L’Autority brasiliana revoca il divieto alle vendite indetto a fine luglio. Previsti 9 miliardi di investimenti nei prossimi tre anni.
L'ente di vigilanza brasiliano delle telecomunicazioni, Anatel, ha deciso che la controllata di Telecom Italia in Brasile, potrà tornare a vendere i nuovi piani tariffari.
Secondo quanto riportato dalle principali agenzie giornalistiche, l’Authority carioca ha dato il via libera ai piani economici presentati da Tim Brasil e dai suoi competitors Oi e Claro, impegnandosi a controllare ogni tre mesi il mercato delle telecomunicazioni.
La sospensione dei contratti delle tre società, formalizzata lo scorso 23 luglio, fu dovuta all’inefficienza dei servizi delle compagnie e alle lamentele dei clienti, ma oggi i piani di investimenti presentati convincono l’Anatel. Tra il 2012 e il 2014, infatti, Tim Brasil, Oi e Claro si impegneranno a investire complessivamente 20 miliardi di reais allo scopo di migliorare i servizi. Quasi il 50% di questi investimenti proverranno dalla controllata di Telecom che sola investirà nel triennio 9,5 miliardi di reais. Il piano strategico approvato dall'Anatel prevede anche un miglioramento della rete (con l'aumento del 75% della capacità della rete voce) e l'assistenza.
Positive le reazioni del titolo Telecom a Piazza Affari, salito all’indomani della decisione del 2,6% raggiungendo il valore di 0,651 e attestandosi oggi allo 0,7195.
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martedì 7 agosto 2012
venerdì 20 luglio 2012
Telecom: stop ai contratti in Brasile
L’autorità brasiliana blocca i nuovi contratti della controllata Tim Brasil ed i titoli arretrano in borsa.
La decisione è stata presa dall’autorità brasiliana di vigilanza sulle telecomunicazioni (Anatel) che, nella notte tra il 18 e il 19 luglio, ha bloccato la vendita di nuovi contratti telefonici in alcuni Stati per tre operatori: la più grande compagnia del Sud America, Claro, la brasiliana Oi e la controllata di Telecom, Tim Brasil.
L’Anatel sostiene che gli scarsi investimenti delle tre compagnie negli ultimi anni abbiano provocato una serie di problemi legati alla rete, rendendo inefficiente il servizio di telefonia mobile offerto.
Risentita la reazione della Telecom che in un comunicato commenta di "avere accolto con grande sorpresa tale misura estrema, che ha bloccato in modo sproporzionato la crescita in 19 Stati". Tim Brasil, prosegue il comunicato, nel 2011 e' diventato il secondo più grande operatore di telefonia mobile del Paese proprio a seguito di investimenti in innovazione e del successo ricevuto tra la propria clientela.
Se agli operatori restano ora 30 giorni di tempo per presentare un piano di investimenti e richiedere la sospensione della sanzione, gli effetti della decisione dell’Anatel non si sono fatti attendere sul mercato finanziario dove all’indomani, il titolo Telecom ha perso 7 punti percentuali.
La decisione è stata presa dall’autorità brasiliana di vigilanza sulle telecomunicazioni (Anatel) che, nella notte tra il 18 e il 19 luglio, ha bloccato la vendita di nuovi contratti telefonici in alcuni Stati per tre operatori: la più grande compagnia del Sud America, Claro, la brasiliana Oi e la controllata di Telecom, Tim Brasil.
L’Anatel sostiene che gli scarsi investimenti delle tre compagnie negli ultimi anni abbiano provocato una serie di problemi legati alla rete, rendendo inefficiente il servizio di telefonia mobile offerto.
Risentita la reazione della Telecom che in un comunicato commenta di "avere accolto con grande sorpresa tale misura estrema, che ha bloccato in modo sproporzionato la crescita in 19 Stati". Tim Brasil, prosegue il comunicato, nel 2011 e' diventato il secondo più grande operatore di telefonia mobile del Paese proprio a seguito di investimenti in innovazione e del successo ricevuto tra la propria clientela.
Se agli operatori restano ora 30 giorni di tempo per presentare un piano di investimenti e richiedere la sospensione della sanzione, gli effetti della decisione dell’Anatel non si sono fatti attendere sul mercato finanziario dove all’indomani, il titolo Telecom ha perso 7 punti percentuali.
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