Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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lunedì 28 maggio 2012

Il Biofuel in Brasile

Accordo tra un’azienda italiana e un’impresa brasiliana per la produzione di biocarburanti.

L’azienda brasiliana Graal Bio ha stretto un accordo con il gruppo industriale piemontese Mossi & Ghisolfi, che dal 1953 progetta e costruisce impianti destinati alle industrie petrolchimiche, dei polimeri, delle fibre e delle tecnologie ambientali, per la costruzione a Maceió, capitale dell'Alagoas, del primo impianto in Brasile di biocarburanti di seconda generazione, derivati dagli scarti di lavorazione della canna da zucchero. Il progetto prevede un costo complessivo di 150 milioni di Euro, e potrebbe rappresentare il primo di una serie di dieci impianti per un investimento totale di oltre mezzo miliardo di Euro.
Presente alla firma dell’accordo, siglato nei pressi di San Paolo, anche il Ministro italiano dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha commentato «il progetto apre una nuova prospettiva alla produzione sostenibile dei biocarburanti, in quanto le tecnologie impiegate consentono di utilizzare con elevata efficienza i residui delle produzioni di canna da zucchero. In questo modo, vengono superati i possibili conflitti con le produzioni alimentari e si riduce in maniera significativa il fabbisogno di suoli agricoli. In vista del prossimo meeting mondiale "Rio+20", questa idea costituisce un messaggio positivo per il futuro sostenibile».
L’impianto avrà una capacità di 65mila tonnellate di bioetanolo all’anno e, secondo le prime indiscrezioni, verrà avviato entro la fine del 2013.

giovedì 2 febbraio 2012

Petrobras Biocombustível nel Minas Gerais

Petrobras Biocombustível ha siglato un accordo con il Governo del Minas Gerais per investire nello Stato brasiliano.

Lo scorso 26 gennaio a Belo Horizonte (MG), il Governo dello Stato del Minas Gerais e la società brasiliana Petrobras Biocombustível hanno firmato un accordo che prevede l’aumento della produzione di biodiesel e investimenti del valore di R$ 28 milioni all’interno dell’impianto di Montes Claros. Grazie agli investimenti sarà possibile incrementare la capacità di produzione dell’impianto di biodiesel presente a Montes Claros nell’ordine del 40%. Nel dettaglio l’ampliamento permetterà di passare da una produzione annuale di 108,6 milioni di litri a 152 milioni di litri all’anno, oltre a garantire un aumento di posti di lavoro all’interno dello stabilimento che, allo stato attuale, impiega 167 professionisti.
Previsto dall’accordo anche l’aumento della partecipazione degli agricoltori nella catena del biodiesel: questi ultimi passeranno dagli attuali 3.200 a 4.500 entro il 2014. Lo Stato di Minas Gerais rappresenta il secondo consumatore di biodiesel in Brasile e, per far fronte alla propria richiesta, è costretto ad importare dagli altri Stati il prodotto: grazie a questo accordo, potrà aumentare l’offerta di biodiesel e non sarà più costretto ad importare dagli altri Stati.
Presenti alla cerimonia il Governatore Antônio Anastasia e il presidente della Petrobras Biocombustível, Miguel Rossetto; quest’ultimo ha commentato "Grazie a questa operazione, aumenteremo la produzione di biodiesel nel Minas Gerais, amplieremo gli acquisti di materie prime e rafforzeremo l’agricoltura famigliare. Ciò significa più reddito e sviluppo per lo Stato e più crescita per Petrobras Biocombustível". Stando alle parole del Governatore, "Il biocarburante è un segmento in cui stiamo sempre migliorando e la tendenza mondiale è quella di seguire questa direzione. Le notizie di investimenti come questo in una regione che presenta tante necessità come la parte settentrionale del nostro Stato, oltre a dare grande soddisfazione, dimostrano che i nostri sforzi per creare posti di lavoro di valore hanno dato risultati".

giovedì 19 gennaio 2012

TAM Airlines

TAM Airlines sta valutando nuove idee per l’utilizzo di biocarburanti nell’aviazione.

Grazie alla collaborazione di partner del calibro di JETBIO, Air BP, Airbus, Rio Pardo Bioenergia, società di ingegneria, potenziali raffinerie e l’Università di Yale, la compagnia aerea brasiliana TAM Airlines sta valutando la possibilità di produrre industrialmente e distribuire una nuova tipologia di carburante per l’aviazione proveniente da fonti rinnovabili. Stando infatti a quanto dichiarato dall’azienda, la stessa starebbe studiando la possibilità di ricorrere alla Jatropha curcas come materia prima per la produzione di biocherosene sostenibile.
Di fronte alle previsioni dell’Associazione Internazionale di Trasporto Aereo (IATA) di riuscire a sostituire entro il 2017 il 10% dei carburanti totali utilizzati dalle compagnie aeree mondiali con carburanti derivanti da energie rinnovabili, la decisione di TAM Airlines di investire nella ricerca e nello sviluppo del progetto legato alla coltivazione di Jatropha curcas risulta estremamente importante. Allo stato attuale la compagnia dispone di un’area di coltivazione sperimentale per la Jatropha curcas nella città di San Carlos e ha già realizzato dei voli sperimentali alimentati a cherosene e biocherosene.
L’Energy Manager di TAM Airlines, Paulus Figueiredo ha sottolineato “Abbiamo raggiunto un nuovo stadio del progetto. La nostra unità di coltivazione di Jatropha curcas ha già condotto studi sulla produttività tecnica ed economica per iniziare l’implementazione di una catena di valore integrata in Brasile. Con questo lavoro di collaborazione, noi intendiamo accumulare conoscenze riguardanti il biocherosene di carattere tecnico, infrastrutturale, di scala di produzione e di produttività commerciale.” e ha aggiunto “I risultati degli studi ci aiuteranno a ridimensionare l’impatto ambientale, sociale, ed economico del largo uso del biocarburante derivante dalla Jatropha curcas e, probabilmente, da altre risorse. Alla fine, l’investimento potrà essere trasformato in un altro risultato dall’aviazione industriale, con la minimizzazione delle emissioni di carbonio e il pieno raggiungimento degli obiettivi internazionali riguardanti la sostituzione dei carburanti fossili con altri rinnovabili”.

mercoledì 6 luglio 2011

Bioetanolo: nuova frontiera dell’energia pulita

La società ETH Bioenergia realizzerà un nuovo impianto per la produzione di energia elettrica e bioetanolo nella città di Costa Rica. L’investimento, del valore di 1miliardo di reais, è stato sovvenzionato dal Governo brasiliano.

La società brasiliana ETH Bioenergia ha dato avvio alla costruzione di un nuovo impianto per la produzione di energia elettrica e bioetanolo nella città di Costa Rica.
L’investimento, del valore di 1miliardo di reais, è stato sovvenzionato dal Governo brasiliano e si inserisce in un piano di investimenti da 3miliardi di reais. 
La società ETH si occupa della produzione di energia elettrica e di bioetanolo derivante dalla lavorazione degli scarti prodotti dal raccolto di canna da zucchero e possiede già due impianti di trasformazioni operanti nel Paese: il primo a Nova Alvorada e il secondo a Rio Brillante.
Il presidente di ETH Bioenergia, José Carlos Grubisch, ha sottolineato che "Il Mato Grosso do Sul ha una forte vocazione agricola e manodopera molto competente. Di non minore valore, un’amministrazione statale pronta a prendere decisioni in tempi rapidi e ad onorare gli impegni presi".
Lo stabilimento produttivo verrà realizzato nella città di Costa Rica ed entrerà in funzione entro il mese di ottobre 2011. L’investimento genererà, nella prima fase della realizzazione, circa 1.800 nuovi posti di lavoro e si prevede che l’impianto possa trasformare 3,8 milioni di tonnellate di canna da zucchero ogni raccolto. La produzione annua raggiungerà mediamente 360 milioni di litri di etanolo e 380 GWh di energia elettrica.

martedì 3 maggio 2011

Il Brasile investe nei biocombustibili

Si prevede che nei prossimi anni la domanda di biocombustibili a livello mondiale possa raddoppiare. In Brasile gli investimenti nella lavorazione degli scarti provenienti dalla coltivazione di canna da zucchero sono in crescita, in particolare per ricavare etanolo, impiegato come carburante per autoveicoli.

Il consumo di biocombustibile in Brasile è in forte crescita e si prevede che, nei prossimi dieci anni, la domanda a livello mondiale possa raddoppiare. L’etanolo da cellulosa, in particolare è ampiamente impiegato come carburante per autoveicoli. Per questo motivo la Royal Dutch Shell Plc, il maggiore distributore di biocombustibili al mondo, in collaborazione con Iogen Corp. e Codexis sta concentrando gli investimenti nella ricerca di enzimi per la produzione di etanolo da cellulosa attraverso la lavorazione degli scarti derivanti dalla lavorazione di frumento e zucchero di canna.
La città di Ribeirão Preto, a nord di San Paolo, è il maggiore produttore di zucchero ed etanolo del Brasile: la produzione e la trasformazione avvengono in luogo in quanto gli scarti dello zucchero di canna si seccano molto velocemente dopo la mietitura e non permettono il trasferimento. La produzione di etanolo ha cambiato la struttura dell’industria brasiliana diminuendo la dipendenza dal petrolio: in trentacinque anni la produzione di etanolo è passata da 611 milioni di litri a 27,7 miliardi nel 2010 mentre la produzione di zucchero è quintuplicata raggiungendo 37,7 milioni di tonnellate nel 2010.
Lo sviluppo dell’industria relativa alla canna da zucchero ha stimolato anche altri settori quali l’elettricità, la plastica e i prodotti chimici, i fertilizzanti e gli enzimi. La ricerca scientifica e tecnologica ha visto una forte spinta in avanti e ha favorito l’apertura di centri di ricerca. La crescita ha anche stimolato la domanda di macchinari ad alto contenuto tecnologico al fine di rendere più efficiente il raccolto, la trasformazione e la produzione di energia.
Si tratta di un settore in forte espansione che offre ottime opportunità di investimento.

giovedì 3 marzo 2011

In Brasile arriva il biodisel ricavato dalle alghe

In Brasile al biodiesel prodotto con la soia si aggiungerà quello ricavato da alghe microscopiche alimentate dai rigetti della lavorazione della canna da zucchero.

Nonostante il Piano Nazionale dell’Agroenergia 2006–2011 prevedesse anche lo sviluppo di altre fonti agricole - come la biomassa forestale e i rifiuti provenienti dall’agricoltura e dagli allevamenti - i due combustibili di punta dell’energia di origine agricola prodotta in Brasile sono, attualmente, il biodiesel prodotto tramite la soia e l’etanolo ricavato dalla canna da zucchero. La produzione di biodiesel attraverso colture quali il ricino, il girasole e la palma in regime di agricoltura famigliare non ha ancora preso piede, così la maggior parte del biodiesel prodotto in Brasile continua ad essere ricavato dalla soia, il cui mercato è controllato dalle multinazionali e la cui coltivazione è gestita dai grandi latifondisti.
Di recente, l’università brasiliana di Sao Carlos ha elaborato il progetto per la produzione di biocarburante da alghe nutrite dai rigetti della distillazione della canna da zucchero per la produzione di zucchero e etanolo: tali sostanze, altamente tossiche e inquinanti, sono costituite da sali minerali e composti organici difficili da degradare nell'ambiente, ma estremamente nutritivi per microrganismi come le alghe e, in particolare, per una tipologia di microalga ricchissima di molecole di grassi facilmente trasformabili in combustibile biologico per automezzi.
A livello industriale, tale progetto sarà realizzato dalla Algae Biotecnologia, l'impresa che lo ha brevettato a livello internazionale, e sarà finanziato dalla banca statale Bndes, con 3,2 milioni di real.
Il Brasile possiede tutte le condizioni necessarie per assumere un ruolo di leadership nella produzione mondiale di biodiesel: il Paese vanta una lunga esperienza nella produzione di etanolo, condizioni climatiche favorevoli, una vasta estensione di terra coltivabile e la competitività del suo settore agrario. Inoltre, la disponibilità di terre coltivabili garantisce al Brasile l’opportunità di essere, oltre che un grande produttore di biocombustibili, uno dei più grandi paesi esportatori di prodotti alimentari; infine, la produzione di materia prima agricola per la produzione di energia sommata alla produzione alimentare, permette di massimizzare i guadagni degli agricoltori e i benefici alla società.

mercoledì 26 gennaio 2011

L’innovazione passa anche per gli emergenti

I paesi emergenti non rappresentano solamente un mercato di sbocco per le esportazioni ma costituiscono il terreno di sperimentazione per prodotti e servizi innovativi che, in seguito, possono essere esportati nei paesi occidentali.

Quando si valuta la possibilità di internazionalizzare ci si pone subito il problema di stabilire la politica di marketing mix più adeguata. Considerando i casi di alcune aziende che hanno avutro successo in Brasile, emerge la centralità dell’innovazione e dell’adattamento del prodotto. Un esempio è l’azienda Alexander, produttrice di grappa a Castello Roganzuolo (Treviso), che ha raggiunto il mercato brasiliano, già presidiato da produttori di cachaca, rum e tequila. Il patron, Sandro Bottega ha spiegato che “per avere successo bisogna usare design e italianità: siamo il paese al mondo più amato da quei popoli specie nei ceti abbienti. Dell’Italia si ama la cucina, l’arte la moda. Abbiamo perciò introdotto prodotti realizzati ad hoc per il Brasile, poi estesi a tutto il mondo, ad esempio un liquore a base di grappa al guaranà, con la ricercata bacca dal gusto forte e dagli effetti stimolanti. Inoltre produciamo alcolici, sempre studiati per il sudamerica, all’ananas, all’aloe vera”.
Altro caso di successo è rappresentato da Sogefi, azienda mantovana operante nel settore della componentistica per auto e controllata dalla CIR. La società ha investito in un centro di ricerca in Brasile che ha sviluppato, come spiegato dal Ceo Emanuele Bosio, “un sistema di filtrazione motore “ad hoc”, denominato flex, in grado di funzionare in modo flessibile sia con i combustibili tradizionali sia con il bioetanolo, particolarmente diffuso nel Paese”. I biocarburanti sono prodotti con alcool vegetale estratto dalla canna da zucchero e, soprattutto per il basso costo, sono largamente utilizzati in Brasile e stanno rimpiazzando il petrolio fossile. La tecnologia “flex” è utilizzata anche dalla Fiat.
I paesi emergenti non rappresentano solamente un mercato di sbocco per le esportazioni ma costituiscono il terreno di sperimentazione per prodotti e servizi innovativi che nascono per soddisfare la domanda locale ma, in seguito, possono essere esportati nei paesi occidentali dando origine al fenomeno del cosiddetto blowback.