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mercoledì 28 settembre 2011

In Brasile è forte la domanda di made in Italy

Kpmg invita le imprese italiane a puntare sul Brasile: il Paese che, tra gli emergenti, apprezza maggiormente i marchi made in Italy; unica nota dolente, la complessità del sistema fiscale.

Il mercato in cui il made in Italy risulta più richiesto è quello brasiliano, almeno per i prossimi quattro o cinque anni. Questo è quanto sostengono gli esperti di Kpmg, secondo i quali in nessun altra parte del mondo i marchi italiani sono tanto apprezzati “dal design, al cibo, passando per la moda”.
Kpmg, per conto della Farnesina, ha effettuato un monitoraggio accurato della presenza italiana in Brasile: sono quasi 600 le aziende italiane presenti sul mercato verdeoro, tra queste un terzo sono veri e propri impianti produttivi e circa 220 sono filiali commerciali; più della metà si trovano nell’area di San Paolo e, a livello settoriale, la metà rientra nel comparto della meccanica.
Per favorire lo sbarco del made in Italy in Brasile, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha pianificato un programma molto denso di eventi che si svolgeranno in loco e che spaziano dall’economia alla tecnologia, dalla cultura alla scienza, con lo scopo di rafforzare la partnership tra i due Paesi; la kermesse, denominata “Momento Italia-Brasil”, verrà inaugurata il 15 ottobre a Rio de Janeiro, prevede circa 500 manifestazioni e si concluderà nel luglio 2012. Inoltre, in ottobre a Roma, si terranno: la quinta edizione della Conferenza Italia-America Latina e la missione di 150 Ceo di imprese brasiliane organizzata da Lide e Confindustria.
L’unico fattore critico è rappresentato dalla complessità del sistema fiscale brasiliano, in particolare, dai dazi: vista la capacità di consumo - in costante aumento - del Paese, Brasilia tenta di proteggere dalla concorrenza estera le aziende nazionali per favorirne la crescita, così i dazi sono tali da far raddoppiare il prezzo della merce importata. Per questa ragione, lo sbarco in Brasile si addice maggiormente alle aziende che intendono produrre in loco o a quelle che al prodotto di punta di fascia alta, sono in grado di associare una seconda linea, dotata dell’appeal del marchio italiano ma dal prezzo più abbordabile.

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