope, i due principali candidati sono in perfetta parità con il 39% delle intenzioni di voto. Data la situazione, pertanto, sarà determinante, in vista del ballottaggio, il peso di Marina Silva, candidata dei Verdi, che per il momento sta in netto svantaggio con il 10% delle intenzioni di voto. Silva, nonostante una lunga militanza di trenta anni nel Partito dei lavoratori di Lula, ha scelto di correre per i Verdi in forte polemica con le politiche ambientali promosse da Rousseff. Si evidenzia che il tema ambientale, per la prima volta nella storia delle campagne presidenziali in Brasile, sta acquisendo notevole centralità all’interno del dibattito pubblico.
giovedì 24 giugno 2010
La candidata di Lula in testa alla corsa per le presidenziali
Secondo un recente sondaggio, la candidata alle prossime presidenziali Dilma Rousseff per il Partito dos trabalhadores ha superato, per la prima volta, il suo diretto avversario politico José Serra del Partito socialdemocratico, registrando il 40% delle intenzioni di voto contro il 35% dell’ex governatore di San Paolo. Inoltre, secondo tale sondaggio, la candidata Rousseff prevarrebbe su Serra anche nel ballottaggio per 45% a 38%. In coda resta invece con il 9% la candidata dei verdi Marina Silva, precedente Ministro per l’ambiente del governo di Lula, pur registrando un miglioramento rispetto alla previsione del mese di marzo che la dava all’8%. Il sondaggio, che considera un campione di più di 2000 persone intervistate dal 19 al 21 giugno, è stato realizzato dall’agenzia Ibope per conto di Confindustria.
Il dato è significativo soprattutto se lo si confronta con quello rilevato nell’ultima inchiesta del mese di marzo realizzata dalla stessa agenzia che dava il candidato Serra in testa con il 38% delle intenzioni di voto contro il 33% della Rousseff.
Secondo gli analisti, i consensi alla Rousseff sono dovuti all’appoggio che Lula, la cui popolarità resta a livelli record intorno all’85%, ha manifestato in più occasioni pubbliche alla candidata del Partito dos trabalhadores. Dal sondaggio, difatti, risulta che il 73% degli intervistati riconosce nella candidata il successore del presidente Lula.
Il dato è significativo soprattutto se lo si confronta con quello rilevato nell’ultima inchiesta del mese di marzo realizzata dalla stessa agenzia che dava il candidato Serra in testa con il 38% delle intenzioni di voto contro il 33% della Rousseff.
Secondo gli analisti, i consensi alla Rousseff sono dovuti all’appoggio che Lula, la cui popolarità resta a livelli record intorno all’85%, ha manifestato in più occasioni pubbliche alla candidata del Partito dos trabalhadores. Dal sondaggio, difatti, risulta che il 73% degli intervistati riconosce nella candidata il successore del presidente Lula.
lunedì 14 giugno 2010
Il presidente Lula e le prossime elezioni presidenziali
Le elezioni presidenziali del prossimo ottobre saranno le prime in cui non comparirà il nome di Lula da Silva nella lista dei candidati da quando in Brasile è finita la dittatura militare nel 1985. Ma il presidente uscente Lula, palando domenica alla convention del PT (Partido dos Trabalhadores) tenutasi a Brasilia, ha confermato il suo appoggio a Dilma Roussef per le prossime presidenziali, ricordandole di non lasciarsi trascinare negli "sporchi trucchi" della campagna dell'opposizione, che pochi giorni fa ha infamato l'amministrazione di Lula definendola corrotta.
Vicini collaboratori della Roussef, infatti, sono stati accusati dal PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira) di aver commissionato ad un officiale di polizia fuori servizio un'operazione di spionaggio, basata prevalentemente su intercettazioni telefoniche, nei confronti di Jose Serra, ex governatore di San Paolo e maggior avversario politico della Roussef. Il complotto, descritto dai media come un "mini-Watergate" in stile brasiliano, è ancora da verificare, ma nel frattempo Luiz Lanzetta, responsabile delle relazioni mediatiche della squadra di Dilma Roussef, è stato costretto a rassegnare le dimissioni dopo aver ammesso di aver avuto contatti con tale ufficiale di polizia.
Il presidente Lula sta facendo tutti gli sforzi possibili per appoggiare Dilma Roussef, alla sua prima esperienza elettorale e quasi sconosciuta al popolo brasiliano, e si dice intenzionato a candidarsi per la terza volta nel 2014, anno dei Mondiali di calcio in Brasile.
Vicini collaboratori della Roussef, infatti, sono stati accusati dal PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira) di aver commissionato ad un officiale di polizia fuori servizio un'operazione di spionaggio, basata prevalentemente su intercettazioni telefoniche, nei confronti di Jose Serra, ex governatore di San Paolo e maggior avversario politico della Roussef. Il complotto, descritto dai media come un "mini-Watergate" in stile brasiliano, è ancora da verificare, ma nel frattempo Luiz Lanzetta, responsabile delle relazioni mediatiche della squadra di Dilma Roussef, è stato costretto a rassegnare le dimissioni dopo aver ammesso di aver avuto contatti con tale ufficiale di polizia.
Il presidente Lula sta facendo tutti gli sforzi possibili per appoggiare Dilma Roussef, alla sua prima esperienza elettorale e quasi sconosciuta al popolo brasiliano, e si dice intenzionato a candidarsi per la terza volta nel 2014, anno dei Mondiali di calcio in Brasile.
mercoledì 14 aprile 2010
Brasile: una linea di credito per ridurre le emissioni di gas che causano l’effetto serra
José Serra, Governatore dello Stato di San Paolo, candidato alla Presidenza della Repubblica, ha lanciato la linea di credito “Economia Verde”, rivolta a progetti atti a favorire la riduzione dei gas responsabili dell’effetto serra. Si tratta di un’iniziativa posta in essere sulla base della Politica Statale sulle Mutazioni Climatiche (PEMC – Legge 13.798), approvata alla fine dello scorso anno, che ha posto come obiettivo la riduzione del 20% delle emissioni di gas che causano l’effetto serra entro il 2020. Tale linea di credito è destinata alle piccole e medie imprese con fatturato annuale compreso tra 100mila e 400mila euro; le imprese interessate ad aggiudicarsi i credito dovranno effettuare la richiesta attraverso le associazioni di categoria a cui appartengono. Il finanziamento sarà autorizzato dall’Agenzia di Sviluppo paulista Nossa Caixa Desenvolvimento.
La linea di credito, con un tasso di interesse al 6% all’anno indicizzato a un termine di pagamento fino a cinque anni, è diretta ai progetti riguardanti l’agroindustria, la sostituzione dei combustibili, la bonifica, il trattamento e utilizzo dei rifiuti, le energie rinnovabili, il trasporto, i processi industriali, il recupero forestale in aree urbane e rurali con relativa gestione dei rifiuti.Presentare programmi già realizzati o in via di realizzazione a San Paolo permettono a Serra di confrontarsi ad armi pari nel settore ambiente con la senatrice Marina Silva, anch’essa candidata alla carica di Presidente della Repubblica.
La linea di credito, con un tasso di interesse al 6% all’anno indicizzato a un termine di pagamento fino a cinque anni, è diretta ai progetti riguardanti l’agroindustria, la sostituzione dei combustibili, la bonifica, il trattamento e utilizzo dei rifiuti, le energie rinnovabili, il trasporto, i processi industriali, il recupero forestale in aree urbane e rurali con relativa gestione dei rifiuti.Presentare programmi già realizzati o in via di realizzazione a San Paolo permettono a Serra di confrontarsi ad armi pari nel settore ambiente con la senatrice Marina Silva, anch’essa candidata alla carica di Presidente della Repubblica.
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