A fronte di un’economia nazionale in difficoltà, la vendita di vino e gioielli non conosce crisi.
Sebbene proprio in questi giorni il governo brasiliano abbia varato un pacchetto di misure per scongiurare la recessione economica, il mercato del lusso non sembra avvertire la crisi. Anzi. Nel corso del 2011 ha registrato una crescita del 20% che non sembra arrestarsi nemmeno nel primo trimestre del 2012.
Nei luxury shopping mall, centri commerciali specializzati nel lusso, i grandi marchi internazionali possono contare su una visibilità di cui non godrebbero in altri mercati, come quello cinese, in forte espansione ma già saturi. Nonostante gli elevati dazi doganali che ne incrementano il prezzo finale, Champagne, anelli di diamanti e orologi di Cartier sono tra i prodotti più richiesti dagli amanti dello shopping brasiliani.
Le principali città che si riconfermano meta di brand internazionali sono San Paolo e Rio de Janeiro in cui, alla fine dello scorso anno era concentrato rispettivamente il 70% ed il 25% del mercato nazionale. Il primato di San Paolo, la più popolosa città dell’Emisfero Australe, è garantito dal Quadrilàtero do luxo formato dai grandi centri commerciali di Iguatemi, Cidade Jardim, Morumbi Shopping, Rua Oscar Freire in cui è concentrata la vendita del 95% dei beni di lusso brasiliani.
giovedì 5 luglio 2012
martedì 3 luglio 2012
Bilancia commerciale positiva
Surplus di 389 milioni di dollari nel saldo della bilancia commerciale del Brasile.
Nella terza settimana del mese di giugno il saldo della bilancia commerciale del Brasile ha raggiunto un +389 milioni di dollari dato dalla differenza tra i 5,049 miliardi di dollari di esportazioni e i 4,660 miliardi di dollari di importazioni.
Un ottimo risultato se si considera che nel complesso dall’inizio dell’anno il surplus della bilancia commerciale ha raggiunto i 6,330 milioni di dollari. Se in generale la media giornaliera nelle esportazioni fino alla terza settimana del mese di giugno si è aggirata intorno ai 1,006 miliardi di dollari, il dato risulta inferiore rispetto ai 1,128 miliardi di dollari di esportazioni registrate nel mese di giugno dello scorso anno. Come sottolineato dal Ministero, in particolare la diminuzione della media giornaliera rispetto al 2011 ha riguardato tre categorie di prodotti: di base, semilavorati e manufatti.
Al contrario le importazioni sono aumentate del 9% nel corso delle prime tre settimane del 2012.
lunedì 2 luglio 2012
La green economy
Grandi opportunità di business nella green economy.
Stando a quanto reso noto dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), nel corso dei prossimi decenni le opportunità offerte dalle attività legate alla sostenibilità delle risorse naturali potrebbe variare da 2,1 a 6,3mila miliardi di dollari.
Proprio in questa prospettiva nelle scorse settimane le banche di sviluppo, la Camera di Commercio Internazionale e l’Istituto Francese di Ricerca e Sviluppo (IRD) hanno deciso di promuovere a Rio de Janeiro una serie di iniziative volte a sostenere la green economy.
Secondo il Direttore Generale della Camera di Commercio Internazionale, Jean-Guy Carrier, lo scopo finale sarebbe quello di attuare un programma di azioni che si sviluppano in più fasi; come sottolineato dallo stesso ''Il problema è che alcuni governi promettono, da un lato, la riduzione delle sovvenzioni miliardarie per le energie di origine fossile ma, dall´altra, continuano a imporre enormi barriere nel commercio di beni e servizi ambientali. Il nostro percorso può aiutare a stabilire misure concrete e fissare le relative scadenze''. Problematiche ancora più evidenti se si considerano i limiti imposti nell’uso delle risorse naturali, il fatto che entro il 2030 i consumatori della classe media nell’economia mondiale cresceranno di tre miliardi e che la popolazione mondiale potrebbe raggiungere entro il 2050 i nove miliardi di individui.
Un grande spunto di riflessione nell’ottica di garantire uno sviluppo sostenibile per le generazioni future.
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