Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile
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giovedì 7 giugno 2012

Surplus primario 2012

Il Governo del Brasile annuncia il 50% del surplus primario previsto per il 2012.

Stando ai dati divulgati questa settimana dal Tesoro, dal mese di gennaio ad aprile, il Governo del Brasile è quasi riuscito a raggiungere quanto si era prefissato per i primi otto mesi dell’anno in corso in tema di ripagamento degli interessi del debito pubblico.
Secondo il Tesoro infatti, nei primi quattro mesi del 2012 il surplus primario del Governo ha toccato la soglia dei 45 miliardi di Reais, pari a circa 18 miliardi di Euro, ovvero il 46% del montante complessivo previsto per l’anno in corso e pari a 97 miliardi. Si pensi che nel solo mese di aprile grazie a fattori tipici del mese come ad esempio il pagamento delle Imposte sul Reddito della Persona Fisica (IRPF), il Governo è riuscito ad economizzare 11,2 miliardi di Reais (circa 4,5 miliardi di Euro), un dato incoraggiante che però segna una diminuzione del 28% rispetto ai 15,5 miliardi di Reais (pari a circa 6,2 miliardi di Euro), economizzati lo scorso anno nel mese di aprile.
Nonostante i dati positivi, il surplus non ha raggiunto il record di 47,9 miliardi di Reais (circa 19 miliardi di Euro), registrato nel primo quadrimestre del 2008. Allo stesso modo i dati del Tesoro hanno evidenziato un aumento delle spese federali nel mese di aprile.

venerdì 16 settembre 2011

I Brics e il piano di aiuti all’Europa

I rappresentanti dei paesi Brics - Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica - dal 23 al 25 settembre, si riuniranno a Washington per discutere il piano di aiuti all’Europa.

In seguito alla crisi statunitense dei subprime, ha avuto inizio il processo che ha portato, da un lato, alla retrocessione delle economie “mature” e, dall’altro, all’avanzamento di quelle “emergenti”. Ora che i Brics valutano il loro piano di aiuti all’Europa, molti, soprattutto in Occidente, si stanno chiedendo se saranno davvero gli “emergenti”, i cui redditi pro-capite sono di molto inferiori a quelli dei Paesi che vogliono aiutare, a sollevare le sorti l’Europa.
Christine Lagarde, capo del Fmi, non è preoccupata dall’idea che un aiuto concreto all’Europa possa arrivare dai Brics e ritiene che, in un momento di crisi fortissima del debito della zona euro, si tratti di un “interessante sviluppo”.
Tuttavia, all’interno degli “emergenti” le posizioni e le opzioni sono differenti. La Russia, per esempio, non trae alcun beneficio dall’instabilità europea e molto probabilmente non varerà interventi diretti per sostenere i Paesi più deboli (come Grecia, Spagna e Italia), ma darà il proprio contributo attraverso il Fmi. Pechino è il più grande detentore di debito pubblico Usa e ora guarda anche all’Italia: procedono i contatti tra il governo italiano e una delegazione di quello cinese disposta ad acquistare anche il debito del Belapese; la Cina dispone della maggior quantità di riserve in valuta straniera al mondo. Dilma Rousseff, presidente del Brasile, in riferimento alla crisi del debito europeo ha dichiarato: “il problema non è la mancanza di fondi bensì la mancanza di decisioni politiche per effettuare investimenti”. Secondo quanto riporta il quotidiano brasiliano Valor, il Paese verdeoro potrebbe intervenire aumentando le sue riserve internazionali attraverso l’acquisto di obbligazioni in euro, investendo in Gran Bretagna e in quello che è considerato il Paese più solido, la Germania.

martedì 29 giugno 2010

Fitch Ratings vede positivamente il futuro del Brasile

L’agenzia internazionale di valutazione del credito Fitch Ratings ha migliorato l’outlook sul gigante sudamericano portando il giudizio da “stabile” a “positivo”. Restano invece a BBB- i rating a lungo termine in valuta estera.
Di fronte alle disattese capacità del Brasile di resistere alla recessione globale e all’andamento economico superiore alle previsioni, Fitch Ratings ha revisionato ieri l’outlook. Questi due fattori, insieme alle politiche economiche relativamente prudenti dovrebbero portare, secondo l’agenzia, ad un netto miglioramento degli utili pro-capite e della solvibilità fiscale.
Inoltre, secondo l’ultima indagine del Banco Central do Brasil, il Paese carioca, che costituisce l’economia più grande dell’America Latina, si prevede crescerà del 7.13% quest’anno, registrando in tal modo il ritmo di crescita più veloce dal 1994.
Tuttavia, sostiene Fitch Ratings, il Brasile necessita di un controllo maggiore dell’inflazione e del debito pubblico, che attualmente si attesta al 60%, molto sopra, cioè, alla soglia del 35% del prodotto interno lordo fissata dall’agenzia di rating per le nazioni con un grado d’investimento giudicato BBB (livello medio).