Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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martedì 30 agosto 2011

Fiat: nuovo impianto a Goiana

Fiat è pronta a investire un miliardo e mezzo di euro per la realizzazione di un nuovo impianto di produzione a Goaina. L’investimento permetterà di raggiungere il volume di 4,7 milioni di automobili vendute entro il 2014.

Fiat Brasile festeggia i 35 anni di presenza in Brasile e i nove anni di leadership di mercato con un nuovo investimento del valore di circa un miliardo e mezzo di euro, che permetterà al gruppo torinese di raggiungere il volume di 4,7 milioni di automobili e veicoli commerciali leggeri venduti entro tre anni.
Il nuovo impianto di produzione sorgerà a Goiana, nel nord della capitale del Pernambuco, fermo restando il centro logistico e di ricerca di Suape. La fabbrica si estenderà su un’area di 14 milioni di metri quadrati e comprenderà un centro abilitazione manodopera, un centro sviluppo tecnologico e una pista di test. Il nuovo impianto garantirà l'occupazione di oltre 3.500 persone e si prevede una collaborazione con le università federale e statale di Pernambuco e l’Istituto Politecnico di Torino per la formazione di manodopera qualificata, in particolare di ingegneri.
La Fiat e lo Stato di Pernambuco stabiliscono oggi un rapporto durevole, produttivo e trasformatore, che sarà di beneficio a tutta l’economia e a tutta la società” ha dichiarato Cledorvino Belini, presidente di Fiat Brasile, aggiungendo che “Stiamo dando inizio formale a ciò che sarà una nuova fase nella storia di 35 anni della Fiat in Brasile, allo stesso tempo in cui aiutiamo a costruire una tappa importantissima dello sviluppo del Pernambuco”.

venerdì 22 luglio 2011

Iveco: crescita delle immatricolazioni in Brasile

Iveco ha venduto sul mercato brasiliano 9.158 veicoli nei primi sei mesi dell’anno segnando un aumento delle immatricolazioni del 52%.

Iveco, società produttrice di autobus e camion appartenente al gruppo FIAT, ha registrato un aumento delle immatricolazioni del 52% nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’aumento registrato a partire dall’inizio dell’anno risulta essere superiore rispetto alla media del mercato dei camion (+14%). 
Lucio Bicalho, Direttore della Qualità ha commentato: “è una crescita che non avevamo mai provato prima”. Nel complesso la società ha venduto 9.158 veicoli nel primo semestre del 2011, con un aumento di 3.144 veicoli rispetto all’anno scorso. L’obiettivo previsto per il 2011 è di raggiungere 20.000 veicoli venduti entro la fine dell’anno. 
I risultati fino ad ora ottenuti mostrano che il Brasile è un mercato in forte espansione e i fattori che hanno contribuito a creare il vantaggio competitivo sono: la crescita della gamma di veicoli offerti e la maggiore presenza sul territorio nazionale, con 94 concessionarie. Iveco possiede uno stabilimento produttivo nella città di Sete Lagoas (MG) della capacità produttiva di 70 mila unità.

lunedì 16 maggio 2011

Restrizioni sulle importazioni di automobili

Il Governo brasiliano sta mettendo in atto una serie di misure per frenare le importazioni: dal 10 maggio è necessario ottenere una licenza che autorizzi l’importazione di automobili.

Il Brasile è diventato il primo mercato mondiale per la vendita di autoveicoli, raggiungendo la cifra di 3,5 milioni di mezzi venduti l’anno scorso. Vista l'attrattività del mercato il Governo brasiliano sta mettendo in atto una serie di misure per frenare le importazioni e rilanciare l’industria interna, in particolare nel settore automobilistico. A partire dal 10 maggio è in vigore una misura che impone l’ottenimento di una licenza che autorizzi l’importazione di automobili. Mentre fino al mese scorso si trattava di una procedura automatica, adesso l’approvazione della licenza può richiedere fino a sessanta giorni. La misura in questione è limitata alle importazioni di automobili e non coinvolge prodotti affini quali ricambi e accessori. I Paesi importatori che verranno maggiormente colpiti saranno Argentina, Giappone, Sud Corea, Stati Uniti e Messico.
La necessità di una tale riforma nasce dal fatto che il Brasile è stato colpito da un’ondata di importazioni (non solo nel settore automobilistico) che hanno influenzato negativamente la bilancia commerciale causando la perdita di competitività degli imprenditori verdeoro. Ma non è tutto, sono state applicate anche restrizioni sulle importazioni cinesi, in particolare di tessuti sintetici.

lunedì 11 aprile 2011

Settore automobilistico in continua crescita

La vendita di automobili nuove e veicoli commerciali leggeri è aumentato dell’11,6% nel mese di marzo 2011. Secondo quanto divulgato da Fenabrave, entro la fine dell’anno si dovrebbero raggiungere 3,69 milioni di veicoli venduti.

Secondo Fenabrave, l’associazione dei produttori di automobili brasiliani, le vendite di automobili nuove e veicoli commerciali leggeri sono aumentate dell’11,6% nel mese di marzo 2011, rispetto al mese precedente. Se il dato viene comparato con lo stesso mese del 2010, si rileva una diminuzione delle vendite del 14,4%: sono stati, infatti, immatricolati 48.623 veicoli in meno rispetto ai dodici mesi precedenti. Il calo è da attribuirsi principalmente a due fattori: in primo luogo le vendite sono state svantaggiate dalla festa del carnevale, che ha causato la chiusura degli showroom per un periodo abbastanza lungo; in secondo luogo nel marzo 2010 le nuove immatricolazioni sono state stimolate dai temporanei incentivi governativi, introdotti per risollevare il settore dalla crisi finanziaria.
Il Brasile rimane il mercato di riferimento per le maggiori case automobilistiche mondiali, tra cui Fiat e Volkswagen. Fenabrave ha stimato che le vendite nel 2011 raggiungeranno 3,69 milioni di veicoli, inclusi autobus e autocarri. Si tratta di un mercato in continua espansione che offre opportunità di business sia ai produttori di automobili che di ricambi e accessori.

lunedì 28 marzo 2011

Terremoto in Giappone: ripercussioni sull’economia verdeoro

Il terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone, causando il blocco delle attività produttive, potrebbe avere effetti negativi anche sull’economia brasiliana, in particolare nei settori automobilistico e dell’elettronica.

Il terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone potrebbe avere ripercussioni a livello globale, in particolare per quanto riguarda la produzione automobilistica. Il sisma e lo tsunami che hanno colpito l’isola nipponica hanno causato danni alla centrale nucleare di Fukushima ed il conseguente disastro ambientale, il blocco delle attività produttive, la distruzione delle infrastrutture e oltre 10.000 vittime.
 La paralisi dell’economia giapponese ha causato il blocco dei traffici commerciali, con conseguenti ripercussioni anche sull’economia brasiliana, in particolare nei settori automobilistico e dell’elettronica: “In un primo momento ci dovrebbe essere la sospensione dei contratti, poi la cancellazione di alcuni di essi”, ha specificato il vice presidente dell’Associazione del Commercio Estero del Brasile. Per quanto riguarda il settore automotive brasiliano, il Giappone rappresenta il maggiore importatore di pezzi di ricambio per imprese di bandiera quali Honda, Mitsubishi, Toyota e Nissan: le importazioni di pezzi di ricambio nel 2010 hanno raggiunto 1,84 miliardi di dollari, pari al 14% del totale delle importazioni del settore.
Un forte impatto sull’economia carioca proverrà dal settore minerario: il Giappone, infatti, è il principale paese destinatario delle esportazioni brasiliane di minerali di ferro che, nel 2010, hanno raggiunto 3,27 miliardi di dollari. Per quanto riguarda i legami finanziari con il Brasile, potrebbe avvenire un rimpatrio di capitali  al fine di sostenere la ripresa interna del Giappone.


venerdì 25 marzo 2011

Brasile: mercato sempre più importante per Fiat

È stato pubblicato il bilancio del gruppo Fiat: il Brasile rappresenta il secondo mercato di sbocco per il gruppo torinese nel 2010. Lo scorso 21 febbraio è stato, inoltre, firmato un protocollo di intenti per lo sviluppo di nuove tecnologie in campo automobilistico.

Il Brasile si conferma un mercato importante per Fiat. I dati di bilancio parlano chiaro: il Brasile rappresenta il secondo mercato di sbocco per il gruppo torinese, che ha raggiunto un fatturato di 11,9 miliardi di euro nella regione. La sola Fiat ha totalizzato 9,2 miliardi di euro di fatturato nel Paese sudamericano, di poco inferiore al fatturato raggiunto in Italia, di 9,8 miliardi di euro. La divisione Fiat Industrial, invece, vede come primo mercato gli Usa seguiti da Brasile e Italia.
Il successo proviene, in parte, dalla Nuova Uno, lanciata lo scorso maggio: secondo i dati forniti da Fenabrave, l’associazione dei fabbricanti di automobili brasiliani, il modello Fiat ha superato la concorrente Volkswagen Golf, raggiungendo la vendita di 21.470 vetture.
Lo scorso 21 febbraio Fiat ha, inoltre, firmato un protocollo di intenti per lo sviluppo di nuove tecnologie in campo automobilistico in partnership con FPT Industrial, Inmetro (Istituto nazionale di metrologia, standardizzazione e qualità industriale) e con il patrocinio del ministero brasiliano dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero. Per realizzare questo progetto saranno stanziati oltre 4 milioni di reais finalizzati a finanziare la ricerca condotta in modo congiunto tra i ricercatori di Fiat Powertrain,il settore ricerca e sviluppo del gruppo Fiat, e il campus dell’Inmetro di Xerém.
Tra i progetti di ricerca spicca lo studio di nuove tecnologie per lo sviluppo di veicoli alimentati da un combustibile composto per il 30% da biodiesel e per il 70% da gasolio. Il presidente di Fiat Automóveis, Cledorvino Belini, ha commentato: "La Fiat è stata la prima casa automobilistica ad offrire un’auto ad etanolo. La partnership con Inmetro non poteva essere più opportuna, perché rappresenta il raggiungimento di un più elevato livello tecnologico e ribadisce l'impegno di Fiat in materia di mobilità".



martedì 11 gennaio 2011

Boom delle automobili di lusso in Brasile, Ferrari segna il +814,3%

L’Abeiva (Associazione brasiliana delle imprese importatrici di autoveicoli) ha reso noti i dati relativi alla vendita di automobili di lusso sul mercato carioca: si evidenzia una crescita esponenziale nel 2010 che segna per la Ferrari un +814,3%.

Il mercato sudamericano delle automobili di lusso ha registrato cifre da record nel 2010. Il Brasile sta vivendo una forte ascesa economica ed il conseguente aumento del benessere e dei relativi consumi, sempre più esigenti, hanno favorito il boom del mercato dell’automobile, anche per quanto riguarda la nicchia delle supersportive.
L’Abeiva (Associazione brasiliana delle imprese importatrici di autoveicoli) ha diffuso i dati relativi alle vendite di automobili di lusso nell’anno 2010. La casa automobilistica Ferrari, che è rappresentata in Brasile dalla società concessionaria Via Itália, ha registrato la vendita record di 64 vetture, segnando una crescita dell’814,3% rispetto al 2009. I modelli più venduti sono la Ferrari California con un prezzo di listino di un milione e 350 mila real, pari a 620 mila euro, e la 458 Italia del valore di 733mila euro. Per quanto riguarda la Maserati, che è passata da 14 a 30 supercar vendute, ha segnato un aumento del 114,3%.
Fino al 2009 il mercato di nicchia delle supercar brasiliano era presidiato da Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani mentre nel 2010, in risposta alla domanda crescente del settore, i costruttori hanno aperto nuovi concessionari come Aston Martin, Bentley, Bugatti e Spyker.

giovedì 6 gennaio 2011

In Brasile il mercato dell’auto segna un record: +11%

Secondo i dati resi noti ieri dall’associazione dei concessionari brasiliani Fenabrave, il settore dell’auto in Brasile è in forte ascesa e chiude l’anno 2010 segnando un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente, con 3,3 milioni di veicoli nuovi venduti. Di particolare importanza il mercato dei veicoli commerciali che segna un +44%. La Fiat si conferma leader del mercato con il 23% delle vendite.

L’associazione dei concessionari brasiliani Fenabrave ha pubblicato ieri i dati di vendita aggregati relativi al mercato dell’automobile: il Brasile chiude il 2010 segnando un aumento nelle vendite di auto, veicoli pesanti e autobus dell’11% in più rispetto all’anno precedente, con un volume complessivo 3,3 milioni di veicoli nuovi venduti. Particolare attenzione merita il settore dei veicoli commerciali che segna un aumento del 44%.
Dopo il calo subito nel periodo estivo, il mercato dell’automobile ha ripreso a pieno ritmo nel mese di novembre con 328.418 veicoli immatricolati, pari ad un aumento dell’8,4% rispetto ad ottobre e del 30,5% rispetto ai dodici mesi precedenti. Nel mese di dicembre, invece, l’aumento si è assestato intorno al +30% rispetto allo stesso mese del 2009. Questa crescita è dovuta soprattutto alla campagna di sconti lanciata nel mese di luglio per far fronte al calo di vendite causato dall’aumento dell’imposta sulle automobili voluta dal Governo.
Il mercato dell’auto va di pari passo con l’andamento favorevole dell’economia, ricordiamo che il Brasile ha chiuso il 2010 con un aumento del Pil a “ritmi cinesi” del 7,5%. Il Paese sudamericano è diventato, già l’anno scorso, il quarto maggiore mercato mondiale dell’auto, preceduto da Cina, Stati Uniti e Giappone. Considerato che su una popolazione di 192 milioni di persone, soltanto un brasiliano su 7 possiede oggi un’automobile, si tratta di un mercato molto appetibile. Le proiezioni dicono che anche nel 2011 il trend sarà positivo, pur con una crescita più contenuta, intorno al 5,2%.
Il Brasile si è anche imposto come sesto produttore al mondo con oltre 3,6 milioni di veicoli di 17 marchi differenti. Tra questi, ricordiamo il marchio Fiat che ha confermato la propria leadership con il 23,1% del mercato, seguita da Volkswagen con il 22,7% e da General Motors con il 21,2%. Non bisogna dimenticare che il volume delle vendite nel Paese sudamericano ha compensato le perdite subite nei mercati europei, ormai saturi, ed ha risollevato il fatturato di produttori come Fiat, Volkswagen, General Motors e Ford.

lunedì 3 gennaio 2011

Lula posa la prima pietra dello stabilimento Fiat

Il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva ha posato la prima pietra dello stabilimento Fiat in Pernambuco. L’ad Fiat, Sergio Marchionne, precisa “in Brasile puntiamo a raggiungere la quota di oltre un milione di vetture vendute all’anno nel 2014”.

Il 29 dicembre a Porto Suape, il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva ha posato la prima pietra dello stabilimento Fiat in Brasile. L’investimento della casa automobilistica torinese si colloca in una prospettiva di rafforzamento del posizionamento internazionale dell’azienda, e favorirà di riflesso anche lo sviluppo economico della Regione. L’a.d. Sergio Marchionne ha tenuto il discorso inaugurale ed ha precisato che “questo Paese oggi è uno dei luoghi in cui gli investimenti trovano un ambiente più sicuro e promettente. Il Brasile ha basi economiche solide, ha un mercato interno molto forte ed ha dimostrato di saper reagire con decisione e rapidità di fronte alla crisi internazionale”. Lo stato del Pernambuco, dove sorgerà il nuovo stabilimento, ha visto raddoppiare il Pil in pochi anni, dispone di manodopera qualificata anche grazie alla presenza di università e centri di formazione ed è avanzata dal punto di vista infrastrutturale. L’investimento per il nuovo stabilimento raggiungerà 1,3 miliardi di euro (pari a 1,7 miliardi di dollari) e l’obiettivo di Fiat è di superare, entro il 2014, il milione di automobili prodotte e vendute su quel mercato. La manovra si colloca in un progetto più vasto che prevede, per il periodo 2011 – 2014, investimenti per 4,4 miliardi di euro. “Gli investimenti che abbiamo progettato nel Paese – aggiunge l’a.d. Fiat - riflettono il nostro impegno a sostenere il trend di crescita che ci aspettiamo dal Brasile e dal resto dell’America Latina nei prossimi anni”. La posa della prima pietra dello stabilimento Fiat è spettata al presidente uscente Lula, il quale ha dichiarato che entro le Olimpiadi del 2016 il Brasile diventerà la quinta economia mondiale.

martedì 13 luglio 2010

Record in Brasile della produzione di auto

Secondo i dati presentati dall’Anfavea, l’associazione che rappresenta le case automobilistiche del Brasile, nel primo semestre del 2010, la produzione brasiliana di auto é cresciuta rispetto all’anno precedente del 19,1% raggiungendo quota di 1.753.000 tra autovetture, autobus, camion e furgonati costruiti. Le vendite si sono concentrate in particolare nel mese di giugno salendo rispetto al mese precedente del 4,6% per l’ammontare di 262.800 unità vendute. Nel mese di giugno, inoltre, è aumentata l’occupazione nel settore dello 0,9% rispetto al mese di maggio.
In forte crescita anche l’export registrando un aumento del 62,3% il primo semestre del 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e raggiungendo un totale di 5,7 miliardi di dollari.
Il Brasile costituisce il maggior mercato per grandi marchi quali la Volkswagen, la General Motors, la Ford Motor e la Fiat che, ad esclusione degli autobus e dei camion, rappresenta il marchio più venduto in Brasile secondo i dati dell’Anfavea.

martedì 25 maggio 2010

Crescita vertiginosa del mercato automobilistico brasiliano

Il Brasile, sulla spinta dei milionari investimenti dei costruttori e sull’effetto positivo degli incentivi, vede crescere il proprio mercato dei veicoli tanto che gli analisti della IHS Global Insight e della J.D. Power hanno previsto diverrà il quarto mercato al mondo, in termini di auto vendute, entro la fine dell’anno 2010. “Nessun marchio di fama mondiale può sottrarsi a questo mercato” ha affermato Alexandre Andrade, celebre economista di settore.
In Brasile la Fiat detiene un quarto del mercato automobilistico e di quello dei mezzi commerciali; le vendite, difatti, compensano le perdite economiche subite in Europa. Ciò nonostante, il Financial Times avverte che la Fiat deve guardarsi dai concorrenti, che stanno per ampliare le proprie attività nel gigante sudamericano per reagire alla crisi che ha colpito l’Europa. Grandi marchi come Volkswagen, General Motors e Ford, infatti, hanno previsto per i prossimi anni ingenti investimenti.