Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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giovedì 4 aprile 2013

Un nuovo Ministero per le imprese

Nasce il 28 marzo la Segreteria per la Micro e Piccola Impres. Un nuovo sportello dedicato alle aziende brasiliane di minori dimensioni. 

Sottoscritta senza veti la legge che ha istituito la Segretria per la Micro e Piccola Impresa. Il trentanovesimo ministero carioca avrà il compito di formulare le politiche e i programmi per il rafforzamento delle imprese di piccole dimensioni. La struttura di riferimento rimarrà il Ministero Brasiliano dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero (MDIC), già esistente, che trasferirà al nuovo dipartimento tutte le assegnazioni riguardo l’argomento di competenza. Nel dettaglio, il nuovo sportello si focalizzerà su incentivi, formazione e promozione della competitività e dell’innovazione delle piccole realtà dell’imprenditoria brasiliana con particolare attenzione alle opportunità nei mercati esteri. Il progetto, approvato lo scorso 7 marzo dal Senato, è stato sottoscritto senza veti il 28 marzo dal Presidente Dilma Roussef, concretizzandosi  di fatto in legge. Non ancora definita la personalità che andrà a ricoprire la carica di Ministro del neodipartimento.

mercoledì 28 novembre 2012

Largo alle imprese


Secondo più di 1500 imprenditori il Brasile è migliore paese Bric in cui investire. E il governo conferma di voler scommettere sulle piccole e medie imprese. 

Secondo l’Economist ed il Financial Times il Brasile è l’economia emergente a cui si guarda con più fiducia per gli investimenti privati. Nel loro classico sondaggio trimestrale, il Barometro Globale degli Affari, la B dei Bric, per il 44% dei dirigenti delle più grandi compagnie internazionali, è “un luogo amichevole su cui dirigere gli affari”. Sempre secondo le due importanti testate economiche il 33% degli intervistati considera la Cina, il più importante dei 4 BRIC, “un luogo ostile agli investimenti privati” ed il 54% pensa lo stesso della Russia. Di contro, solo un esiguo 15% è disposto ad dichiarare opinioni simili per il Brasile.
Ad incoraggiare ulteriormente i potenziali investitori ci pensa la Presidentessa Brasiliana Dila Rousseff, che al 22esimo vertice Ibero-Brasiliano, in corso a Cadice, in Spagna annuncia: “Daremo totale priorità alle piccole e medie imprese”. E cioè investimenti pubblici, abbassamento del costo del denaro e incentivi alla produzione. Gli effetti sono previsti nel medio-lungo periodo, intanto il segnale all’imprenditoria è lanciato.

martedì 26 giugno 2012

Le piccole e micro imprese di San Paolo

Produzione in calo per le piccole e micro imprese di San Paolo.

Stando all’analisi condotta dal Simpi-SP, il Sindacato delle micro e piccole imprese di San Paolo, nel corso dei primi tre mesi del 2012 la produzione delle piccole e micro imprese dello Stato brasiliano sarebbe diminuita.
Secondo lo studio infatti il 46% delle piccole e micro imprese di San Paolo ha registrato un calo della produzione se si considerano i dati relativi allo stesso periodo del 2011; il 37% invece ha confermato gli stessi livelli, mentre solo il 17% avrebbe notato un miglioramento.
Il 68% delle imprese che hanno registrato una diminuzione della produzione indica un calo compreso tra -11% e -40%; secondo il Presidente del Sindacato, Joseph Couri, le difficoltà sarebbero legate alla presenza di una concorrenza sleale di prodotti importati.
L’analisi ha altresì evidenziato che i settori maggiormente colpiti sono il vestiario, le calzature, i mobili, la fabbricazione di pezzi metallici, l’alimentare e le macchine.

martedì 24 aprile 2012

Sostegno alle imprese e al cambio

Le emissioni in Real offrono un aiuto alle imprese e al cambio.

Stando a quanto affermato lo scorso mercoledì dal Segretario del Tesoro brasiliano, Arno Augustin,''Il reperimento sui mercati esteri di 3,15 miliardi di Reais (circa 1,4 miliardi di euro) da parte del governo federale brasiliano aiuta le imprese a finanziarsi all’estero e aiuta nella politica di contrasto alla valorizzazione eccessiva del Real''. Lo stesso Segretario ha inoltre aggiunto “Avere una forte curva in Reais all’estero aiuta la nostra politica di contrasto all’eccessivo apprezzamento del Real grazie ai molti investitori”. Grazie infatti all’emissione nel mercato asiatico di 150 milioni di Reais (pari a circa 65 milioni di Euro), il Brasile è riuscito a lanciare il “Bonus Global BRL” con scadenza nel 2024. Lo scorso mercoledì, il governo ha reperito 3 miliardi di Reais (pari a circa 1,3 miliardi di euro) in operazioni nel mercato americano ed europeo; stando a quanto sottolineato dal Segretario del Tesoro, l’operazione ha avuto successo: “Il Brasile negli ultimi tempi si sta conquistando il riconoscimento dei propri fondamenti da parte del mercato internazionale. Il principale veicolo per il riconoscimento della situazione del Paese sono i suoi titoli. […] La nostra strategia consiste nell’ottenere la migliore curva sia in moneta estera sia in Real, per permettere alle nostre imprese di finanziarsi all’estero a basso costo”.

giovedì 22 dicembre 2011

Incontro tra Unione Europea e Brasile

Delegazioni di imprenditori, associazioni industriali e di categoria del Brasile e dell’Unione Europea si sono incontrate per rafforzare la loro collaborazione.
La scorsa settimana a Brasilia si sono incontrati i rappresentanti degli imprenditori, delle associazioni industriali e di categoria provenienti dall’Unione Europea e dal Brasile al fine di elaborare degli accordi che permettano di rafforzare le collaborazioni tanto nel campo dell’innovazione quanto in quello del commercio estero.
Capo della delegazione dell’Unione Europea è stato Antonio Tajani, Commissario Europeo dell’Industria, accompagnato dai rappresentanti di 21 imprese (tra le quali figurano Shell, Techint, Fiat, ArcelorMittal, Telefonica, Rolls-Royce, TUI, Safran, Enel, GlaxoSmithKline e LVMH), sei associazioni di industriali e quattro di categoria. Carlos Abijardi, Direttore delle Operazioni della Cooperazione Nazionale dell’Industria brasiliana, è stato invece scelto per rappresentare la delegazione brasiliana, formata da un centinaio di imprenditori e membri della Confederazione nazionale dell’Industria brasiliana e della Federazione delle industrie dello Stato di San Paolo.
Nel dettaglio il Commissario europeo ha sottolineato il fatto che l’accordo commerciale prende in esame la cooperazione tra le piccole e medie imprese europee e brasiliane nell’ambito dell’innovazione prevedendo fra l’altro lo scambio di tirocinanti tra le imprese del Vecchio Continente e quelle brasiliane.
L’accordo risulta essere particolarmente rilevante se si considera il ruolo strategico che il Brasile ha assunto nel corso degli anni e assumerà in occasione sia dei Mondiali di Calcio del 2014,che delle Olimpiadi del 2016 visto il grande ritardo accumulato nei lavori di costruzione delle infrastrutture che ospiteranno tali eventi sportivi internazionali.
Un accordo che accontenta entrambe le parti se si considera la propensione delle imprese europee ad avvicinarsi ai mercati ricchi di materie prime (come il Brasile) e l’interesse dimostrato dal Brasile a penetrare nei mercati internazionali, tra i quali figurano quelli europei.

giovedì 31 marzo 2011

Le imprese brasiliane verso il business etico

Sono numerose le imprese che, in Brasile, hanno dimostrato un forte interesse verso l’aspetto sociale della gestione d’impresa e un crescente rispetto per l’ambiente in cui esse operano.

Il concetto di business etico è sempre più diffuso a livello globale. Sono numerose le imprese che, anche in Brasile, hanno dimostrato un forte interesse verso l’aspetto sociale della gestione d’impresa e un crescente rispetto per l’ambiente in cui esse operano. Nel paese sudamericano il business etico è promosso dall’Istituto Ethos, fondato da Oded Grajew, imprenditore di origini israeliane, da sempre attivo nel campo della responsabilità sociale e maggiore rappresentante del movimento del corporate social responsability in Brasile.
SACE Mag, quadrimestrale del gruppo SACE S.p.A., ha recentemente pubblicato un’intervista a Grajew, mettendo in luce l’importanza del suo impegno sia per le imprese che per il Governo stesso. Il movimento muove i primi passi in Brasile attorno agli anni Novanta: una decina di imprese si uniscono per dimostrare che, attraverso un’imprenditorialità attenta e responsabile, è possibile contribuire allo sviluppo di una società egualitaria. L’obiettivo primario dell’Istituto Ethos è di mettere in moto uno sviluppo sostenibile e riuscire a superare le disuguaglianze sociali, attraverso proposte che coinvolgano anche attori istituzionali.
Un’azienda è socialmente responsabile quando, nella sua gestione strategica, tiene conto delle esigenze di tutte le parti coinvolte […]. La responsabilità sociale coinvolge a 360° tutte le attività d’impresa con impatti sull’intero fatturato” ha precisato il presidente dell’Istituto Ethos.
Le imprese aderenti hanno sottoscritto il “Patto imprenditoriale per l’integrità e la lotta alla corruzione” con l’obiettivo di assumere le proprie responsabilità anche nei rapporti commerciali con altre imprese, scegliendo fornitori corretti e trasparenti. “Il ruolo dell’Istituto Ethos, in più di dieci anni di attività, è definito nella sua missione: mobilitare, sensibilizzare e aiutare le imprese a gestire gli affari in modo socialmente responsabile, prendendo parte a una società sostenibile e giusta, non c’è sostenibilità dove la corruzione dilaga” ha concluso Oded Grajew.

martedì 29 giugno 2010

La corsa agli investimenti negli Stati Uniti

Le imprese brasiliane, forti della loro economia, iniziano ad investire in terra statunitense. L’economia del colosso sudamericano è difatti pronta per il salto: la classe media è in aumento; il mercato delle materie prime è ormai maturo, grazie soprattutto ai buoni rapporti commerciali con la Cina; le grandi imprese locali hanno bilanci sani; la moneta brasiliana si è apprezzata rispetto al dollaro.
In particolare, secondo la divisione finanziaria dell’agenzia di stampa Reuters, dallo scorso ottobre ad oggi, otto sono le operazioni che hanno visto le imprese del Brasile acquistare aziende degli Stati Uniti. Il caso più recente è l’acquisto per opera dell’azienda Marfrig di Keystone Foods per un valore di 1.25 miliardi di dollari: in tal modo l’azienda brasiliana Marfrig si afferma come un importante fornitore delle maggiori catene americane di fast-food, da McDonald’s a Subway. Ma la corsa agli investimenti negli Stati Uniti, seppur ora sia più accelerata, è iniziata già nel 2008, quando InBev, la società di birra belga-brasiliana che costituisce il maggior produttore al mondo per birra prodotta, ha aperto la strada alla conquista degli Usa con l'acquisizione di Anheuser-Busch.
Il prossimo passo sarà l’apertura negli Stati Uniti, entro i prossimi cinque anni, di 15 nuove filiali del Banco do Brasil, che avverrà anche tramite l’acquisizione di piccole banche locali. L’accordo tra il Banco do Brasil, gruppo a quasi totale partecipazione pubblica del governo brasiliano, e Federal Reserve risale allo scorso aprile.

mercoledì 23 giugno 2010

Importante piano strategico di Petrobras

Il presidente José Sérgio Gabrielli della società petrolifera Petrobras, colosso aziendale le cui azioni sono detenute in maggioranza dallo stato del Brasile e che si occupa di ricerca, estrazione, raffinazione, trasporto e vendita di petrolio, ha annunciato lunedì scorso il piano strategico aziendale dei prossimi cinque anni. Esso prevede un investimento di 224 miliardi di dollari entro il 2014 e il raddoppio della produzione entro il 2020, portandola in tal modo da 2,7 a 5,4 milioni di barili al giorno.
Attualmente Petrobras è la più grande azienda dell’America Latina, rientra nelle prime quindici compagnie petrolifere del mondo ed è presente in 28 Paesi. Gabrielli ha affermato che con questo importante investimento, che per il 95% ricadrà in terra brasiliana, Petrobras si prefigge di balzare nelle prime cinque più grandi aziende a livello globale.
Sono stati infatti scoperti nuovi giacimenti petroliferi vicino la costa del Brasile che si stima produrranno 100 miliardi di barili. Petrobras, a tal riguardo, ha affermato che spenderà 118,8 miliardi per l’esplorazione e il processo di produzione. Il colosso petrolifero brasiliano mira ad impossessarsi delle riserve di petrolio e gas naturale in posizione off-shore a una distanza di circa 300 chilometri dalla costa nella cosiddetta formazione geologica 'pre-salt' del bacino del Santos nei pressi di Tupi, il più importante giacimento di petrolio off-shore brasiliano che si stima essere la più grande riserva nel mondo dopo Kashagan.
Tali giacimenti rappresentano una sfida significativa dato che comportano la perforazione di uno strato di depositi salini di duemila metri fino ad una profondità di settemila metri sotto il livello del mare. Il progetto di Petrobras fa riemergere pertanto il fantasma del recente disastro nel Golfo del Messico. Gabrielli ha però rassicurato che rafforzerà le misure di sicurezza andando oltre a quanto finora è già stato fatto.

lunedì 21 giugno 2010

Il più grande impianto siderurgico dell’America Latina a Rio de Janeiro

Venerdì scorso, 18 giugno, è stata inaugurata a Rio de Janeiro la costruzione del più grande complesso siderurgico di tutta l’America Latina.
La compagnia mineraria brasiliana Vale (con una quota del 26,87%) e il gruppo siderurgico tedesco Thyssen Krupp Steel (con una quota del 73,13%) hanno dato vita alla Companhia Siderurgica do Atlantico (Tkcsa), che si occuperà di gestire l’intera produttività dell’acciaieria.
Si prevede che, entro quattro anni, l’enorme impianto produrrà 5 milioni di tonnellate di lastre di acciaio, aumentando così del 40% le esportazioni verdeoro del prodotto, e fornirà 18 mila posti di lavoro. Il complesso siderurgico include inoltre una centrale elettrica da 490 megawatt, alimentata dai gas prodotti dal processo di lavorazione, per ridurre l’emissione di gas serra.
Il costo del progetto è pari a 8,2 mld di dollari e costituisce il maggiore investimento privato negli ultimi quindici anni della storia del Brasile. Esso segna un altro punto a favore del presidente Lula e, indirettamente, a favore della candidata alle presidenziali del prossimo ottobre Dilma Rousseff, che ripetutamente Lula ha appoggiato pubblicamente.

venerdì 4 giugno 2010

Sospensione delle esportazioni di carne brasiliana

Il Brasile, che è il maggiore esportatore di carne di manzo nel mondo, ha deciso di sospendere le esportazioni di carne trattata negli Stati Uniti dopo che la spedizione della JBS della scorsa settimana è stata richiamata dalle autorità statunitensi per aver trovato dei residui chimici in quantità superiore al limite prestabilito.
Il ministro brasiliano dell'agricoltura Nelson Costa chiede che, prima di riprendere le esportazioni negli Stati Uniti, vengano fatti dei chiarimenti sulla metodologia usata per testare la carne. Il ministro prevede di riprendere la distribuzione già dopo l'incontro fissato per lunedì e martedì prossimi tra le autorità brasiliane e statunitensi, cercando in tal modo di assicurare le aziende locali che risentono maggiormente della sospensione delle importazioni dal Brasile.
Anche se nel frattempo il Brasile continua ad esportare il proprio prodotto nelle altre destinazioni, gli Stati Uniti rimangono il maggior Paese importatore di carne brasiliana: ne hanno difatti acquistata 9000 tonnellate per un valore superiore ai 48 milioni di dollari solo all'inizio del 2010.
Inoltre, anche la Russia, senza però dare alcuna giustificazione, ha bloccato diverse importazioni di carne dal Brasile tra cui quelle provenienti da tre stabilimenti di proprietà della JBS. La grande società JBS si dice poco preoccupata dal momento che, da un lato, il traffico con la Russia ha un peso inferiore allo 0,5% delle sue entrate e, dall'altro lato, essa ritiene che la sospensione del commercio tra il Brasile e gli Stati Uniti, da cui deriva invece la maggioranza delle sue entrate, sia solo temporanea.

mercoledì 19 maggio 2010

L’industria turistica brasiliana è al 13° posto nel mondo

La ricerca annuale condotta dal World Travel & Tourism Council in collaborazione con Oxford Economics presentata a Berlino in occasione dell’ultima edizione della ITB - una delle più importanti fiere del turismo a livello internazionale – indica il Brasile al 13° posto nella classifica generale dei 181 Paesi presi in esame. Sono stati considerati diversi indicatori: l’impatto del turismo sul PIL, la creazione di posti di lavoro, la spesa turistica internazionale e gli investimenti pubblici e privati.
Il ministro del turismo brasiliano, Luiz Barretto, commenta positivamente i risultati della ricerca: “I dati del WTTC rafforzano l'immagine internazionale che abbiamo oggi: il mondo vede il nostro Paese come uno dei più promettenti, sia grazie al buon andamento della nostra economia, sia per gli investimenti in vista dei Mondiali 2014 e dei Giochi Olimpici 2016, sia per il grande potenziale di sviluppo dell’industria del turismo – nazionale così come internazionale”.
Così il Brasile vince la sfida internazionale ben piazzandosi tra i primi 10 Paesi al mondo per volume di PIL del turismo in termini assoluti (10º posto), per la creazione di posti di lavoro - diretti e indiretti - nel settore (7º posto) e per la rapidità di crescita degli investimenti nel settore (5° posto).
Pertanto, per ciò che concerne il settore turistico, il Brasile, oltre ad essere il più fiorente Paese dell’America Latina, si sta anche affermando come uno dei principali Paesi emergenti a livello mondiale.

martedì 6 aprile 2010

A dispetto della crisi le imprese brasiliane incrementano il loro fatturato

Stando a quanto emerge dai dati congiunturali relativi al 2009, in Brasile la crisi ha debilitato soprattutto i settori dell’acciaio e dei minerali: le industrie siderurgiche e quelle operanti nel settore minerario, lo scorso anno, hanno perso circa 20 miliardi di euro, una cifra vicina all’equivalente del profitto di tutte le imprese del settore alimentare quotate in Borsa. Tuttavia, escludendo le imprese relative ai settori sopraccitati, gli effetti della crisi non hanno impedito alla maggioranza delle imprese brasiliane di aumentare il loro fatturato, tant’è vero che il profitto netto delle stesse è quasi raddoppiato e ha raggiunto il valore di circa 15 miliardi di euro.
Le imprese del settore alimentare hanno aumentato le vendite del 20%, quelle legate al dettaglio del 24% e quelle dei materiali da costruzione, persino del 52%. L’exploit maggiore ha riguardato le imprese con vendita al dettaglio del settore tessile.
Anche l’andamento delle aziende quotate in Borsa conferma le previsioni degli specialisti, secondo i quali gli amministratori cercherebbero di acquisire efficienza interna durante la crisi per aumentare la redditività. Sebbene il margine lordo, prendendo in esame solo i costi di produzione, mostri una riduzione del 5,1% (dal 36,7% al 31,6%), il margine operativo netto (escluse le spese amministrative e generali) registra un aumento che, nel confronto tra il 2009 e il 2008, va dal 14,5% al 15,9%.
L’anno scorso, nonostante le diversità, l’indebitamento netto delle imprese si è mantenuto stabile a 57 miliardi di euro.