Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative al Brasile

martedì 10 luglio 2012

Screen Service: nuove quote in Brasile

Il gruppo italiano attivo nel settore delle telecomunicazioni ha acquistato per 1,1 milioni di euro ulteriori quote della controllata Screen service do Brasil ottenendo la governance della Società.

La Screen Service Broadcasting Technologies S.p.A. (SSBT), azienda bresciana specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di apparati per la trasmissione di segnali televisivi, nonché tramite TivuItalia S.p.A. dell'effettiva trasmissione televisiva, consolida la sua presenza sul mercato brasiliano. Con un comunicato del 9 luglio, il gruppo dichiara di aver acquisito un ulteriore 25% delle quote della controllata Screen Service do Brasil, arrivando a detenere il 75% per cento del capitale e un sostanziale controllo sulla governance della Società Brasiliana. Quest’ultima è stata sostenuta dal gruppo italiano sia attraverso crediti commerciali sia con finanziamenti pari a 5 milioni di euro che hanno consentito la costruzione di un sito produttivo di circa 5.000 metri quadri che occupa ad oggi circa 50 dipendenti.

“L'operazione va a incrementare l'incidenza del gruppo in un'area in cui crediamo fortemente e su cui continueremo a investire - spiega Fabrizio Redaelli, presidente di Screen service - Inoltre, la presenza di uno stabilimento di produzione in loco ci consente di fornire un servizio post-vendita più accurato e di evitare l'applicazione dei dazi all'importazione sui prodotti provenienti dall'Italia. Non solo in Brasile, ma nell'intera area sud americana ci muoveremo attentamente per acquisire, dove possibile, nuove quote di mercato strategiche e funzionali ad accrescere la competitività del gruppo. Dopo i successi sul mercato europeo legati allo switch off da analogico a digitale, è infatti in corso un'analoga attività in America Latina”

lunedì 9 luglio 2012

Petrolio: buone opportunità di investimento in Brasile

A seguito della scoperta di nuovi giacimenti sono  previsti ingenti investimenti nel settore.

Come segnalato da Confindustria, il settore Oil&Gas, rappresenta oggi una delle filiere industriali prioritarie per lo sviluppo economico del Brasile e una delle principali opportunità di investimento per gli imprenditori italiani.
A seguito della scoperta negli scorsi anni di nuovi giacimenti di petrolio nell'area pre-sal, al largo della costa sud-est, il Brasile diviene una delle cinque maggiori potenze energetiche al mondo e polo di attrazione di investimenti pubblici e privati. La particolare configurazione geologica delle risorse  petrolifere, poste ad una profondità compresa tra i cinque e i sette chilometri sotto il livello del mare, e precisamente sotto uno strato irregolare di sale, comporterà per la società statale Petrobras la necessità di realizzare a breve 177 nuove piattaforme di produzione, 568 barche di appoggio offshore e 65 sonde di perforazione in acque profonde.
Il governo brasiliano prevede inoltre un piano di investimenti pubblici di circa 170 miliardi di euro entro il 2014 ed oltre 360 dopo quella data. Il Piano di Accelerazione della crescita (PAC 2), varato dall’esecutivo locale, stima che l’intero comparto assorbirà nei prossimi quattro anni oltre il 90% degli investimenti complessivi in macchinari

venerdì 6 luglio 2012

Stop all’invasione delle multinazionali dell’alimentazione

Il governo brasiliano vara un provvedimento per contenere l’avanzata dei fast food.

Sotto la spinta delle associazioni locali e del mondo della sanità, le autorità brasiliane hanno introdotto una serie di leggi volte a proteggere e migliorare il settore alimentare tradizionale nel nome della difesa della salute pubblica. In base al nuovo provvedimento, ogni alunno delle scuole statali ha diritto ad un pasto a scuola al giorno composto per il 70% da cibo fresco o minimamente trattato e per il 30% da prodotti provenienti da coltivazioni di agricoltori locali.
L’esigenza nasce da una ricerca compiuta da Carlos Monteiro e Geoffrey Cannon, del Centro Studi Epidemiologici dell'Università di San Paolo, che evidenzia come "in Brasile i tradizionali sistemi alimentari sono stati parzialmente destituiti dai prodotti realizzati dalle società transnazionale relative ai settori del "Big Food" e "Big Snack", contribuendo ad un aumento dell'incidenza di obesità e delle principali malattie croniche e pregiudicando la salute pubblica".