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martedì 2 marzo 2010

Ultimo anno di Lula alla guida del paese


Il 2010 è l'ultimo anno del secondo mandato dell'attuale Presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, alla guida del paese dal 2003. Durante la presidenza dell'ex sindacalista il Brasile ha vissuto un periodo di crescita economica, incentivata anche dalla politica essenzialmente liberalista del Presidente, che ha sempre osteggiato il protezionismo economico, considerandolo un limite allo sviluppo di un paese. Il fondatore del Partito dei Lavoratori ha il merito di aver attivato importanti misure sociali nel paese, allo scopo di sconfiggere alcune delle gravi problematiche che lo affliggono. Un esempio in tal senso è la cosiddetta Bolsa Familia, un sussidio concesso dal governo alle famiglie più povere affinché si impegnino all'istruzione obbligatoria dei propri figli fino ai 17 anni. Il progetto è finalizzato alla riduzione dell'analfabetismo che colpisce il Brasile.
Lula ha designato quale proprio successore Dilma Rousseff, già segretaria del suo esecutivo. La scelta è stata spesso criticata, ma il Presidente ha dichiarato che, in caso di vittoria delle elezioni, la nuova candidata, pur seguendo la linea già tracciata dal Governo che la precede, non ne verrà influenzata. L'esponente del Partito dei Lavoratori sfiderà José Serra, l'attuale governatore dello stato di San Paolo.

lunedì 1 marzo 2010

Progetto per la costruzione della TAV

Negli ultimi anni il Governo brasiliano ha intrapreso delle misure per l'ammodernamento delle infrastrutture del paese, varando, fra gli altri, il progetto per la costruzione di una linea di Treni ad Alta Velocità (TAV). Tale linea sarà in grado di collegare in tempi molto brevi le città di Rio de Janeiro, San Paolo e Campinas, punti nevralgici dell'economia del paese sudamericano. Il progetto, la cui realizzazione è prevista per il 2014, ha un costo stimato di 13 miliardi di euro e porterà enormi benefici alla circolazione delle merci, che negli ultimi anni ha subìto una crescita esponenziale, velocizzando il commercio tra le aree interessate. Le differenti misure proposte recentemente dal Brasile sono motivate dal ruolo sempre più importante che esso va assumendo nella scena internazionale e dalla conseguente visibilità che ciò comporta.

Il miglior clima economico sudamericano è in Brasile

Dopo un periodo, tra il 2008 e buona parte del 2009, in cui la sua crescita economica è fortemente rallentata, il Brasile sembra essere uscito dalla crisi, sostenuto dalla ripresa del consumo interno. Tra gli stati sudamericani, il paese è indicato come quello in cui vi è il miglior clima economico. Ciò è valido anche in riferimento ai cosiddetti BRICs, che ancora non hanno beneficiato della stessa ripresa dal periodo di recessione. La situazione abbastanza stabile al suo interno lascia inoltre spazio a stime positive per il futuro.
Anche per quanto riguarda il Rischio Paese, il Brasile si colloca in una posizione favorevole: secondo un'indagine del gruppo SACE, esso presenta infatti un indice di rischio medio-basso. Il gruppo calcola l'indice in base a tre tipologie di rischio, quello politico, quello economico e quello finanziario. Data la stabilità dell'attuale Governo presieduto da Lula, il rischio politico brasiliano risulta molto basso, mentre sono considerati di medio livello il rischio economico e quello finanziario, a causa proprio del periodo di stasi connesso alla recente crisi mondiale.