Inaugurati due monomarca della nota griffe italiana a San Paolo e prevista per Novembre una nuova apertura a Rio.
L’italian style continua a mietere successi all’estero e adesso più che mai sembra il momento del noto marchio Valentino che prosegue con successo il suo ambizioso piano di espansione in Brasile. Ai primi di ottobre la masion italiana ha esordito con il suo primo monomarca a San Paolo presso lo Shopping Cidade Jardim Piso Terreo in uno spazio firmato dall’architetto David Chipperfield. I 190 metri quadri, collocati al piano terra del centro commerciale, giocano su un susseguirsi di stanze che ricreano l’atmosfera di un palazzo e ospitano le linee donna del noto Brand: Valentino ready-to-wear e Valentino Gravani accessori. Lo scorso 16 ottobre è stato poi inaugurato il primo ramo della sua seconda linea, Red, dedicata ad un pubblico più giovane a cui sarà dedicato un secondo negozio, questa volta a Rio de Janeiro presso il Leblon Shopping, con apertura prevista il prossimo mese.
Un momento d’oro dunque per il celebre marchio italiano che dallo scorso luglio è stato acquistato da Mayhool, società del Qatar che rappresenta la famiglia reale del paese, per una cifra stimata di 858 milioni di dollari. Valentino punta ora all’espansione su scala internazionale e l’Amministratore delegato Stefano Sassi annuncia :“Ci saranno nuove boutique in tutto il mondo”. E il Brasile, con il mercato del lusso in forte espansione, è ad oggi la meta di investimento ideale.
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venerdì 26 ottobre 2012
lunedì 3 settembre 2012
Il design italiano sfida i dazi doganali
Sono italiani i brand più amati dal mercato brasiliano. Nonostante le tasse sull’ import.
Pare non abbia proprio nulla da invidiare a Miami o Londra, il design district di San Paolo. E tra le insegne dell’elegante Alameda Gabriel Monteiro da Silva, spiccano i grandi nomi dell’arredamento italiano: B&B Italia, Kartell, Rimadesio, Molteni&C, Minotti. Grazie alla sua cultura e alla sua sensibilità molto europee, il Brasile rappresenterebbe, insieme al Messico, il mercato con le maggiori potenzialità per il nostro design. Parola di Claudio Luti, presidente di Kartell, che sbarcato in Brasile nel 2005, è arrivato a contare oggi una quarantina di punti vendita, senza contare le nuove aperture in programma per il prossimo autunno. Una vitalità confermata dai dati Istat: dal 2005 al 2011 le esportazioni di mobili made in Italy verso il Brasile sono aumentate da 9 a 18,4 milioni e il trend è in costante crescita.
Ma il mercato brasiliano non è per tutti. Necessari sono un marchio forte e un’organizzazione logistica solida, che consentano di penetrare la pesante tassazione doganale che impone dazi di circa l’80% sulle merci in arrivo dall’Unione Europea. Valori che sommati alla tassazione locale possono raggiungere fino al 100%, raddoppiando di fatto il prezzo di vendita finale del prodotto italiano. Per aggirare il rincaro dei prodotti c’è chi sta valutando se aprire uno stabilimento in loco e chi spinge affinchè i governi europei chiedano una riduzione della tassazione per le merci in entrata. Obiettivo comune agli imprenditori del settore è infatti sconfinare dal segmento del lusso e raggiungere la crescente middle class carioca, vera forza trainante dell’economia del Paese.
Pare non abbia proprio nulla da invidiare a Miami o Londra, il design district di San Paolo. E tra le insegne dell’elegante Alameda Gabriel Monteiro da Silva, spiccano i grandi nomi dell’arredamento italiano: B&B Italia, Kartell, Rimadesio, Molteni&C, Minotti. Grazie alla sua cultura e alla sua sensibilità molto europee, il Brasile rappresenterebbe, insieme al Messico, il mercato con le maggiori potenzialità per il nostro design. Parola di Claudio Luti, presidente di Kartell, che sbarcato in Brasile nel 2005, è arrivato a contare oggi una quarantina di punti vendita, senza contare le nuove aperture in programma per il prossimo autunno. Una vitalità confermata dai dati Istat: dal 2005 al 2011 le esportazioni di mobili made in Italy verso il Brasile sono aumentate da 9 a 18,4 milioni e il trend è in costante crescita.
Ma il mercato brasiliano non è per tutti. Necessari sono un marchio forte e un’organizzazione logistica solida, che consentano di penetrare la pesante tassazione doganale che impone dazi di circa l’80% sulle merci in arrivo dall’Unione Europea. Valori che sommati alla tassazione locale possono raggiungere fino al 100%, raddoppiando di fatto il prezzo di vendita finale del prodotto italiano. Per aggirare il rincaro dei prodotti c’è chi sta valutando se aprire uno stabilimento in loco e chi spinge affinchè i governi europei chiedano una riduzione della tassazione per le merci in entrata. Obiettivo comune agli imprenditori del settore è infatti sconfinare dal segmento del lusso e raggiungere la crescente middle class carioca, vera forza trainante dell’economia del Paese.
venerdì 24 agosto 2012
Prada conquista il Brasile
Inaugurato lo scorso 23 agosto un nuovo negozio del noto marchio italiano a San Paolo.
Un nuovo traguardo per l’alta moda italiana. Prada ha da pochi giorni aperto una boutique all’interno del nuovo mall “JK Iguatemi”, destinata a divenire presto una delle mete più ambite dello shopping di lusso nella città di San Paolo. Lo spazio di 630 metri quadri, ospiterà collezioni femminili e maschili di abbigliamento, calzature, pelletteria e accessori. Artefice della sua progettazione è Roberto Baciocchi, storico ideatore del concept Prada caratterizzato da pareti verde pallido e pavimenti a scacchi in marmo bianco e nero.
L’opening di agosto è l’ennesimo traguardo del gruppo italiano che nello stesso mese ha inaugurato un punto vendita a Taiyuan, in Cina e lo scorso luglio un negozio dedicato alla griffe giovane Miu Miu proprio nello stesso mall di San Paolo. Un mercato che sembra non conoscere crisi, quello dell’alta moda made in Italy, e che pare stia levitando grazie alla rete retail e alle economie emergenti. Il gruppo di lusso ha, infatti, registrato nel primo semestre 2012 una crescita dei ricavi del 36,5%, pari a 1,5 miliardi di euro e la rivista economica Forbes conferma il prestigio del marchio includendo la stilista Miuccia Prada tra le 100 donne più potenti al mondo, unica presenza italiana nella classifica.
Un nuovo traguardo per l’alta moda italiana. Prada ha da pochi giorni aperto una boutique all’interno del nuovo mall “JK Iguatemi”, destinata a divenire presto una delle mete più ambite dello shopping di lusso nella città di San Paolo. Lo spazio di 630 metri quadri, ospiterà collezioni femminili e maschili di abbigliamento, calzature, pelletteria e accessori. Artefice della sua progettazione è Roberto Baciocchi, storico ideatore del concept Prada caratterizzato da pareti verde pallido e pavimenti a scacchi in marmo bianco e nero.
L’opening di agosto è l’ennesimo traguardo del gruppo italiano che nello stesso mese ha inaugurato un punto vendita a Taiyuan, in Cina e lo scorso luglio un negozio dedicato alla griffe giovane Miu Miu proprio nello stesso mall di San Paolo. Un mercato che sembra non conoscere crisi, quello dell’alta moda made in Italy, e che pare stia levitando grazie alla rete retail e alle economie emergenti. Il gruppo di lusso ha, infatti, registrato nel primo semestre 2012 una crescita dei ricavi del 36,5%, pari a 1,5 miliardi di euro e la rivista economica Forbes conferma il prestigio del marchio includendo la stilista Miuccia Prada tra le 100 donne più potenti al mondo, unica presenza italiana nella classifica.
giovedì 5 luglio 2012
Brasile: cresce il mercato dei beni di lusso
A fronte di un’economia nazionale in difficoltà, la vendita di vino e gioielli non conosce crisi.
Sebbene proprio in questi giorni il governo brasiliano abbia varato un pacchetto di misure per scongiurare la recessione economica, il mercato del lusso non sembra avvertire la crisi. Anzi. Nel corso del 2011 ha registrato una crescita del 20% che non sembra arrestarsi nemmeno nel primo trimestre del 2012.
Nei luxury shopping mall, centri commerciali specializzati nel lusso, i grandi marchi internazionali possono contare su una visibilità di cui non godrebbero in altri mercati, come quello cinese, in forte espansione ma già saturi. Nonostante gli elevati dazi doganali che ne incrementano il prezzo finale, Champagne, anelli di diamanti e orologi di Cartier sono tra i prodotti più richiesti dagli amanti dello shopping brasiliani.
Le principali città che si riconfermano meta di brand internazionali sono San Paolo e Rio de Janeiro in cui, alla fine dello scorso anno era concentrato rispettivamente il 70% ed il 25% del mercato nazionale. Il primato di San Paolo, la più popolosa città dell’Emisfero Australe, è garantito dal Quadrilàtero do luxo formato dai grandi centri commerciali di Iguatemi, Cidade Jardim, Morumbi Shopping, Rua Oscar Freire in cui è concentrata la vendita del 95% dei beni di lusso brasiliani.
Sebbene proprio in questi giorni il governo brasiliano abbia varato un pacchetto di misure per scongiurare la recessione economica, il mercato del lusso non sembra avvertire la crisi. Anzi. Nel corso del 2011 ha registrato una crescita del 20% che non sembra arrestarsi nemmeno nel primo trimestre del 2012.
Nei luxury shopping mall, centri commerciali specializzati nel lusso, i grandi marchi internazionali possono contare su una visibilità di cui non godrebbero in altri mercati, come quello cinese, in forte espansione ma già saturi. Nonostante gli elevati dazi doganali che ne incrementano il prezzo finale, Champagne, anelli di diamanti e orologi di Cartier sono tra i prodotti più richiesti dagli amanti dello shopping brasiliani.
Le principali città che si riconfermano meta di brand internazionali sono San Paolo e Rio de Janeiro in cui, alla fine dello scorso anno era concentrato rispettivamente il 70% ed il 25% del mercato nazionale. Il primato di San Paolo, la più popolosa città dell’Emisfero Australe, è garantito dal Quadrilàtero do luxo formato dai grandi centri commerciali di Iguatemi, Cidade Jardim, Morumbi Shopping, Rua Oscar Freire in cui è concentrata la vendita del 95% dei beni di lusso brasiliani.
martedì 26 giugno 2012
Le piccole e micro imprese di San Paolo
Produzione in calo per le piccole e micro imprese di San Paolo.
Stando all’analisi condotta dal Simpi-SP, il Sindacato delle micro e piccole imprese di San Paolo, nel corso dei primi tre mesi del 2012 la produzione delle piccole e micro imprese dello Stato brasiliano sarebbe diminuita.
Secondo lo studio infatti il 46% delle piccole e micro imprese di San Paolo ha registrato un calo della produzione se si considerano i dati relativi allo stesso periodo del 2011; il 37% invece ha confermato gli stessi livelli, mentre solo il 17% avrebbe notato un miglioramento.
Il 68% delle imprese che hanno registrato una diminuzione della produzione indica un calo compreso tra -11% e -40%; secondo il Presidente del Sindacato, Joseph Couri, le difficoltà sarebbero legate alla presenza di una concorrenza sleale di prodotti importati.
L’analisi ha altresì evidenziato che i settori maggiormente colpiti sono il vestiario, le calzature, i mobili, la fabbricazione di pezzi metallici, l’alimentare e le macchine.
mercoledì 23 maggio 2012
Diesel in Brasile
Diesel prende di mira il mercato brasiliano.
La griffe Diesel ha deciso di riaprire il negozio storico di San Paolo: un segno importante della fiducia che l’azienda di Breganze ha deciso di dare al Paese sudamericano. Grazie alla riapertura del negozio di San Paolo, il mercato riceverà nuovi investimenti, che permetteranno al brand italiano di espandere la propria presenza in Brasile. Stando a quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato Daniela Riccardi, "A giugno riapriamo lo store di Haddock Lobo, arteria dove si affacciano le insegne più belle, e poi inaugureremo una vetrina presso il centro commerciale Iguatemi. A seguire sarà la volta di Rio de Janeiro, Brasilia e Recife, sempre nel 2012".
Una scommessa decisiva per l’azienda italiana arrivata sul mercato brasiliano undici anni fa; una scommessa che si unisce anche ad altri due Paesi sui quali Diesel sta focalizzando la propria attenzione: da un lato la Corea con l’apertura del primo store a Seoul previsto per settembre, e dall’altro l’India, Paese in cui il marchio è già presente con dieci monobrand nelle città più importanti.
venerdì 18 maggio 2012
Gli immobili a San Paolo
Raddoppiano le prospettive di crescita del settore immobiliare per il 2012.
L’incremento del 27% registrato nella vendita di immobili nuovi nei primi tre mesi del 2012, ha costretto il Sindacato delle Abitazioni di San Paolo (Secovi-SP) a rivedere le aspettative di crescita per il settore nell’anno in corso: nella capitale infatti la proiezione di incremento del settore immobiliare è passata dal 5 al 10%.
Scendendo nel dettaglio, nel primo trimestre del 2012 sono stati commercializzati 1,1 miliardi di Euro conto gli 860 milioni di Euro registrati nello stesso periodo del 2011; allo stesso modo anche le unità vendute hanno subito un incremento passando da 4.265 nel primo trimestre dello scorso anno, a 5.400 nei primi tre mesi dell’anno in corso e registrando quindi un aumento del 26,6%.
Stando a quanto dichiarato da Celso Petrucci, economista capo del Secovi-SP, l’incremento del settore immobiliare sarebbe legato all’ambiente economico favorevole che ha caratterizzato la prima parte del 2012, ed in particolare la creazione di impieghi formali, l’aumento della massa salariale e la diminuzione del tasso ufficiale di sconto. Petrucci ha altresì commentato ''Quando si è circondati da cattive notizie, si rimandano le decisioni, mentre quando lo scenario diventa più favorevole le decisioni vengono prese''.
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