Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile

venerdì 30 dicembre 2011

Investimenti nelle filiere produttive

Il Rio Grande do Sul ha deciso di aumentare il proprio impegno al fine di rafforzare il settore turistico ed enogastronomico.

Tarso Genro, Governatore del Rio Grande do Sul, ha recentemente firmato il documento che rinnova anche per il 2012 la partecipazione al programma di coesione sociale per il rafforzamento delle filiere produttive (Cocap). Il progetto creato dalla Commissione Europea sulla base di una proposta lanciata nel 2008 dalla Regione Veneto, prevede una serie di interventi volti a sviluppare la produzione in tre regiorni del Mercosur (la provincia di San Juan in Argentina, il Dipartimento di Misiones in Paraguay e lo Stato del Rio Grande do Sul).
Presenti all’incontro il Segretario del Turismo di Bento Gonçalves Ivane Fávero, il direttore esecutivo Márcia Ferronato e l’assistente amministrativo Krisciê Pertile, il consulente del Comitato Veneto del RS (Comvers) Cesare Prezzi, e l’assistente amministrativo dall’Associazione di Turismo della Serra Nord-Est (Atuaserra).
Nel dettaglio verranno coinvolti i settori turistico ed enogastronomico: l’intenzione è quella di incentivare le piccole e medie imprese e le cooperative a rafforzare le catene di produzione del vino e del latte ed investire sulla formazione di operatori per lo sviluppo territoriale, sull’identificazione e la crescita delle potenzialità a livello locale.

giovedì 29 dicembre 2011

L’edilizia eco-sostenibile

Il Brasile si classifica al quarto posto tra i Paesi che vantano il maggior numero di imprese con il cosiddetto “Sigillo Verde”.

Il Brasile ha deciso di investire sull’edilizia eco-sostenibile e, grazie all’elevato numero di imprese provviste del “Sigillo Verde”, si è posizionato al quarto posto su 120 Paesi nella classifica riguardante appunto l’edilizia eco-sostenibile.
Il cosiddetto “Sigillo Verde”, noto anche come “Leadership in Energy and Enviromental Design” (Leed), rappresenta un sistema di valutazione e certificazione internazionale utilizzato per l’edilizia eco-sostenibile. Questo tipo di certificazione non è obbligatoria in Brasile, ma per le imprese che riescono ad ottenerla sono previste linee di credito a condizioni favorevoli presso la Banca Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale (BNDES). Si pensi anche al fatto che il Comitato Olimpico Brasiliano ha predisposto quattro mesi fa i criteri di sostenibilità per garantire che tutti i progetti e le strutture che verranno impiegate durante le Olimpiadi rispondano alle misure contemplate dalla certificazione; inoltre allo stato attuale nove stadi su dieci in fase di costruzione o ristrutturazione in vista dei Mondiali di Calcio sono stati certificati con il “Sigillo Verde”.
A livello nazionale le città che primeggiano per numero di certificazioni sono San Paolo e Rio de Janeiro e proprio il Presidente della Società di Sviluppo Urbano nella Regione del Porto di quest’ultima, Jorge Luiz Arraes, ha dichiarato: “La normativa prevede che le nuove costruzioni nell’area portuale rispettino parametri specifici, come il risparmio dei consumi idrici e il riutilizzo dell'acqua piovana, l’utilizzo di impianti solari, un migliore accesso per le biciclette, l’utilizzo di materiali con certificazione ambientale, tra gli altri”.
Stando a quanto affermato dal responsabile delle relazioni istituzionali e governative del Green Building Council del Brasile, Felipe Faria, il Brasile si è posizionato davanti a Paesi come l’India e il Canada sia per il numero di certificati che per la richiesta di edilizia eco-sostenibile.
Al fine di incentivare ulteriormente il ricorso a soluzioni che rispettino l’ambiente, il prossimo aprile il Brasile ospiterà la quinta edizione della Fiera Internazionale delle Tecnologie per l’Ambiente.

mercoledì 28 dicembre 2011

Non più Paese emergente

Una recente classifica posiziona il Brasile al sesto posto tra le più grandi economie al mondo.

Già da tempo era chiaro che parlare di paesi emergenti quando si tratta dei cosiddetti Paesi BRIC non è più possibile, dal momento in cui queste economie sono ormai “emerse”. A tal proposito la classifica realizzata da un gruppo di economisti del Centre for Economics and Business Research (CEBR), ha messo in evidenza il fatto che a trainare l’economia mondiale sono proprio questi paesi e non le economie occidentali, che stanno lentamente cedendo il posto ai primi. Dall’analisi risulta infatti che se da un lato gli Stati Uniti mantengono ancora il primo posto nella classifica delle più grandi economie a livello mondiale, dall’altro li seguono Cina e Giappone. Al quarto e al quinto posto compaiono Germania e Francia, i primi paesi del Vecchio Continente, seguiti al sesto posto dal Brasile, che è riuscito a superare il Regno Unito, che occupa ora il settimo posto.
Stando alle dichiarazioni del Ministro brasiliano dell’Economia, Guido Mantega, nel corso del 2012 il Pil del Paese aumenterà del 2,5% e grazie alla sua stabilità politica ed economica sarà sempre più in grado di competere a livello internazionale.
Il fondatore del CEBR, Douglas McWillis, ha commentato: “Il Brasile ha battuto per anni i Paesi europei al calcio, ma sconfiggerli sull’economia è un nuovo fenomeno. La nostra classifica mostra come stia cambiando la mappa economica del mondo, con Paesi asiatici e produttori di materie prime che danno la scalata ai primi posti e l’Europa che resta indietro”.