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giovedì 31 marzo 2011

Le imprese brasiliane verso il business etico

Sono numerose le imprese che, in Brasile, hanno dimostrato un forte interesse verso l’aspetto sociale della gestione d’impresa e un crescente rispetto per l’ambiente in cui esse operano.

Il concetto di business etico è sempre più diffuso a livello globale. Sono numerose le imprese che, anche in Brasile, hanno dimostrato un forte interesse verso l’aspetto sociale della gestione d’impresa e un crescente rispetto per l’ambiente in cui esse operano. Nel paese sudamericano il business etico è promosso dall’Istituto Ethos, fondato da Oded Grajew, imprenditore di origini israeliane, da sempre attivo nel campo della responsabilità sociale e maggiore rappresentante del movimento del corporate social responsability in Brasile.
SACE Mag, quadrimestrale del gruppo SACE S.p.A., ha recentemente pubblicato un’intervista a Grajew, mettendo in luce l’importanza del suo impegno sia per le imprese che per il Governo stesso. Il movimento muove i primi passi in Brasile attorno agli anni Novanta: una decina di imprese si uniscono per dimostrare che, attraverso un’imprenditorialità attenta e responsabile, è possibile contribuire allo sviluppo di una società egualitaria. L’obiettivo primario dell’Istituto Ethos è di mettere in moto uno sviluppo sostenibile e riuscire a superare le disuguaglianze sociali, attraverso proposte che coinvolgano anche attori istituzionali.
Un’azienda è socialmente responsabile quando, nella sua gestione strategica, tiene conto delle esigenze di tutte le parti coinvolte […]. La responsabilità sociale coinvolge a 360° tutte le attività d’impresa con impatti sull’intero fatturato” ha precisato il presidente dell’Istituto Ethos.
Le imprese aderenti hanno sottoscritto il “Patto imprenditoriale per l’integrità e la lotta alla corruzione” con l’obiettivo di assumere le proprie responsabilità anche nei rapporti commerciali con altre imprese, scegliendo fornitori corretti e trasparenti. “Il ruolo dell’Istituto Ethos, in più di dieci anni di attività, è definito nella sua missione: mobilitare, sensibilizzare e aiutare le imprese a gestire gli affari in modo socialmente responsabile, prendendo parte a una società sostenibile e giusta, non c’è sostenibilità dove la corruzione dilaga” ha concluso Oded Grajew.

mercoledì 30 marzo 2011

Rallentamento della crescita brasiliana

Secondo molti economisti l’economia brasiliana, pur continuando a crescere, sarebbe in forte rallentamento. Le cause andrebbero ricercate nelle manovre antinflazionistiche attuate dal governo e dalla Banca Centrale.

L’economia brasiliana, surriscaldata da una crescita a “ritmi cinesi”, è in fase di rallentamento. Diversi dati sono stati recentemente divulgati: secondo le previsioni della Banca Bradesco, il primo trimestre del 2011 sarebbe caratterizzato da una crescita inesistente, LCA Consultores, società di consulenza brasiliana, ha comunicato che la produzione industriale è calata dell’1,5%.
Secondo quanto riportato dall’ICE, nonostante la generale recessione, gli imprenditori resterebbero ottimisti sul futuro e alcuni settori non risentirebbero del momentaneo rallentamento, tra questi: l’industria calzaturiera, che ha superato le vendite medie del periodo e il settore dell’acciaio, che sta recuperando terreno sulle importazioni. In particolare la produzione di acciaio è cresciuta del 15% rispetto al mese dicembre e, nel primo bimestre del 2011, le vendite totali sono cresciute del 18% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Il settore dell’elettronica e dell’elettrico, al contrario, segna una crescita inferiore alle previsioni. Per quanto riguarda il comparto di elettrodomestici, si registra un calo delle vendite, probabilmente a causa delle misure di restrizione al credito previste dalla Banca Centrale.
I settori che più risentono del rallentamento dell’economia sono il settore automobilistico, particolarmente penalizzato dall’aumento del tasso di interesse sulle vendite rateizzate, le spedizioni di cartone ondulato e la movimentazione di carichi nelle autostrade.

martedì 29 marzo 2011

Aumentano i consumi di frutta in Brasile.

Secondo i dati divulgati dall’IBGE, la produzione di frutta in Brasile è aumentata del 19% tra il 2001 e il 2009. Di pari passo sarebbe cresciuto anche il consumo, passando da 113 a 125 chilogrammi pro-capite l’anno.

Il Brasile e uno dei leader mondiali nella produzione di frutta tropicale e non. Il settore è favorito non soltanto dalle condizioni climatiche, dalla posizione geografica e dalla natura del suolo ma anche dagli investimenti nelle nuove tecnologie.
Secondo i dati divulgati dall’IBGE (Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica), nel periodo 2001-2009 la produzione di frutta in Brasile è aumentata del 19%. Tale aumento sarebbe da imputarsi, in primo luogo, agli investimenti nelle tecnologie che favoriscono la produttività, e in secondo luogo l’incremento della domanda, motivato all’aumento del reddito pro capite e dal basso prezzo al dettaglio.
I consumi pro capite, infatti, sono passati da 113 a 125 chilogrammi l’anno e il prezzo della frutta è il più basso tra quelli di alimenti e bevande, come riportato nell’IPCA (indice nazionale dei prezzi al consumo).
Gustavo Firmo, tecnico del coordinamento generale per l’allevamento e le colture perenni del Ministero dell’Agricoltura, dell’Allevamento e dell’Approvvigionamento, ha precisato che “L’aumento delle importazioni è anche indicativo della domanda e del potere d’acquisto dei brasiliani, che sono aumentati”.