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mercoledì 30 giugno 2010

Brasile e Italia in grandi affari

Si è conclusa ieri la missione in Brasile della folta delegazione italiana di imprenditori appartenenti a vari settori industriali guidata dal premier Berlusconi e dal viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso. La missione è servita a porre le basi per più strette collaborazioni economiche che per il momento ammontano ad un valore pari a 10 miliardi di euro.
E’ stato l’accordo sul partenariato strategico firmato a Washington l’aprile scorso a spianare la strada alle intese tra Brasile e Italia in diversi settori: dalla difesa (accordo di produzione di fregate e pattugliatori Fincantieri con armamento Finmeccanica per la Difesa brasiliana) all’alta velocità (probabile partecipazione di Fs alla costruzione della rete ferroviaria che collegherà Rio de Janeiro a San Paolo), dalle telecomunicazioni con Telecom Brasile all’aeronautica con Alenia.
A San Paolo Berlusconi ha avuto un incontro con alcuni rappresentanti dell’imprenditoria presso l’Edificio Italia e ha visitato la sede della Fiesp (Federazione industriale di San Paolo). Successivamente, il premier ha incontrato il presidente Lula con cui ha partecipato al forum “Nuovi partenariati strategici Brasile-Italia” e al lancio del “Business council Italia-Brasile” che probabilmente sarà presieduto da parte italiana da Franco Bernabè. In questa occasione, inoltre, il presidente dell’Ice, Umberto Vattani, ha firmato tre accordi per la formazione e la ricerca sulle nuove tecnologie con istituti brasiliani e il presidente di Simest, Giancarlo Lanna, ha firmato un’intesa con il banco del Brasile.
Nei primi quattro mesi del 2010 le esportazioni dell’Italia verso il Brasile sono aumentate di oltre il 40% e si prevede un andamento positivo anche per il prossimo futuro, in forza del nuovo accordo in corso di negoziato tra L’Unione Europea e il Mercosur da un lato, e in vista dei Mondiali del 2014 e delle Olimpiadi del 2016 dall’altro lato.

martedì 29 giugno 2010

La corsa agli investimenti negli Stati Uniti

Le imprese brasiliane, forti della loro economia, iniziano ad investire in terra statunitense. L’economia del colosso sudamericano è difatti pronta per il salto: la classe media è in aumento; il mercato delle materie prime è ormai maturo, grazie soprattutto ai buoni rapporti commerciali con la Cina; le grandi imprese locali hanno bilanci sani; la moneta brasiliana si è apprezzata rispetto al dollaro.
In particolare, secondo la divisione finanziaria dell’agenzia di stampa Reuters, dallo scorso ottobre ad oggi, otto sono le operazioni che hanno visto le imprese del Brasile acquistare aziende degli Stati Uniti. Il caso più recente è l’acquisto per opera dell’azienda Marfrig di Keystone Foods per un valore di 1.25 miliardi di dollari: in tal modo l’azienda brasiliana Marfrig si afferma come un importante fornitore delle maggiori catene americane di fast-food, da McDonald’s a Subway. Ma la corsa agli investimenti negli Stati Uniti, seppur ora sia più accelerata, è iniziata già nel 2008, quando InBev, la società di birra belga-brasiliana che costituisce il maggior produttore al mondo per birra prodotta, ha aperto la strada alla conquista degli Usa con l'acquisizione di Anheuser-Busch.
Il prossimo passo sarà l’apertura negli Stati Uniti, entro i prossimi cinque anni, di 15 nuove filiali del Banco do Brasil, che avverrà anche tramite l’acquisizione di piccole banche locali. L’accordo tra il Banco do Brasil, gruppo a quasi totale partecipazione pubblica del governo brasiliano, e Federal Reserve risale allo scorso aprile.

Fitch Ratings vede positivamente il futuro del Brasile

L’agenzia internazionale di valutazione del credito Fitch Ratings ha migliorato l’outlook sul gigante sudamericano portando il giudizio da “stabile” a “positivo”. Restano invece a BBB- i rating a lungo termine in valuta estera.
Di fronte alle disattese capacità del Brasile di resistere alla recessione globale e all’andamento economico superiore alle previsioni, Fitch Ratings ha revisionato ieri l’outlook. Questi due fattori, insieme alle politiche economiche relativamente prudenti dovrebbero portare, secondo l’agenzia, ad un netto miglioramento degli utili pro-capite e della solvibilità fiscale.
Inoltre, secondo l’ultima indagine del Banco Central do Brasil, il Paese carioca, che costituisce l’economia più grande dell’America Latina, si prevede crescerà del 7.13% quest’anno, registrando in tal modo il ritmo di crescita più veloce dal 1994.
Tuttavia, sostiene Fitch Ratings, il Brasile necessita di un controllo maggiore dell’inflazione e del debito pubblico, che attualmente si attesta al 60%, molto sopra, cioè, alla soglia del 35% del prodotto interno lordo fissata dall’agenzia di rating per le nazioni con un grado d’investimento giudicato BBB (livello medio).